Formello e l’antica Veio, una potenza etrusca alle porte di Roma

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Olpe Chigi - Foto Sailko, cc 4.0 sa by

Necropoli, principi e ingegneria: il racconto di una civiltà avanzata nel territorio di Formello

Nel territorio di Formello, Città Identitaria a nord di Roma, si conserva una parte rilevante dell’antica città etrusca di Veio, una delle principali rivali della Roma arcaica e della prima età Repubblicana. L’area, oggi inclusa nel Parco di Veio, rappresenta un prezioso insieme di testimonianze archeologiche: necropoli, reperti unici, opere idrauliche, resti di strutture di vario genere e contesti che contribuiscono a delineare il livello di sviluppo raggiunto dalla civiltà etrusca tra VII e VI secolo a.C.

Affacciata sulla valle del Cremera, la Necropoli di Monte Michele è uno dei siti più rappresentativi. Qui, lungo l’antica via etrusca per Capena, si sviluppa un complesso di tombe a camera appartenute a famiglie aristocratiche tra VII e VI secolo a.C.
La più importante è la Tomba 5, detta “principesca”, datata tra il 670 e il 650 a.C.: un sepolcro che ha restituito un corredo di altissimo livello, con oggetti legati al banchetto, un carro a quattro ruote, uno scettro e un flabello (ventaglio) in bronzo. All’interno, quattro deposizioni, tra cui quella di un giovane uomo, il cosiddetto “Principino”. Visitabili anche la Tomba 2 e la Tomba 6, quest’ultima ritrovata quasi intatta, riferibile a una deposizione femminile, con un ricco corredo di vasi e gioielli, tra cui una collana d’oro. Un sito essenziale per comprendere struttura sociale, rituali e livello di ricchezza dell’élite etrusca.

Il Tumulo Chigi e l’alfabetario di Formello

Nel medesimo ambito territoriale si inserisce il Tumulo di Monte Aguzzo, noto anche come Tumulo Chigi. Si tratta di una sepoltura monumentale che restituisce un’immagine concreta del prestigio e dei contatti culturali delle élite dell’epoca.

Dal corredo funerario provengono reperti di straordinario valore. Tra questi, il cosiddetto Alfabetario di Formello: una piccola anfora in bucchero (ceramica etrusca di colore nero) incisa con una sequenza di lettere, tra le più antiche testimonianze della scrittura in Etruria. Un altro pezzo noto è l’Olpe Chigi, un vaso decorato di produzione corinzia databile intorno alla metà del VII secolo a.C. Le sue superfici raccontano scene di caccia, addestramento militare e combattimenti tra guerrieri, insieme a episodi mitologici. Tra i dettagli più interessanti compare anche una delle prime raffigurazioni conosciute della dea Afrodite.

Un elemento distintivo del territorio di Formello è rappresentato dalla rete dei cunicoli etruschi, opere sotterranee scavate nel tufo con funzione di drenaggio e regolazione delle acque. Il toponimo stesso “Formello” deriva da forma, termine che indica canali o condotti. Nell’area dei Tre Fontanili è possibile osservare tratti di questo sistema idraulico, che testimonia un elevato livello di competenze tecniche e una gestione consapevole delle risorse ambientali.

Lungo il Fosso degli Olmetti si sviluppa un contesto in cui componenti naturali e strutture antropiche risultano strettamente integrate. In questa zona sono documentati resti dell’acquedotto etrusco, cisterne e tracciati viari antichi, riconducibili alla rete di collegamenti tra i centri rurali e l’abitato principale di Veio. La presenza della cascata degli Olmetti contribuisce a definire un paesaggio in cui l’utilizzo delle risorse idriche appare centrale per le attività produttive.
A nord del territorio si colloca Monte Musino, rilievo di interesse sia archeologico sia storico. L’area presenta tracce di strutture murarie interpretabili come fortificazioni e indizi di frequentazione cultuale. La tradizione lo identifica come luogo sacro già in età antica, probabilmente legato a pratiche religiose connesse all’ambiente boschivo e al controllo del territorio.

Museo dell’Agro Veientano

Per una lettura complessiva del comprensorio è fondamentale la visita al Museo dell’Agro Veientano, ospitato a Palazzo Chigi nel centro storico di Formello. Il percorso espositivo raccoglie reperti provenienti dagli scavi locali e propone una ricostruzione organica della presenza etrusca nell’area, attraverso materiali ceramici, epigrafi e apparati didattici.

L’insieme dei siti presenti nel territorio di Formello consente di delineare un quadro articolato della civiltà veiente, evidenziando aspetti funerari, infrastrutturali e cultuali. Un patrimonio che si distingue per continuità territoriale e per il rapporto diretto tra evidenze archeologiche e paesaggio.



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