Frana a Ischia: basta emergenze, cultura del territorio diventi una priorità

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Un nubifragio ha colpito nella notte l’isola di Ischia, causando allagamenti e danni ovunque. A Casamicciola, a seguito di alcune frane, diverse persone risulterebbero disperse, inviate sull’isola diverse unità dei Vigili del Fuoco dalla terra ferma, per le numerose richieste di soccorso. Non è più possibile confinare il problema disastri ad una mera politica di gestione delle emergenze, servono riforme strutturali, la prima vera priorità deve essere la messa in sicurezza del Paese con strumenti di lungo periodo, quelli cioè che contemporaneamente guardano ad un orizzonte temporale lungo e richiedono più tempo per attuarsi, che mirano quindi a diminuire il più possibile, la pericolosità, la vulnerabilità e l’esposizione. Per questo chiediamo, al nuovo esecutivo, un’inversione di tendenza, serve una struttura ad hoc a livello centrale, composta da professionisti del settore e conoscenza del territorio, che si occupi di pianificazione e prevenzione del territorio, non possiamo più permetterci dopo la tragedia delle Marche a settembre e adesso ad Ischia, intervenire post disastro. Servono studi di pianificazione urbanistica, ex ante, che tendono a delocalizzare abitazione, industrie e attività attualmente in aree a rischio, in aree urbane in sicurezza con monitoraggi continui sulla fragilità dell’intero Paese.

Il territorio è il grande offeso

di Roberto Ugo Nucci

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LA CASA SUL BURRONE

Se dovesse essere conservata integra come appare nelle fotografie dei giornali – cosa del tutto improbabile – la casa sul burrone di Ischia verrebbe interpretata da qualche spirito corrosivo come un monumento alla tragedia.
Si potrebbe parlare di un edificio multistile molto discutibile che diventa un monumento alla memoria. Un monumento per ricordare non solo le tragedie naturali, ivi compreso l’abusivismo ad esse collegato, ma anche le soluzioni estetiche molto criticabili concesse da chi dovrebbe tutelare e conservare il territorio. Di questo aspetto non si parla quando ci si occupa di abusivismo, in quanto si collega questo termine principalmente all’illecito commesso per uso improprio del suolo. Invece si dovrebbero evidenziare gli orrori di costruzioni non rispettose del luogo, che hanno devastato gran parte d’Italia, soprattutto per assenza di cultura e vigilanza degli organi preposti. Certamente l’abusivismo è un male a quanto sembra ineliminabile del nostro Paese. Per inosservanza, incultura e tacita complicità degli organi di controllo.
Nel caso di Ischia si è ricordato il gran numero dei condoni richiesti, poco meno di 30.000, pari a 50% del numero degli abitanti. Condoni rimasti negli incartamenti e negli archivi del Comune, mai esaminati, né concessi né respinti. Per questi ritardi si parla di eccesso di burocrazia nelle procedure di richiesta del condono. Tanto è vero che il primo Governo Conte aveva introdotto una semplificazione degli atti amministrativi. Di fatto però questa disposizione aveva convalidato la pratica del condono.

NON SOLO ABUSIVISMO

Del caso di Ischia c’è chi ritiene che di abusivismo non si tratti. Infatti, un sindaco della zona ha dichiarato che nella causa dei danni non vi sarebbe alcun abuso all’origine. La zona di Casamicciola sembrerebbe non gravata in modo particolare da casi di abusivismo. Anche ammettendo questa ipotesi, vi è tuttavia presente come attore principale il dissesto idrogeologico, dovuto anche alla natura del terreno di origine vulcanica, friabile e non compatto. Azione non esclusiva aggravata dalla mancanza di interventi di risanamento e di consolidamento dei terreni, come opera indispensabile da realizzare anche in assenza di costruzioni da eseguire.

SPETTRO DELL’ABUSO

Quindi è il territorio il grande offeso. Le cause delle frane e dei danni che avvengono e si ripetono frequentemente sono da imputare a vari fattori: l’abusivismo e il dissesto idrogeologico in primo luogo, nonché la mancanza di condotte di smaltimento di acque, di fanghi e di vasche di decantazione. Senza trascurare, come si è accennato, un problema importante: la deturpazione delle costruzioni dovute a soluzioni estetiche in aperto contrasto con le caratteristiche del luogo. Funzione, questa, che dovrebbe essere assolta da una Commissione comunale appositamente dedicata. Vi è da aggiungere la mancanza di un Piano Regolatore Generale ad Ischia. Il Piano Regolatore avrebbe potuto indicare e predisporre il territorio ad usi corretti e giustificati.

SOLUZIONI CONCRETE

Si è concluso da più parti che l’Italia vive un tempo di emergenza permanente in materia idrogeologica e che questo stato andrebbe riconfermato e gestito. È vero. Ma si dovrebbe passare presto ad una seconda fase, quella relativa a proposte concrete con programmi che coinvolgono governo centrale, Regioni e Comuni

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