Ddl Zan: le critiche al Vaticano? Pura ipocrisia

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Foto tratta da ilgiornale.it

Il 17 Giugno il cardinale Paul Richard Gallagher ha depositato all’ ambasciata italiana una nota verbale in cui il Vaticano ha espresso perplessità e disaccordo nei confronti del disegno di legge Zan, perché violerebbe il concordato stipulato tra la chiesa e lo stato italiano.

La polemica esplosa da questa notizia ha raggiunto il limite dell’assurdo, i social network sono infestati di commenti idioti degli intellettualoidi del web che si spremono le meningi per capire come riversare la loro rabbia e frustrazione sul proprio computer, anche se sinteticamente tutti scrivono: “COME SI PERMETTONO QUEI MALEDETTI OMOFOBI DEL VATICANO DI NON ACCETTARE IL DDL ZAN?”.

Personalmente, ho letto molti di questi commenti, anche se alcuni mi hanno provocato mal di testa, e quello a cui ho assistito è una vera e propria gara d’ ipocrisia.

Al terzo posto ci sono i paladini dell’ IMU: qualcuno mi può spiegare cosa cavolo c’ entra il ddl Zan con l’ IMU? Non metto in dubbio che in un periodo come questo in Italia ci farebbero molto comodo i soldi che ci deve la Santa Sede; sarebbe anche giusto aprire un dibattito al riguardo, ma utilizzare la spada dell’ IMU sul tema del momento, dimostra solo la mancanza di argomenti per dimostrare le proprie ragioni

Al secondo posto abbiamo i neo-sovranisti: ebbene si, fino a quando era l’ Europa a dettare legge a casa nostra: non puoi difendere i tuoi confini, Salvini al governo non va bene, lo spread non deve andare troppo su, taglia di qui, taglia di là, quota 100 non sia mai, il vino annacquato, la farina di larve, il latte di piselli ecc… Questi ipocriti blateravano di Europa unita; oggi invece che è il Vaticano a ficcare il naso su una legge italiana antidemocratica ( che quindi già non dovrebbe esistere), sono diventati improvvisamente tutti sovranisti

La medaglia d’ oro nelle olimpiadi dell’ ipocrisia va ai costituzionalisti improvvisati: questa particolare specie d’ ipocriti ritiene il concordato illegittimo perché stipulato con la chiesa durante l’ epoca fascista, e poi ti citano l’ art. 7 Cost ma solo in parte perché consapevoli che secondo questo articolo costituzionale i rapporti tra stato italiano e chiesa sono regolati appunto dai Patti Lateranensi.

Oggi non possiamo sapere quanto questa nota verbale del Vaticano possa incidere sull’ approvazione di questa legge e quali saranno i provvedimenti che prenderà il presidente Draghi, quello che è certo però è che la chiesa è riuscita a dimostrare di non avere paura del pensiero unico LGBT, perché sapeva perfettamente dell’ ondata di polemiche che l’ avrebbe investita e comunque riuscita a mantenere il buonsenso

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