Brutto clima da regime su Marco Gervasoni e la Totolo

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Sindacare, vagliare, scrutinare le opinioni politiche di una persona è una deriva inaccettabile e intollerabile. E in qualsiasi democrazia degna di questo nome non può essere ammesso. Per questo, quanto accaduto a Marco Gervasoni e Francesca Totolo è grave. Molto. Perquisito nell’ambito dell’indagine per minacce e offese al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dai carabinieri del Ros del Reparto Anticrimine: un fatto che dovrebbe preoccupare tutti. Anche chi è di sinistra. Perché se l’unica colpa è pensarla diversamente dal mainstream – in questo caso la colpa di Gervasoni e Totolo è di non essere allineati al pensiero unico-, un giorno il mainstream potrebbe pensarla diversamente da te. E allora, sarebbero comunque guai. George Orwell lo ha descritto bene nel suo capolavoro,1984: il Grande Fratello abolisce la libertà, controlla tutto e tutti, e ci sono teleschermi e microfoni pronti a cogliere la più sottile dimostrazione di dissidenza. Ma l’Italia migliore non è questo, non è il tentativo di sopraffazione mentale, non è il possibile abuso di potere, non è il sopprimere la libertà di pensiero: l’Italia vera non indaga solo una parte politica, non esprime solidarietà solo ad una parte politica, non fa fare carriera solo ad una parte politica. Troppo spesso il nostro Paese si è identificato a prescindere con la sinistra, mentre l’unica stella polare è la libertà. A cominciare da quella d’espressione. Solidarietà, Marco e Francesca, siamo con voi!

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