Giornaloni, fake news e la politica orwelliana da Arancia Meccanica

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Stanley Kubrick, il regista più amato e osannato da tutti i critici cinematografici e dagli appassionati di cinema, ci aveva visto lungo. Nel 1971 usciva nelle sale cinematografiche il film Arancia Meccanica (Clockwork Orange). Tale film subì moltissime critiche negative a causa dell’eccessa violenza e nudità che la pellicola mostrava. In quegli anni la censura cinematografica era molto più severa rispetto ad ora e il film fu addirittura boicottato in diversi cinema e in diverse nazioni.

Arancia Meccanica non è – però – un lungometraggio che esalta la violenza e la pornografia, anzi. È lo specchio di una società e di una politica malata che, con la scusa della libertà, rinchiude il cittadino in una gabbia perbenista e lo priva di manifestare la sua vera identità attraverso lavaggi del cervello e conseguenze serie.

Oggi potremmo proprio dire che viviamo nell’epoca della politica dell’Arancia Meccanica. Proprio come succede al protagonista Alex DeLarge, i cittadini italiani (soprattutto chi ha un’opinione politica appartenente all’area sovranista e conservatrice) subiscono un vero e proprio lavaggio del cervello quotidianamente. L’unica differenza è che con il popolo, invece di utilizzare filmati di violenza fisica e carnale per provocare un effetto rivoltante al “paziente” della Cura Ludovico, si utilizzano gli articoli di giornale, la propaganda sui social network per avvicinare i più giovani al mondo arcobaleno e senza frontiere, la filmografia, la musica, telegiornali, gli spot pubblicitari e quant’altro. Il cittadino italiano è bombardato ogni giorno da una becera propaganda liberticida che lo mette alle strette. Se non ci si piega al volere della globalizzazione, del progressismo e del mondo senza frontiere si rischiano varie ripercussioni.

Un esempio? Nel settembre 2019 l’Italia si trovava in una situazione politica molto calda. Con le dimissioni dell’ex ministro degli interni Matteo Salvini il governo “giallo-verde” cadde, il centrodestra perdeva sempre più punti e spazi e nacque così un nuovo governo tecnico, quello che Diego Fusaro chiama in maniera non poco provocatoria “Governo giallo-fucsia”. Poche ore dopo la nascita del nuovo governo centinaia di profili e pagine di Facebook e Instagram appartenenti ai vari partiti extraparlamentari di area sovranista (come CasaPound o Forza Nuova) furono bannate dal Dio del web Marck Zuckerberg. Qualcuno potrebbe tranquillamente dire che si tratta di una semplice coincidenza, cosa fattibile, ma c’è da dire che le seguenti pagine e i loro rispettivi account furono eliminati a causa di “incitamento all’odio”. Cosa del tutto strana, dato che né i profili dei vari responsabili e militanti né le loro pagine di partito pubblicavano contenuti violenti o descriminatori.

Un altro episodio è capitato recentemente. Vi ricordate quando Striscia la notizia si beffò – in maniera ironica e innocente – sui capelli poco pettinati e sul maglione di Giovanna Botteri? Dopo quel servizio si scatenò il putiferio sui social, tutti a gridare al sessismo, al maschilismo, al bigottismo e all’odio. Insomma, i cani da guardia della sinistra italiana hanno difeso a spada tratta la giornalista in questione dalla semplice satira. Stessa cosa non è accaduta per Giorgia Meloni. Dopo uno dei suoi ultimi interventi alla camera il presidente di Fratelli d’Italia è stato travolto da un’ondata di meme e video ironici sul web. La deputata però, invece di frignare, si è fatta due risate sopra. Un atteggiamento molto maturo da parte sua. Immaginate cosa sarebbe successo se qualche adolescente avesse osate creare dei meme sulla Boldrini o sulla Bonino. Si sarebbe ritornato a parlare di sessismo e di chiusura mentale? Molto probabilmente si. In Italia la satira politica va bene solo se colpisce individui di Destra, altrimenti si è dei pericolosi fascisti da estirpare dalla società.

Un altro mondo da non sottovalutare è quello LGBTQ. Recentemente è arrivata alla camera una nuova proposta di legge dal deputato del PD Alessandro Zan chiamata, per l’appunto, Ddl Zan. Se il Ddl Zan verrà approvato molti cattolici, sovranisti, identitari e conservatori per la Famiglia tradizionale e che manifesteranno il loro dissenso per le tematiche politiche e sociali che i movimenti pro-Lgbtq portano avanti, potranno essere puniti con severe sanzioni; ad esempio non potranno più partecipare per un determinato periodo di tempo ad alcune attività politiche o gli sarà addirittura sottratta la patente di guida.

E infine il processo a Matteo Salvini. Che dire? L’ Italia è uno di quei bei paesi che ciancia di libertà e di democrazia e allo stesso tempo in Senato si vota per far processare il leader della Lega per la vicenda della Open Arms. Una cosa deve essere chiara: coraggio e idee non sono soggetti a processo. I confini vanno protetti! Processare l’opposizione politica è un atto indegno paragonabile alla Repubblica Popolare Cinese di Xi-Jinping.

Potremmo dilungarci per molto, potremmo illustrarvi tanti altri esempi e fatti di cronaca che mostrano come noi cittadini italiani siamo lobotomizzati da questa politica schiavista dell’Arancia Meccanica. Una politica che ci nega di pensarla come ci pare, di agire come ci pare e di parlare come ci pare a noi. Tutto deve essere controllato e tenuto sotto osservazione, bisogna stare ben attenti a colui che rifiuta di chinarsi a questo volere orwelliano che ci obbliga a dire e a fare ciò che vuole qualche Dr.Stranamore da strapazzo che invece di volerci come degli uomini liberi ci vuole come delle arance meccaniche. Ed è così che il militante politico viene allontanato, inconsciamente, dalla causa, dai suoi hobby, dalla comunità, dai suoi hobby, dai suoi studi, dai suoi impegni. Così come il capo drugo Alex
DeLarge si allontana dalla cosa che ama di più della sua vita – la musica classica – per non provare quegli orribili sensi di nausea e di voltastomaco, il giovane viene allontanato dalle proprie passioni e dai propri ideali per non essere deriso ed emarginato dalla società. Spetta però al giovane ritrovare il percorso del suo cammino e di riuscire a non chinarsi al volerà della comunità e della massa dominante.

5 Commenti

  1. La parola d’ordine è sempre la stessa : chi non accetta le idee della sinistra becera e statalista deve essere oscurato per legge. Gli LGBT facciano quello che gli pare a casa loro ma la smettano di ammorbare tutti gli altri con le loro imposizioni. Lo stesso vale per le Sardine e per gli Accoglitori di professione delle Coop rosse e della caritas. I social networks stanno diventando la Bibbia dei totalitarismi e sfruttano la smania dei “like” per azzittire ed insultare chi non si adegua alle loro idee bislacche.

  2. niente paura si impiccheranno da soli, dopo le elezioni regionali, vengono quelle poliitiche????bene staremo a vedere la merda che scende nelle fogne coon una tirata di catenella!!!!

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