“Milano tornerà la città della Madonnina e non dei maranza”: Vannacci lancia Burgio

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Sabato 8 agosto, nel giorno dei settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, mentre esponenti della CGIL si voltano di schiena durante il discorso del presidente del Senato La Russa, mancando di rispetto ai 262 minatori morti – loro sì veri lavoratori, altro che le marionette ideologizzate – al Caffè della Versiliana, il politico italiano del momento, il Generale Vannacci, lanciava di fatto la sua campagna elettorale.

Intervistato davanti ad una platea stracolma dal direttore di Libero, Alessandro Sallusti, il Generale ha ufficializzato il candidato sindaco di Milano di Futuro Nazionale: l’ex Generale dei Carabinieri, Carmelo Burgio.

“Con lui Milano tornerà a essere la città della Madonnina e non dei maranza” ha detto Vannacci.

Classe 1957, Burgio ex parà, ora è in pensione, ha partecipato alla missione Libano 2 a Beirut ed è stato poi Comandante di Sezione del Gis e, quindi, vicecomandante del Gruppo di Intervento Speciale (GIS). È stato impiegato anche nei servizi di scorta al Presidente della Repubblica ai tempi di Francesco Cossiga. Ha lavorato alla Direzione investigativa antimafia comandando operazioni contro la camorra e a Caserta contro il clan dei Casalesi, dunque una lunga esperienza su teatri pericolosi dove c’è bisogno di professionalità ed idee chiare.

  “Sono convinto che se chiedessimo a Burgio di rastrellare Rogoredo, saprebbe come farlo senza bisogno dei consigli del prefetto Gabrielli” ha chiosato Vannacci alla Versiliana tra gli applausi entusiasti del pubblico e qualche naso storto dei paladini del politicamente corretto.

E’ una candidatura che accelera la questione dell’alleanza o meno del centrodestra con Futuro Nazionale che giorno dopo giorno sale sempre più nei sondaggi. Sallusti sul finale dell’intervista ha posto la questione al Generale, che dopo aver martellato per tutta la chiacchierata il Governo sulle cose non fatte ha lasciato la porta aperta ad un’alleanza che porterebbe alla vittoria l’attuale schieramento di governo alle elezioni del 2027. Il direttore di Libero salutando il pubblico ha auspicato questo accordo che chiedono a gran voce la maggioranza degli elettori di centrodestra.

Insomma si preannuncia un autunno caldo dove le segreterie dei partiti di area, compreso Futuro Nazionale, dovranno lavorare con diplomazia se non vorranno riconsegnare il Paese alle sinistre.

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