Il festival estivo cuore pulsante abruzzese, tra grandi eventi e un sogno nato dal sisma
Dall’inizio di luglio, come di consueto, il centro storico dell’Aquila è tornato a respirare quell’atmosfera vibrante che solo i Cantieri dell’Immaginario sanno regalare. La città si è ritrovata immersa in un fitto calendario di appuntamenti che mescola musica, teatro e danza, trasformando scalinate e piazze in palcoscenici sotto le stelle. Ma questo cartellone, che per molti aquilani è ormai un rito dell’estate, nasce da una ferita profonda, diventata stimolo di rinascita.
Un progetto nato dalle macerie
I Cantieri dell’Immaginario sono infatti figli del terremoto del 2009. In quegli anni bui, quando L’Aquila era ancora un cantiere diffuso di gru e impalcature, il Comune, insieme alle maggiori istituzioni culturali cittadine – Teatro Stabile d’Abruzzo, Società dei Concerti «Barattelli», Istituzione Sinfonica Abruzzese, TeatroZeta e altri – diede vita a una rassegna che potesse riportare la gente nelle piazze, tra le strade ferite del centro, grazie alla forza aggregante della cultura. Il nome stesso, «Cantieri dell’Immaginario», voleva suggerire un doppio senso: da un lato i cantieri edili della ricostruzione, dall’altro quelli mentali, emotivi, che ricostruiscono legami e identità.
Anno dopo anno la manifestazione è cresciuta, fino a diventare uno dei principali appuntamenti estivi in Abruzzo, capace di attrarre anche un turismo colto che si intreccia con le iniziative di recupero urbano. E oggi, a 16 anni dal sisma, i Cantieri restano un simbolo di resilienza che continua a generare comunità.
Gli eventi di metà mese: musica, teatro e un omaggio a Billie Holiday
Entrando nel vivo del programma di luglio, martedì 15 sul sagrato di San Bernardino è andato in scena «Be Our Guest. A Musical Celebration», un concerto che ha visto protagonisti i Solisti Aquilani con un repertorio che strizza l’occhio ai grandi musical internazionali, accompagnati dalle voci di Alberto Basso, Pierluigi Cocciolito, Maria Di Giandomenico e Francesca Marsi, insieme a due cori – il Novantanove dell’Aquila e il Coro delle 9 di Pescara – diretti da Ettore Maria Del Romano. Un modo per accendere di atmosfere brillanti una delle scalinate simbolo della città.
Giovedì 17 è stata invece la volta di una doppia proposta: alle 19, all’Auditorium del Parco, il Teatro Stabile d’Abruzzo ha portato in scena «Don Giovanni», una mise en espace ispirata a Dan Fante per la regia di Franco Branciaroli. In serata, alle 21,30 sempre a San Bernardino, si è tenuto il concerto celebrativo del 50° anniversario dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, diretto da Jacopo Sipari di Pescasseroli con al pianoforte Giuseppe Albanese. L’evento ha visto coinvolti anche i conservatori di L’Aquila, Teramo, Pescara e l’associazione Fenaroli di Lanciano, in un grande abbraccio corale alla musica classica.
Venerdì 18 luglio la giornata si è aperta alle 19 con l’Omaggio a Billie Holiday, affidato alla voce di Ada Montellanico accompagnata dal suo quartetto, e si è chiusa con un sorriso grazie a Maurizio Battista, che ha portato la sua comicità nella piazza alle 21,30 con lo spettacolo «Una serata indimenticabile».
Infine sabato 19 luglio spazio alla tradizione napoletana con «Serenata a Napoli», il concerto di Serena Rossi diretto dal maestro Valeriano Chiaravalle. La regia è di M. Cristina Redini e ha trascinato il pubblico in un viaggio tra canzoni immortali e arrangiamenti raffinati. La rassegna andrà avanti fino al 7 agosto con nomi di primissimo piano: San Francesco star del Medioevo e il «viaggio nella memoria» con Giordano e Paragone
Il 20 luglio, sulla scalinata di San Bernardino, Giovanni Scifoni ha portato in scena «Fra’ – San Francesco, la star del Medioevo», uno spettacolo che ripercorre in chiave brillante e profonda la figura del poverello d’Assisi, tra fede e modernità.
Il giorno successivo, lunedì 21 luglio, sempre a San Bernardino, spazio a «Mi ritorna in mente» con Mario Giordano e Gianluigi Paragone, che hanno guidato il pubblico in un viaggio tra ricordi collettivi, cronaca e costume.
Musical e jazz tra Solisti Aquilani e Simona Molinari
Martedì 22 luglio è toccato a due appuntamenti. Alle 19, all’Auditorium del Parco, la danza contemporanea è stata protagonista con «Creatures of Interest» e «Respiri di bellezza», mentre alle 21,30 la scalinata ha ospitato il concerto di Simona Molinari, voce raffinata del jazz italiano, accompagnata da Claudio Filippini, Egidio Marchitelli, Nicola Di Camillo e Fabio Colella.
Il 23 luglio, dopo un pomeriggio di teatro con l’«Amleto» di Teatrozeta all’Auditorium, è tornata la comicità con Maurizio Casagrande e il suo spettacolo «La prova del nove».
Il Balletto del Sud e le melodie di Napoli
Il 24 luglio, doppio appuntamento: alle 19 Stefano Angelucci Marino ha portato in scena «Arturo e Ramona, due chef» tratto da John Fante, mentre alle 21,30 il Balletto del Sud ha proposto «From Italy with love», un viaggio coreografico tra Monteverdi, Rossini, Battisti, Battiato e Mina, con proiezioni di pitture italiane.
Cyberwar e la musica di Pierdavide Carone
Il 25 luglio all’Auditorium del Parco si rifletterà sui temi dell’era digitale con «Cyberwar» di e con Alessandro Blasioli, mentre sabato 26 luglio, nell’Abbazia di San Giovanni Battista a Lucoli, spazio alla musica pop con Pierdavide Carone e il suo tour «Non ce l’ho con».
La favola musicale di Pierino e il lupo
Il 27 luglio si è tornati sulla scalinata per una serata speciale: «Pierino e il lupo» di Prokof’ev e «Histoire du soldat» di Stravinskij, affidati alla regia di Manuele Morgese con l’orchestra del Conservatorio dell’Aquila.
«Neapolis Mantra» e i Negrita in acustico
Mercoledì 30 luglio è stata un’altra giornata densa. Alle 19 all’Auditorium è stata raccontata la memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati con lo spettacolo «Esuli», mentre alle 21,30 si sono respirate le atmosfere partenopee con «Neapolis Mantra»: sul palco Enzo Gragnaniello con la Mvula Sungani Physical Dance e l’étoile Emanuela Bianchini.
Il 31 luglio gran serata rock acustico con i Negrita Acoustic Trio, accompagnati da Gianmaurizio Foderaro per un incontro tra parole e musica.
Gran finale con The Kolors, Vasco Brondi e Massimo Ranieri
Agosto si è aperto con tre nomi che promettono il tutto esaurito. Il 2 agosto è toccato ai The Kolors, che hanno portato a San Bernardino il loro «Summer 2025» tra hit e nuove sonorità.
Il 5 agosto sarà invece la volta di Vasco Brondi, che presenterà «Talismani per tempi incerti», un concerto poetico con chitarre, violoncello, pianoforte e batteria.
Infine, giovedì 7 agosto, chiusura d’eccezione con Massimo Ranieri e il suo spettacolo «Tutti i sogni ancora in volo», ideato con Edoardo Falcone, che mescola canzone d’autore, recitazione e momenti intimi.
Un palcoscenico diffuso che unisce la città
Ma la vera forza dei Cantieri sta nella capacità di intrecciare linguaggi e pubblici diversi. Il festival non è solo un cartellone di spettacoli, ma un laboratorio permanente che fa dialogare teatro di parola, musica sinfonica e popolare, danza contemporanea, comicità e letteratura. E lo fa utilizzando spazi che sono essi stessi parte della storia dell’Aquila: la scalinata di San Bernardino, il piccolo ma suggestivo Auditorium del Parco progettato da Renzo Piano, piazze e persino borghi come Collebrincioni o Lucoli, portando cultura anche fuori dal centro.
Ogni evento diventa così occasione per riappropriarsi della città, per viverla di nuovo come agorà collettiva dopo anni di ferite. Non a caso molti artisti sottolineano quanto sia speciale esibirsi all’Aquila: perché qui il pubblico non è solo spettatore, ma partecipe di un rito di rinascita che si rinnova sera dopo sera.
Un’eredità che guarda al futuro
Oggi i Cantieri dell’Immaginario rappresentano una delle migliori eredità di quella stagione post-sismica in cui la cultura ha saputo fare da collante. Ma sono anche un segnale importante per il futuro. Nell’anno in cui l’Aquila celebra i 16 anni dal sisma, e in cui la ricostruzione materiale mostra finalmente segni più compiuti, resta la sfida di consolidare la ricostruzione sociale e culturale.
Il festival, in questo senso, è un motore potente: crea economia per il territorio, stimola il turismo, alimenta la filiera degli spettacoli dal vivo e offre soprattutto un orizzonte di bellezza e incontro. Perché come recita uno degli slogan più ripetuti in città: «senza cultura non c’è ricostruzione».


















