Giorgia Meloni: “Le nostre aziende non sono lampadine che si accendono e spengono con un click”

5

Ecco l’intervista integrale rilasciata in esclusiva a Edoardo Sylos Labini sul numero di aprile di CulturaIdentità, dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Tra ricordi privati, il rapporto con gli alleati, proposte per il settore Turismo, ne canta quattro ai sindaci Raggi, Giuseppe Sala e De Magistris. 

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, conosce e ama il suo Paese profondamente, tanto da avere confidato a CulturaIdentità che è sempre stato il suo luogo di vacanza preferito. Impossibile darle torto, anche se una gestione sciagurata dell’emergenza sanitaria rischia di distruggere il futuro del nostro comparto turistico. Da Atreju ai tempi del Covid, “la ragazza ribelle della Garbatella” ne ha fatta di strada, coerente con le sue idee che sembrano conquistare sempre di più gli italiani. Tra aneddoti personali e bilanci politici ci racconta come è andata.

Questo numero è dedicato al turismo, un settore strategico per l’Italia ma abbandonato a sé stesso.

Il turismo è un settore strategico per la nostra economia, prima dell’emergenza Covid generava almeno il 13% del PIL ma è stato considerato figlio di un Dio minore. Lo abbiamo visto con il Governo Conte ma anche con la scellerata decisione dell’Esecutivo Draghi di cancellare di fatto la stagione sciistica invernale, trattando gli italiani come sudditi e giocando con le imprese come fossero lampadine, che si possono spegnere e accendere con un click. Migliaia di imprese e di famiglie italiane che fanno del turismo montano la principale fonte di reddito sono state umiliate e l’impatto è stato devastante. Il Governo non si è reso conto di come, per moltissimi territori, la montagna sia la principale fonte di ricchezza e occupazione. Il turismo è il comparto che ha subito l’impatto peggiore della pandemia, 1 azienda su 7 è a immediato rischio chiusura e molte di più potrebbero presto essere costrette a gettare la spugna.

Lei incalza da tempo Franceschini e ora il neoministro Garavaglia: cosa chiede?

Per salvare il comparto turistico servono scelte coraggiose. Prima tra tutte l’attivazione dello stato di crisi del settore: uno strumento fondamentale che da mesi chiediamo al Governo di adottare per permettere alle imprese di sopravvivere e non vederle depredate dalle multinazionali straniere. Serve poi un intervento mirato sui costi fissi che esse devono sostenere, come ad esempio i canoni di locazione, l’esonero di IMU e TARI per le strutture ricettive e i pubblici esercizi e un anno fiscale bianco per tutto il comparto. Inoltre, Fratelli d’Italia chiede al Governo di battersi in Europa per la creazione di un nuovo Fondo europeo strutturale dedicato al turismo nella prossima programmazione europea 2021-2027: uno strumento articolato su modello FESR richiesto sia dalle Regioni italiane che da tante altre europee. Cruciale anche il tema del certificato verde digitale, che deve essere adottato in modo omogeneo in tutta Europa e che è fondamentale per far ripartire il turismo. Su questo ci auguriamo che il Governo ascolti la proposta di FdI perché è una priorità. Rivendico con orgoglio che Fratelli d’Italia è stato l’unico partito a chiedere a Draghi, già durante le consultazioni, di ricostituire il Ministero del Turismo: una proposta storica perché un settore di questa rilevanza non poteva essere relegato alla stregua di qualche delega ministeriale all’interno di chissà quale dicastero. Franceschini è stato un pessimo ministro del Turismo e non ha fatto praticamente nulla per sostenere e aiutare gli operatori del comparto. Se il ministro Garavaglia darà risposte al settore, come si è impegnato a fare e come mi auguro farà, troverà FdI al suo fianco. Le nostre proposte sono a disposizione del Governo.

Qual era il luogo di vacanza della “ragazza ribelle della destra giovanile” e qual è il luogo di vacanza di Giorgia “madre di famiglia”?

Da ragazza spesso lavoravo d’estate o ero impegnata ad organizzare Atreju, ma quando riuscivo ad andare in vacanza ho quasi sempre scelto l’Italia. Perché non serve percorrere centinaia di migliaia di chilometri per godere di spiagge e montagne meravigliose e scorci mozzafiato. La bellezza della nostra Nazione mi lascia ogni volta a bocca aperta e quando visito una città, e spesso riesco a farlo più per lavoro che per svago, ho la fortuna di conoscere luoghi fantastici e tradizioni uniche. Certo, quando possibile ho cercato anche di viaggiare per conoscere luoghi e popoli diversi. E da mamma le cose non sono cambiate. Anzi, il tempo è sempre di meno, ma appena posso cerco di scappare con Ginevra e Andrea.

L’Italia è prossima alle elezioni amministrative a Roma e in altre grandi città. Cosa è rimasto della Capitale dopo la gestione Raggi?

Roma è stata umiliata da un’amministrazione e da un sindaco non all’altezza del ruolo e della grandezza della Capitale. La qualità della vita è peggiorata, in questi anni la città è stata tagliata fuori da tante partite, gli investimenti sono calati e i servizi crollati. Spetta a noi restituire alla città la dignità che merita.

Chi sarà il candidato sindaco del centrodestra?

Non solo a Roma ma anche nelle altre città abbiamo acquisito la disponibilità di personalità di rilievo, ma serve vederci con gli alleati e decidere. I candidati di tutte le città al voto e della Calabria si possono chiudere anche prima di Pasqua. Basta mezz’ora per capirsi. Abbiamo già aiutato troppo i nostri avversari spostando le elezioni a settembre e lasciando per mesi sulla poltrona di primo cittadino dei sindaci disastrosi, come Raggi a Roma, Sala a Milano e de Magistris a Napoli.

Pasqua 2021: nulla sembra essere cambiato rispetto alle tristi immagini dell’anno scorso con Papa Bergoglio in una piazza San Pietro deserta, di chi è la colpa?

È più di un anno che è cominciata la pandemia e siamo di nuovo al punto di partenza: possibile che a nessuno venga il dubbio che la strategia non stia funzionando? Se un anno fa il Governo aveva l’alibi di una pandemia arrivata all’improvviso e che ci ha trovati tutti impreparati, oggi quell’alibi diventa l’aggravante di un fallimento che è sotto gli occhi di tutti. La colpa è di chi doveva potenziare il trasporto pubblico ma ha buttato dalla finestra miliardi di euro per i banchi a rotelle e per gli inutili bonus monopattino. La responsabilità è di chi ha perso mesi inutilmente a progettare gli enormi e costosissimi padiglioni primula invece di pianificare un’efficace campagna vaccinale, usando da subito i tendoni della Protezione Civile e le strutture dell’Esercito. Si continua con le chiusure, si continua a colpire le attività produttive, si continua a non intervenire sui reali focolai di contagio come il trasporto pubblico, non si fa nulla per mettere in sicurezza le scuole perché non si può pensare di lasciarle chiuse in eterno. E non si investe abbastanza sulle cure domiciliari, la chiave per abbattere la pressione sugli ospedali e per uscire da questa situazione. Fratelli d’Italia chiede un radicale cambio di paradigma perché gli italiani sono esausti di subire misure senza senso e fare sacrifici che non portano a nulla.

Prima il Natale e poi la Pasqua in zona rossa. Due momenti nei quali le famiglie si riuniscono. Qual è il ricordo delle Feste al quale lei è più legata?

Cucinare mi rilassa molto e mi dà la possibilità di giocare con mia figlia. Anche se non sempre il risultato è all’altezza della passione profusa. Però a Pasqua faccio sempre in casa delle colombe eccezionali. Ormai è diventata una piccola tradizione: ho addirittura le ordinazioni e mi piace molto regalarle alla mia famiglia e agli amici.

Sta ottenendo anno dopo anno una popolarità che la vede nei sondaggi ai vertici del gradimento degli italiani. Come si conquista la leadership?

Sono felice che gli italiani stiano apprezzando la coerenza di Fratelli d’Italia e la concretezza delle nostre proposte. In campagna elettorale avevamo detto che non saremmo mai andati al Governo con il Pd e il M5S: abbiamo mantenuto fede a quella parola e gli italiani lo stanno capendo. In un tempo nel quale i partiti sembrano foglie al vento, noi siamo un albero con le radici piantate per terra e la gente lo riconosce. Poi la concretezza: noi non siamo abituati a fare demagogia e alla critica accompagniamo sempre una proposta. Facevo prima l’esempio del trasporto pubblico. Non basta dire “potenziamolo” ma serve dire anche come: convenzioni per coinvolgere pullman privati, taxi collettivi e Ncc. Poi la verità: gli italiani sono stufi di chi racconta loro le bugie e apprezzano chi dice sempre la verità, anche se scomoda.

Che poi in Italia più si va in alto e più si è esposti alla macchina del fango.

Soprattutto quando si fa la scelta controcorrente di non allinearsi al mainstream ed essere l’unica forza d’opposizione a questo Governo. Ma abbiamo le spalle larghe e, soprattutto, gli italiani dalla nostra parte. Non ci sentiamo soli.

Insomma, i suoi alleati dovrebbero pungolare con più decisione Draghi verso un cambio di marcia?

So che si stanno battendo e possono contare sul nostro sostegno in Parlamento anche dall’opposizione. Ma la verità è che questo Governo è ostaggio della sinistra: troppi ministri del Governo Conte e un’immotivata sovraesposizione del Pd. In Parlamento lo scenario è identico: quando i numeri sono in mano agli altri non puoi vincere. Purtroppo, il risultato è che finora non ci sono state differenze sostanziali e non c’è nessuna discontinuità con il Governo precedente. Emblematica l’immagine della conferenza stampa sul decreto sostegni: a presentare il primo decreto economico di questo Esecutivo c’erano un ministro tecnico e un ministro del Pd. Assente il centrodestra.

A proposito di fango e insulti, lei ha dato una lezione di stile dopo gli ignobili epiteti rivolti dal professore dell’Università di Siena, Giovanni Gozzini, durante una diretta online. Si aspettava qualche attestato di solidarietà che non è arrivato?

Ho apprezzato molto la solidarietà bipartisan e trasversale che ho ricevuto e devo dire che non potevo aspettarmi di più. Certo, qualche eccezione c’è stata ma è davvero irrilevante. Ci tengo a ricordare la presa di posizione del Presidente della Repubblica Mattarella, perché ha ribadito con fermezza che in democrazia c’è un limite invalicabile tra critica e violenza.

SE VUOI RICEVERE IL MENSILE A CASA CLICCA QUI

5 Commenti

  1. L’Italia è un paese finito.L’europa è un inferno.
    I cittadini italiani se ne facciano una ragione e si spostino velocemente altrove comunque fuori dall’Italia.

  2. Sbagliato! Questo governo è ostaggio del Governo Ombra Mondiale e della viltà e ignoranza dei suoi burattini (i nostri governanti). È l’intera Italia è schiava della sua ignavia, ignoranza e pigrizia nel non voler protestare pubblicamente in strada contro tutta una serie di ingiustizie perpetrate dai governi italiani negli ultimi 30 anni. Se decidessimo tutti quanti di cambiare, allora vivremmo veramente in un paradiso terrestre e persino il Coronavirus non avrebbe più ragion d’esistere.

  3. Ancora una volta Giorgia Meloni aveva visto lontano e bene ha fatto a non fidarsi di questo “nuovo inciucio” e Draghi è avvolto dalla tela del ragno PD/M5S che non le concedono spazio ma tirano solo a campare.

  4. Questo paese è ostaggio degli imbecilli. Il governo precedente ha sbagliato tutto eppure certi ministri sono ancora lì, incollati alla poltrona. Ho sentito dire da un senatore che i sodi per le imprese non ci sono. E i soldi per il suo cospicuo stipendio a chi vengono sottratti?

  5. Non solo il governo è ostaggio dei sinistrati e dei loro compagni di abbuffate, ma tutta l’Italia è ostaggio dei comunisti, da cent’anni e più. I compagni e i loro sodali non vincono l’elezioni, ma governano, perché le quinte colonne, dalla magistratura, passando per il Quirinale, alla stampa amica, ai burocrati di Roma e i politici di Bruxelles hanno sempre attuato colpi di stato, sovvertendo il responso delle urne. Ora ci sono quel branco di pecoroni dei grillozzi, voltafaccia al cubo, che tengono bordone agli ex comunisti, per mantenere le poltrone, faticosamente guadagnate, per vincere la povertà, la loro; massa di ex morti di fame, che senza ne arte e ne parte, si illudono di saper governare una della maggiori potenze mondiali, mentre invece, come somari, tirano il carretto guidato degli ex comunisti, mai stati comunisti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

4 × 1 =