Jole Santelli: la Calabria nei circuiti del turismo mondiale

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Jole Santelli, cinquant’anni, sarà la candidata del centrodestra alle elezioni regionali in Calabria. Forzista della prima ora e per due volte sottosegretario al Ministero della Giustizia nei governi Berlusconi, oggi è deputata eletta nella circoscrizione di Paola, provincia di Cosenza.

Onorevole Jole Santelli, quali saranno le priorità del suo programma politico?

La Calabria eredita un abbandono sistematico di cui la politica deve assumersi parte delle responsabilità. Non è stato sempre facile scardinare diffidenze millenarie e speranze passive del popolo calabrese. E, questa mancanza, ha causato mali peggiori dell’umile ignoranza; mali che hanno figliato il malaffare e la guerra allo Stato. Per questa regione dal- la plurisecolare dignità voglio puntare su quattro colonne portanti: Ambiente, Innovazione, Agricoltura, e, in unico blocco, Cultura e Turismo.

Veniamo alla cultura: in Calabria una componente importante è quella collegata all’arte sacra.

Già! La Calabria, prima che “produttrice” e ospite di Arte Sacra, è terra di Santi. Dai primi Santi del Cristianesimo, fino al primo degli “europeisti”, San Francesco di Paola. Per quanto riguarda le opere, santuari, basiliche, statue e dipinti di pregevolissimo valore arricchiscono la fede Cristiana. Ma non dimentichiamo che, a Bova Marina, sono presenti anche i resti di una delle prime sinagoghe ebraiche.

La Calabria, culla della civiltà magno-greca, ha un patrimonio storico-archeologico di altissimo livello, ma ancora poco valorizzato: quali iniziative ha intenzione di mettere in campo?

Non solo turismo di rientro o mordi e fuggi. C’è la necessità di inserire la Calabria nei grandi circuiti del turismo
mondiale, sfruttando i moderni mezzi di informazione. La Calabria, che detiene oltre il sessanta per cento del patrimonio culturale e identitario di tutto il Sud Italia, non è considerata per ciò che rappresenta: un forziere colmo di tesori. Una buona occasione per arricchire le menti e le coscienze di chi viene a visitarci: finora solo enogastronomia e mare. Un po’ pochino, direi.

Cosa si può fare per tutelare i beni archeologici?

Lavorare di concerto con governo centrale, Unione Europea e aprirsi ai privati. Con un buon matrimonio fra pubblico e privato, con la partecipazione attiva del mondo dell’associazionismo, e con la collaborazione di fondazioni e singoli cittadini, il risultato finale sarà un benessere diffuso e una tutela accurata, un aumento di possibilità di lavoro e un migliore impiego di forze e disponibilità. Io ci credo e farò di tutto per coinvolgere tutta la migliore gente di buona volontà. Ovunque essa sia.

Le minoranze etnico-linguistiche calabresi attendono da tempo risposte. È la volta buona?

Ogni goccia di sangue calabrese ne contiene almeno una ventina che rappresentano i popoli che in questa terra hanno trovato ospitalità o ci sono arrivati con vigore e prepotenza. Viviamo in una terra che è un molo d’attracco naturale nel cuore del Mediterraneo e siamo gente ospitale. Fino a oggi, solo convegni e selfie. Con noi, le Identità (non amo il termine minoranze) saranno dignitosamente rappresentate. Non considerate animali da circo, da esibire come inutile fiore all’occhiello.