La Settimana Santa a Tusa, dopo la “Via Crucis Vivente” della Domenica delle Palme, vive un altro momento molto suggestivo con la processione dei Simulacri, presso il Calvario, originale struttura a forma di cuore, adagiata sulla collinetta della “Vignuzza”. Il Calvario di Tusa si trova nella parte ovest della località su una piccola collina ed è la rappresentazione del Monte Calvario con le tre croci al suo interno. Da subito all’occhio la particolarità della struttura, le cui mura rappresentano proprio un cuore, simbolo della passione di Cristo. La struttura risale probabilmente al Cinquecento e fonti attestano che il Calvario fosse luogo di drammatiche rappresentazione religiose già nel corso del Seicento. Il giorno della domenica delle Palme viene effettuata la “Via Crucis Vivente” e il venerdì santo la collina diventa palcoscenico per la processione delle statue dei Santi.
Dopo mesi di intense prove, la comunità tusana ha rievocato la Passione di Cristo. “La Via Crucis vivente da anni rappresenta un crocevia tra fede, arte e identità collettiva. La rappresentazione, diretta da Franca Maria Marguglio, è promossa dalla Parrocchia Maria SS. Assunta, guidata da don Angelo Parisi, con il patrocinio del Comune di Tusa.

È un impegno corale che vede protagonisti decine di cittadini — adulti e bambini — che hanno ricreato con cura costumi e scenografie per ripercorrere gli ultimi momenti della vita di Gesù.
Il Venerdì Santo, come detto vengono portati in processione i simulacri raffiguranti i vari momenti della Passione di Cristo e giovedì il
Venerdì notte vengono svolti le lamentazioni che sono tipiche del lutto pasquale, eseguite in antico dialetto siciliano, con parole e testi che si ripetono tramandate di generazione in generazione sempre uguali. I cantori si spostano in vari punti del Paese per effettuati “canti” che sono cadenzati da una voce che si lamenta in tono ascendente, a cui fanno coro delle voci lamentevoli in tono discendente. Il Sabato Santo, prima della veglia pasquale, non venendo suonate le campane, si ode per le vie del paese il suono della “truoccola” – rudimentale strumento costituito da un pezzo di legno alle cui estremità sono poste due maniglie che muovendosi sbattono fra loro producendo un suono molto caratteristico.


















