Fuori dalla selva oscura

Foto di DANIELA RAMIREZ MANOSALVA da Pixabay

Veniamo da un’epoca oscura, in cui  sono stati scossi i principi della civiltà occidentale, travolti da una grande illusione, da una bufera che noi stessi  abbiamo evocato. Se dovessimo indicare il periodo in cui è avvenuta questa trasformazione dovremmo dire “il trentennio che va dalla  caduta del Muro di Berlino alla epidemia del Covid”. Un’epoca in cui tutti si sono ubriacati con il mito della globalizzazione. Un’epoca di “sonno ipnotico” in cui abbiamo visto  scomparire le frontiere, immaginato  un mondo unificato, senza  più nemici,  dove si afferma chi vale, dove  guadagnano tutti e non perde nessuno. In realtà un’epoca in cui l’Occidente ha donato  le  sue risorse economiche, scientifiche, culturali a paesi in via di sviluppo:  soprattutto alla Cina, cresciuta fino a mettere in difficoltà la nostra economia e l’equilibrio politico del mondo. Noi in questi anni siamo  stati succubi e passivi. Abbiamo  distrutto le nostre tradizioni e vissuto in uno stato di disordine. Ci cullavamo nell’illusione di  una totale libertà senza limiti, mentre si realizzava la profezia di Spengler, Das Untergang des Abendlanders. Sono emerse nuove potenze e noi abbiamo rinunciato volontariamente al nostro potere e alla nostra creatività. Abbiamo pensato di essere come gli americani e abbiano importato la cultura dei quiz, creduto alle ideologie dello stato di natura, dimenticando la lunga strada fatta dai popoli europei per avere istituzioni civili, autodenigrandoci. Poi  si è  abbattuta su di noi la pandemia che rischia di distruggerci e ci siamo resi conto di essere indifesi. Ora ci siamo svegliati. Solo adesso comprendiamo di avere ammesso la Cina a condizioni vantaggiose nel Wto, ubriacati dall’idea della fine della storia e dalla promessa di un rapido arricchimento. Con la globalizzazione abbiamo creduto che non vi fossero differenze di civiltà e nemmeno volontà di potenza, di dominio. Abbiamo dimenticato che il metodo scientifico non è fatto solo di tecnologie e laboratori, ma è innanzitutto un modo di osservare la realtà, che richiede libertà intellettuale e moralità. Ma la ricostruzione è già iniziata. Una ricostruzione della nostra identità, faticosa, ma ineludibile. Per questo oggi  ricordiamo Dante, perché fu lui a concepire l’Italia, le sue radici, l’esistenza di un Popolo a cui ha dato una lingua, un sistema  di valori, un ideale politico.  Dante ha distinto lo Stato dalla Chiesa e ha visto nell’Impero una sorta di super potere federale al cui interno consentire lo sviluppo di diversi regni, delle città-stato e delle loro confederazioni. Una grande visione di cui oggi abbiamo bisogno, non solo l’Italia, ma tutto l’Occidente. L’unico che  può svegliare lo slancio creativo di noi italiani è Dante. Anche noi  siamo “nel mezzo del cammin di  nostra vita”, attraversando una selva oscura, giunti  ai piedi di un colle dove possiamo trovare la salvezza. Ma abbiamo bisogno di una guida e possiamo trovarla nella classicità Europea, come Dante in Virgilio, se sapremo sbarazzarci dalle false illusioni.

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5 Commenti

  1. Con la “fine della Storia”, ex Oriente lux? Ex Oriente pestis!
    Ipersviluppo tecnologico + ‘dispotismo orientale’ = Mongo Planet (il pianeta Mongo, quello di Flash Gordon) alle porte di casa.

  2. Io ho scritto e pubblicato due libri sul pensiero politico di Dante e ne ho scritto un terzo non ancora pubblicato . Ho presentato i miei libri al Circolo deli Artisti di Casa Dante di Firenze e all’Accademia Belli di Roma e pubblicato articoli danteschi in varie antologie di premi letterari Ovviamente prima di scrivere i miei libri mi sono documentato. I miei libri non hanno avuto ampia diffusione di pubblico per la ragione che io ho contestato la visione medievale di una Italia divisa tra sostenitori dell’Impero e sostenitori della Chiesa Tutti hanno dimenticata la terza forza , quella moderna: la lotta dei comuni repubblicani che sconfissero gli imperatori Federico I e Federico II nel nome della sovranità popolare che Dante per primo affermò ed anche del concetto di Nazione che Dante fece proprio dando una lingua comune alla Nazione Italia.

  3. Non solo questo governo! Da decenni che Italia sta svendendo ai Cinesi! La meta dei Bar Ristoranti , la meta dei parrucchieri , la meta dei,,,,, di Italia sono già a mano di Cinesi. Italia svenduta!!!Governanti sene fregano basta che sta bene loro| Non guardano neanche futoro di loro figli stessi!

  4. Se vedete tutte queste potenzialità in Dante, e ci sono senza ombra dubbio, capirete perché nel giro di una generazione dovrà essere tolto da tutti i programmi scolastici e da tutte le iniziative culturali, e i primi a chiederne il rogo saranno quelli che oggi ne fanno le celebrazioni e pubblicano edizioni speciali per ricordarlo. Aspettate solo che i nazi-sciacalli rosa-fucsia-queer-inclusivi capiscano che i tempi sono maturi, né troppo presto né troppo tardi, e diano l’ordine, e vedrete che attacco in forze da tutti i social, giornali, telegiornali, divi dello spettacolo e dello show business verrà lanciato con una sincronia che nemmeno il più grande stratega con la cartina geografica sul tavolo, contro il bigotto, omofobo, fascista, sovranista e fomentatore di discriminazioni fuggiasco fiorentino. E pure medievale!!! Tanto per non farsi mancare nulla.

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