Adesso alla sinistra non vanno bene nemmeno i parchi

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Pagina fb di Antonio Lamiranda

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Solo pochi giorni fa, a Sesto San Giovanni, era stato inaugurato il giardino identitario dedicato alla divina “Eleonora Duse, in via Pisa, quartiere Marzabotto. Questa era solo l’ultima di una serie di intitolazioni di parchi cittadini, fortemente volute dall’Assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda (FdI): ‘Falcone e Borsellino’, ‘Caduti di Nassiriya’, ‘9 Novembre 1989’, ‘Fortunato Depero’ e infine ‘Norma Cossetto’, questi i soggetti delle precedenti intitolazioni.

Eppure c’è chi questa iniziativa di toponomastica sembra non essere proprio riuscito a digerirla: solerti leoni da tastiera, minuziosi nelle critiche e scettici verso ogni iniziativa promossa dall’Assessore.

Evidentemente, a una certa sinistra la parola ‘identità’ proprio non riesce ad andare giù. I ‘Giardini Identitari’, progetto che l’Assessore porta avanti sin dal 2017, per di più, sono stati pensati per dare un nome a spazi che ne erano privi, senza cancellare precedenti intitolazioni di un certo spessore, come ha ricordato Lamiranda.

Certo è che in campagna elettorale, ogni scusa diventa buona per attaccare l’avversario. È il gioco della politica, chiaramente, ma l’onestà intellettuale sta proprio nel produrre critiche oggettive, proponendo visioni alternative, e non commenti scomposti o offensivi.

È vero, certamente, che la Cultura non è fatta esclusivamente di intitolazioni, ma assegnare un’identità culturale spaziando fra eventi importanti della storia nazionale e personalità locali, segna certamente un punto di svolta in un Comune che, ex-Stalingrado d’Italia, sentitosi orfano della caduta del mondo sovietico, non aveva mai trovato il coraggio di intitolare un luogo pubblico alla Caduta del Muro di Berlino.

Se da qualcuno la scelta dell’ intitolazione non è stata digerita, tuttavia speriamo almeno che non sia sfuggita la ben più grande notizia della posa dell’impalcato di 90 metri per la nuova stazione ponte di Sesto S. Giovanni, intervento reso possibile grazie ad una gru di 60m di altezza, che in sole due notti è riuscita a sollevare tonnellate di acciaio con semplicità. Opera monumentale di rinnovamento urbano e infrastrutturale, frutto della migliore ingegneria italiana, la stazione, progettata da Renzo Piano, oltre a rivitalizzare l’area ex-Falck, permetterà di ricongiungere idealmente le due parti della città di Sesto, storicamente divise proprio dalla ferrovia. Il progetto fra qualche mese vedrà la sua realizzazione completa: dalle parole ai fatti, direzione futuro, oltre ogni polemica sterile su giardini dedicati, per di più, ad una figura femminile capace di lasciare un segno nella storia con la sua vita e la sua arte.

In questi cinque anni l’Urbanistica a Sesto ha rivestito un ruolo centrale nell’agenda politica della amministrazione comunale di centrodestra, e Lamiranda ha sempre voluto intendere il processo di rigenerazione urbana come motore dello sviluppo commerciale ed economico cittadino. Ed è per questo che ci auguriamo che possa portare avanti per altri cinque anni il lavoro già intrapreso.

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