«Chi vola vale, chi non vola non vale, chi vale e non vola è vile», lo ripeteva spesso Italo Balbo, padre dell’aeronautica italiana, eroe dei cieli che con le trasvolate dei suoi Atlantici conquistò il mondo e unì i popoli attraverso il volo. Gli italiani non sono stati solo santi, poeti e artisti ma anche grandi aviatori e in questo numero vi raccontiamo vita e gesta di questi cavalieri del cielo che hanno lasciato una scia d’amore e di onore, quel senso di Patria che dal 2019 raccontiamo sulle pagine della nostra rivista. Da Baracca a Balbo, da Ruffo di Calabria a Gabriele d’Annunzio, le Ali d’Italia hanno contribuito a creare l’immaginario eroico italiano combattendo e rispettando il nemico sacrificando la propria vita per un’ideale romantico. Insomma un modello ben lontano da chi sgancia bombe sui civili, da chi ha distrutto città con l’atomica e chi oggi combatte nei cieli con stormi di droni. Vuoi mettere la genialità e il coraggio del Vate degli Italiani, che lanciò migliaia di volantini sul cielo nemico di Vienna, in confronto alla vigliaccheria di chi colpisce e ha colpito bersagli con civili inermi?
E in questo racconto di eroismo e poesia non posso mettere da parte le Frecce Tricolori, la Pattuglia AcrobaticaNazionale dell’Aeronautica Militare, fondata nel 1961 considerata una delle principali formazioni acrobatiche aeree a livello internazionale che detiene il primato di numero di velivoli impiegati in volo. Quella scia è il segno distintivo di una forte identità che solca i cieli di tutto il mondo e ci rende orgogliosi di essere italiani.
Così in occasione dei 130 anni dalla nascita di Italo Balbo (6 giugno 1896), raccontiamo le gesta dei grandi eroi italiani del cielo che vegliano sopra le nostre teste come degli angeli e che spesso con il loro sacrificio hanno dato un contribuito decisivo nella Storia dell’unità e dell’indipendenza del nostro Paese.
Filippo Tommaso Marinetti salutò così alla radio nel 1933 il ritorno trionfale delle squadriglie aeree di Balbo che da Broadway ai Fori Imperiali avevano entusiasmato il mondo.
«Ecco la musica del cielo con tubi di orgoglio flautati, trapani ronzanti da scavatori di nebbie, vocalizzi di gas entusiasti, martelli sempre più ebbri di rapidità e radiose eliche applaudenti. Ronza, brilla e ride fra gli scintillii turchini dell’orizzonte l’ampia musica di Balbo e degli Atlantici Rombo, rombo, rombo dei motori che passano a pochi metri dalla mia testa…».
E allora cominciamo questo viaggio tra i Cavalieri del Cielo da veri futuristi: in volo dal passato per riprenderci il futuro.
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