Carabiniere ucciso a Roma, Sansoni: “Riscopriamo lo stile, oltre la retorica e la demagogia”

Carabiniere ucciso a Roma, Sansoni: “Riscopriamo lo stile, oltre la retorica e la demagogia”

Roma, 27 lug – Tutti parlano dell’uccisione del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Rega Cerciello, com’è giusto che sia, accoltellato a Roma da un giovane americano che ha confessato l’omicidio dopo più di dieci ore di interrogatorio. Come avviene orami da anni, sui social è scattato l’inseguimento al like o alla condivisione. Molti post erano incentrati sulle polemiche, più che sul cordoglio. In tanti hanno lanciato strali e invettive -da una parte e dall’altra- senza aspettare l’evolvere delle indagini e i dovuti approfondimenti giornalistici. Proprio per questo pubblichiamo, così com’è stato originariamente scritto, il post sul profilo Facebook del Direttore del nostro mensile Alessandro Sansoni che ci invita a riflettere e ad essere lucidi.

“La ricostruzione della dinamica dei fatti in cui ha perso tragicamente la vita il carabiniere di Somma Vesuviana lascia ancora aperti numerosi dubbi. Innanzitutto desta non poche perplessità la tesi investigativa secondo cui un pusher della notte romana vittima di un tentativo di estorsione abbia chiesto aiuto ai carabinieri; francamente sembra paradossale…è di queste ore la smentita della John Cabot University di Roma che i due americani fermati fossero suoi studenti: la notizia lanciata (mi sembra) da Repubblica e ripresa un po’ da tutte le principali testate pare sia totalmente falsa. Incredibile che nessuno l’abbia verificata… Insomma di quanto successo l’altra notte e perché, sappiamo ancora poco. Ma dall’orgia di dichiarazioni truculente e faziose di ogni orientamento e di informazioni approssimative scaturita da ieri mattina si può trarre una morale: questa storia mi ricorda tanto quella di Daisy Osakue, la ragazza colpita da un uovo a Moncalieri da tre giovani italiani: anche all’epoca subito si scatenò la cagnara e l’episodio fu immediatamente bollato come “violenza razziale”, salvo poi scoprire che gli autori erano solo dei vandali balordi, uno dei quali figlio di un consigliere del PD. Risultato: decine di politici e giornalisti ricoperti di ridicolo dopo due giorni di querra civile sui social e sui media per niente… Ecco è proprio così difficile di fronte a questi episodi evitare la retorica e sopratutto la becera propaganda politica, evitare di alimentare il clima di odio e di confusione che regna in questo paese sempre più scalcagnato, dotarsi di uno “stile” decoroso e tacere qualche ora prima di parlare?”

La Redazione



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