Finisce a novant’anni la Dolce Vita di Sandrocchia

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Era nata a Tunisi l’11 marzo del 1933. All’attivo come attrice una settantina di pellicole con Roberto Rossellini, Antonio Pietrangeli, Luigi Zampa, Sergio Corbucci, Luciano Salce. È stata anche interprete in epoche recenti di film con Pupi Avati e Gabriele Muccino. Nel 2009 durante una puntata di Porta a Porta di Bruno Vespa ammetterà: “sono stata l’amante di Federico Fellini”: un rapporto altalenante, segreto, diviso fra la moglie Giulietta Masina e le altre. Sandra Milo avrà un matrimonio durato soltanto ventuno giorni con il marchese Cesare Rodighiero.

Noi la ricordiamo come attrice accanto a Vittorio De Sica nel Generale Della Rovere di Roberto Rossellini su soggetto di Indro Montanelli e poi protagonista con Eduardo De Filippo nel film Fantasmi a Roma di Pietrangeli. Sandrocchia incarnava quasi sempre una anti-femme fatale, ironica, disinibita, anche casereccia; tutti questi aspetti stuzzicavano l’immaginario di Federico Fellini. Racconterà la Milo: “mi telefonava perché gli preparassi i tortellini!”. Tra loro tutto iniziò un giorno a Cinecittà: Federico stava preparando Otto e Mezzo scritto con Ennio Flaiano e la sceneggiatura prevedeva tra le note a margine fatte di caricature e schizzi vari, una donna con “un di dietro ben piazzato”. Fellini vide la Milo: “sei giusta sai, ma devi ingrassare, devi ingrassare tanto Sandrocchia!”. Lei lo guardava ridendo, ammirata, con quel singolare scoppio di vitalità sbarazzino che faceva intenerire ed eccitare allo stesso tempo il regista riminese. Lui, immerso in un parco giochi fatto anche di donne algide, dimesse, intellettuali dietro grandi occhiali scuri e massime filosofiche sussurrate, vedeva in Sandrocchia un meteorite di allegria paesana.

Sul libertinaggio di questa svamp intelligente e saporita, giunonica e burrosa, leggera a suo modo, non vogliamo entrare nei gossip successivi che la vedono flirtare anche con Craxi e Fidel Castro. Addio Sandra Milo. Sapevi dare alla vita e al cinema un tocco frizzante di quell’Italia del Boom.

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