Antonio Valente, l’inventore della prima vera Cinecittà Italiana

0

Se oggi, come a me capitato, a esattamente 124 anni dalla sua nascita, il 14 Luglio a Sora, pronunciate il nome di Antonio Valente agli anziani abitanti del Circeo, molti vi risponderanno di aver lavorato in gioventù come operai in qualche villa di sua progettazione. Lì, dove arrivò nel 1937 innamorandosi di una costa pressoché vuota, il suo genio ha lasciato un patrimonio fatto di svariate decine di residenze, alberghi, scuole, edifici pubblici perfettamente immersi nella natura dell’ambiente, e a cui perenne memoria è stata dedicata una piazza.

Ridurre la poliedrica opera del maestro in un solo termine sembrerebbe impossibile, ci si è riusciti con l’avanguardista titolo di una mostra:“Antonio Valente, Archiscenotecnicopittorcinecostumistartista”ospitata dall’allora Assessore alla Cultura Antonio Abbate in territorio Ciociaro presso la sede dell’Amministrazione Provinciale e nei comuni di Sora e Arpino.

Valente inizia la sua attività come pittore a Roma nel 1912, accostandosi fin da subito al movimento Futurista, il cui Manifesto è stato pubblicato solo 3 anni prima. Nella capitale realizza anche il suo primo allestimento scenico nel Teatro Argentina. Maturando la sua esperienza prima a Parigi, a contatto con altri artisti italiani, scrittori, pittori, attori, poi a Berlino, perfezionandosi nello studio della “scenotecnica” e della “illuminotecnica”, con i suoi lavori esposti a Vienna, Torino e New York, fra Braque e Picasso. Il suo estro fiorisce nel bel paese prima con la geniale invenzione del Carro di Trespi, prima esperienza di teatro itinerante che raggiunse anche le punte delle arterie più disparate della penisola.

Ma a lui si deve anche la progettazione della prima vera Cinecittà Italiana, gli stabilimenti cinematografici di Pisorno, nonché del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma in cui insegnò per più di trent’anni formando i maggiori scenografi Italiani. Il suo genio eccelleva in ogni campo della materia, dai giochi di luce fino alla realizzazione di costumi.

Un talento che ha rappresentato il nostro paese oltre i confini dell’Oceano, realizzando il Padiglione Italia al Century of Progress di Chicago, ma che, come spesso accade, a decenni dalla sua scomparsa nel 1975 è rimasto, complice forse il carattere poco avvezzo alla autocelebrazione, rimane preservato solo dall’impegno di pochi determinati.

Nel 2012 l’Accademia del Leone, presieduta dal prof. Antonio Mantova, ha ricevuto in eredità dalla vedova del maestro Valente, Maddalena del Favero, il materiale raccolto da essa fino alla sua morte, comprendente una moltitudine di opere, informazioni inedite e di documenti. Grazie all’impegno del prof. Mantova, dopo non poche ostruzioni superate dalla sua enorme tenacia e insistenza, questo immenso patrimonio ha trovato posto a Sora nell’Archivio Valente-Del Favero, inaugurato nel Febbraio del 2021 ma che ancora attende di accogliere le numerose opere oggi conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato.

Spetta allo sforzo combinato delle istituzioni, insieme allo studio dei giovani, cogliere gli esempi di chi ama e si impegna per tramandare ai posteri il riconoscimento dei grandi della nostra terra, per evitare che le inerzie di alcuni li lascino obliare nell’ignoranza.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui