“Andrea” è maschile o femminile? Pure la lingua italiana è maschilista…

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I Collettivi Universitari, in pieno Covid, occupano la Facoltà di Lettere a Napoli. Esprimendo, in un comunicato stracolmo di “x”, le loro posizioni e la piacevole, quanto attentissima, notificazione grafologica dell’elisione fiera di ogni maschilità congenita di linguaggio. Direi una gran vittoria ed una bella soddisfazione per l’attento lettore. Passi da gigante che fanno intimidire globalizzazione e Fondo Monetario Internazionale, un po’ in tutti i meandri dell’emisfero.

Giust’appunto ma Andrea è maschile o femminile? Dovrei renderlo ibrido, neutrale, inerte per non suscitare rigorose sommosse o interpellanze parlamentari da parte di categorici esponenti politici che poi, nella zuffa, dimenticano le delocalizzazioni e gli operai metalmeccanici.

Tornando a noi, quel despota reazionario plutocratico di Dante insieme alla grammatica italica, prevedevano che tra un insieme di innumerevoli soggetti di genere femminile, fra i quali compaia anche un solo soggetto di genere maschile, andasse declinato al maschile. In questo turbinio estremo di caccia allo stregone maschilista, di stampo bastigliano ma col politically correct sinistrorso nel sangue, barcamenandosi tra i meandri dei sensi di colpa terzomondisti dell’occidente opulento e schiavista. Un sontuoso attacco al macho, già di per sè in difficolta e con un senso di autodistruzione identitario che è come sparare sulla Croce Rossa. Il tutto condito da una prepotente azione di demolizione del linguaggio tradizionale, accusato di rappresentare una veterolingua patriarcale ed ancestrale.

La promiscuità del “tuttx”, rappresenta la sonnecchiante e dispotica imposizione a rinunciare a priori a qualsiasi condizione stabile di identità definita. Devi rimanere fluttuante, un atomo senza traiettoria che si scontra con gli altri, senza tradizioni, ne memoria. Un reset, lento ed inesorabile, traghettato e sospinto dalle derive globali e cosmopolite, verso le fauci acuminate del Mercato. Unico dominus, senza più nemici.

Dalle pendici del Vesuvio, guardo da lontano e non so domani, se il Maschio Angioino dovrà ostracizzare se stesso, il suo nome e probabilmente i nostri padri che tale lo concepirono.

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Laurea e master in criminologia, ha scritto sul Roma ed Il Primato Nazionale on line. Per il blog Il Detonatore, CampaniaNotizie.com, reportage su diversi roghi tossici per Pupia.tv Campania. Attivista della Terra dei Fuochi, anti globalista, anti mondialista, anti capitalista, identitario. Racconta dalle periferie di Napoli e Caserta, una delle scatole nere del mondo post globale, le secrezioni tossiche di un sistema iniquo, totalmente allo sbando. L’alba Tossica, è la sua prima raccolta in cui pensieri, visioni e fermenti pieni di inquietudine e dannazioni, si mescolano ad una lotta di denuncia fatta di resistenza urbana e di argine intellettuale all’omologazione desertificante, della società dei consumi di massa.

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