Il dubbio progetto di ingegneria sociale

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ilgiornale.it

Siamo abituati a considerare le metropoli come lo scenario delle grandi sfide e dei chiaroscuri della questione immigrazione. Ci impressionano le strade di Londra dove sfilano con i veli, ma senza remore le immigrate di seconda/terza generazione a chiedere più Sharia per tutti, o le incandescenze delle periferie di Parigi. E se invece il fronte avanzato della immigrazione più invasiva fosse il “paese mio che sta sulla collina”?

Svanisce l’idea bucolica di un’Italia tradizionale radicata nei piccoli borghi se proprio i comuni dell’entroterra, in asfissia demografica già dagli anni ’70, vengono ora concepiti come l’oggetto di ardite operazioni di ingegneria sociale. Le ingegnerie sociali quanto più sono lontane dal buonsenso tanto più partono da lontano.

Dapprima venne la proposta di ripopolare le aree interne con gli immigrati amplificata anche sulle colonne cosmopolite del New York Times da un intellettuale molto mainstream come Beppe Severgnini, poi la cosa si fece più concreta nel momento in cui la CGIL usò tutto il suo peso “istituzionale” per spingere verso quella direzione e indicò la Sardegna come luogo del primo esperimento.

Paesini dimenticati da decenni diventarono così il target di una nuova immigrazione pilotata; l’immigrazione dovrebbe essere un flusso spontaneo verso luoghi dove c’è richiesta di forza lavoro e lo Stato dovrebbe sorvegliare sul fatto che un flusso troppo impetuoso non abbatta le tutele sociali dei lavoratori del luogo in base a un meccanismo di concorrenza selvaggia noto già ai tempi di Marx (che condannava l’utilizzo dell’immigrazione per abbassare i salari come un classico colpo basso padronale…).

Invece soprattutto nelle aree depresse dell’interno l’immigrazione è diventata una sorta di industria assistita: l’ultimo carrozzone di Stato che paradossalmente si sviluppa proprio negli anni in cui la scure dell’Austerity europea taglia alla radice ogni residuo di “partecipazioni pubbliche”. I sussidi garantiti per l’assistenza di ogni singolo richiedente asilo alimentano l’idea che “finché c’è immigrazione c’è speranza” di guadagno per gli imprenditori dell’accoglienza, anche nei borghi più sperduti, anche dove non c’è un campo di pomodori a giustificare la presenza di immigrati secondo la nota “dottrina Gassman” (“Te piacciono i pomodori? Le verdure? Le fragole? Senza di loro scordateli Robertì”, cit. Alessandro Gassman).

Quella di ripopolare le aree interne con immigrati si rivela essere una idea fanatica come tutti gli slogan di ideologie estreme, che stride con la crudele indifferenza della politica nei confronti delle migliaia di giovani italiani che ogni anno ripercorrono le vie dell’emigrazione di due-tre generazioni fa. Inquieta il pensiero che non sia “solo” insofferenza, ma anche un compiaciuto silenzio-assenso per la dipartita di tanti rompiscatole choosy nostrani presto sostituiti da più docili parvenu.

Alle “destre” che inveiscono contro questa dinamica replicherebbe il razionalista Cartesio con una massima fondamentale della sua Fisica: “la natura non tollera il vuoto”. Se l’Italia permane nel suo freddo demografico, se anche all’ombra dei campanili di campagna le famiglie con bambini si estinguono allora non c’è freno a chi pensa di riempire quel vuoto importando raccoglitori di pomodoro a salario congolese oppure mogli di dubbia vocazione da far sposare agli anziani come faceva il sensale di Riace. Il limite della protesta alla immigrazione più invasiva è tutto qui: più che politico, un limite fisiologico, che è tutto nostro.

Nello stesso tempo però l’idea che si possano riempire gli spazi vuoti con una calma relativa, con le omelie benedicenti dei vescovi e soprattutto riempendo i portafogli di chi si butta a pesce (a pescecane) sugli affari di questo settore richiederebbe una condizione di soddisfazione economica generale e un basso livello di tensioni sociale che già prima della tempesta virale del 2020 erano scomparsi. Figurarsi ora…

 

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10 Commenti

  1. A questo punto credo che ci meritiamo d’essere sostituiti. Un altro popolo si sarebbe ribellato da mò: ma noi abbiamo dovuto subire pressioni insopèportabioli per chiunque altro, dato che l’Italia è fondamentale come test-bed per chi sta facendo macelleria antropologica per non smantellare l’euro criminale.

  2. le FF,AA che aspettano arrestare i responsabili al governo come traditori della Patria, ma stiamo scherzando. L’italia è degli italiani e gli invasori se ne devono andare o con le buone o con le cattive. Sarà guerra civile. Colpo di Stato Militare è coloro al governo responsabili in galera, se va bene al popolo, altrimenti, pure peggio.

    • “le FF,AA …”. Infatti, è l’unica soluzione. Pero fer farlo, ci vogliono dei co….i come noci di cocco ! L’avete ?

  3. Fanno arrivare gli immigrati gli regalano la casa, poi con il 110% la faranno diventare di lusso, senza pagare un euro allo Stato. Non come un italiano che abbia un irpef di svariate migliaia di euro da pagare non sottrae niente da questo incentivo. All’italiano se la spesa non è alta glirimane il 65%, ma siamo sicuri che la spesa rispecchia veramente quel lavoro e non sia un prezzo supergonfiato, visto chè c’è l’incentivo? Morale, lo straniero ha tantissimo da guadagnare in Italia, tanto è tutto gratis ed il resto lo paga pantalone.

  4. Vivo in Francia ormai da 15 anni, benedetto quel giorno che decisi di andarmene seppure con la morte nel cuore.Pensavo, forse cambierà. No tutto é solo peggiorato. La mia Italia non esiste più, essa é stata letteralmente distrutta da un’ideologia assurda che l’ha portata ad essere prigioniera di una ciurma di pirati senza patria, senza onore. Un’accozzaglia di personaggi sordidi, immorali, disonesti e prepotenti.Oggi essere italiano é peccato mortale, ebbene, io sono un peccatore incallito, amo l’Italia e vorrei tanto poterci tornare, ma so per certo che il mio é un sogno,solo un sogno perché se tornassi potrei commettere il reato di mettermi su una barricata armata.Si perché il mio voto lo gettano nella spazzatura. DEMOCRAZIA , che grande illusione sei tu.

  5. prima mi dovete spiegare la parola “#italiano”..a dir la verita’ tra me genovese e un calabrese ..c’e’ piou’ differenza che tra me e un francese o un tedesco…TANTO PER INTENDERCI

  6. Gianfilippo..beh .. se vivi in Francia dovresti sapere che la percentuale di stranieri in Francia e’ il triplo o forse di piu’ che in Italia..o forse vivi in un paesino sulle alpi francoitaliane..allora si ..forse la di stranieri non ce ne sono…

  7. Purtroppo questi governi di sinistra sono succubi della minoranza delirante di ideologi di estrema sinistra che hanno come obiettivo l’anarchia demografica, motivata da millantati sentimenti umanitari, senza considerare gli incalcolabili danni economici e sociali procurati ai cittadini italiani.

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