La Sicilia non può essere il campo profughi d’Europa

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“La Sicilia non può continuare ad essere trattata come il campo profughi d’Europa”. Il leghista Alberto Samonà, assessore ai Beni Culturali della regione siciliana, blinda così la decisione del governatore Nello Musumeci di svuotare “entro le 24 di domani tutti i migranti presenti negli hot-spot e in ogni centro di accoglienza della Sicilia dovranno essere improrogabilmente trasferiti in strutture fuori dall’isola”. Musumeci dunque punta i piedi e sfida il premier Giuseppe Conte e i vertici europei. E lo fa con un’ordinanza lunga trentatré pagine e firmata nella notte “perché – spiega – allo stato non e’ possibile garantire la permanenza nell’Isola nel rispetto delle misure sanitarie di prevenzione del contagio”.

Il combinato disposto dell’emergenza Covid e del sovraffollamento delle strutture di accoglienza ha fatto definitivamente saltare il banco. “La palese indifferenza di Conte e del ministro dell’Interno Lamorgese – insiste il leghista Samonà – rispetto all’emergenza dovuta ai continui sbarchi di migranti, molti dei quali positivi al Covid, suona come un’intollerabile offesa al popolo siciliano, i cui sforzi e i sacrifici di questi mesi rischiano di essere vanificati da scelte politiche irresponsabili”.

E ancora. “La misura è colma – spiega ancora l’esponente del Carroccio – La Sicilia e i siciliani, che sono un popolo tradizionalmente accogliente, meritano rispetto da un governo nazionale che in questi ultimi mesi si è voltato dall’altro lato, rendendosi cosi’ corresponsabile di questa invasione annunciata. L’iniziativa del presidente Musumeci – prosegue Samonà – è l’unica risposta possibile rispetto alla gravissima latitanza del governo Conte, per il quale, evidentemente, i sempre piu’ frequenti arrivi di immigrati e le ripetute fughe dai centri di accoglienza in piena emergenza coronavirus non sono un problema”.

La decisione di Musumeci solleva polemiche a sinistra, ma compatta tutto il centrodestra. Da Foggia, Matteo Salvini rilancia: “Sicilia, Calabria e Puglia non sono i campi profughi dell’Europa”. Intanto la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, fa sapere in una nota: “Se siamo arrivati a questo livello di scontro istituzionale, dunque, la colpa è unicamente del governo nazionale, prigioniero dell’ideologia dell’accoglienza e incapace anche di far sentire la sua voce in Europa. Dov’e’ finito lo “storico” accordo di Malta sulla relocation dei migranti?”.

I Fratelli d’Italia si affidano alle parole della deputata palermitana Carolina Varchi: “Da mesi denunciamo il totale isolamento in cui versa la Sicilia – dichiara – abbandonata da Roma e dall’Europa a gestire il fenomeno dei flussi incontrollati.

Mentre il Governo nazionale paga il pizzo alla Tunisia, peraltro senza sortire alcun effetto visti gli sbarchi continui, il governo della Regione siciliana si adopera per quanto in suo potere al fine di garantire la sicurezza sanitaria e di ordine pubblico nell’isola”. Aggiunge Varchi: “La Sicilia non è terra di conquista, se ne facciano una ragione a Roma, il Governo Conte ha delle grandi responsabilità di cui i siciliani non intendono pagare le conseguenze. La gestione scellerata dei flussi migratori, la furia immigrazionista e l’incapacità di incidere ai tavoli internazionali, hanno reso l’Italia lo zimbello del Mediterraneo”.

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