Miss Italia è simbolo di bellezza e d’italianità, torni presto in Rai

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​Parla la patron del Concorso: altro che fuori moda, siamo il più grande tour operator del Paese

Miss Italia non è un semplice concorso di bellezza, è un faro sulle giovani generazioni, una manifestazione popolare che, dal dopoguerra ad oggi, ha raccontato la storia del costume di questo Paese arrivando a essere un fenomeno televisivo. La sua popolarità è servita per veicolare importanti messaggi di inclusione e promuovere campagne di sensibilizzazione sociale, come la lotta alla violenza di genere.  Al timone del Concorso, dal 2003, la patron ​​Patrizia Mirigliani.

Che cosa rappresenta, per lei, Miss Italia?

È il simbolo dell’identità del nostro ​Paese, uno degli ultimi marchi italiani a non essere passato in mani straniere. È l’italianità che il mondo ci invidia, non solo per la bellezza ma per il talento che esprime.  È come il ​Festival di Sanremo, una liturgia che si rinnova ogni anno.

Ma probabilmente non si rinnoverà sulla Rai

Io ho grande rispetto per il servizio pubblico perché è la casa delle famiglie italiane, e con Miss Italia c’è un legame antico; certo però avrei evitato quello ​”​scivolone​” sulle donne che non rispecchierebbero un’immagine in linea con i tempi.

Cosa non ha apprezzato?

L’ho trovato offensivo. Non solo per le oltre ​dicecimila ragazze che ogni anno si iscrivono al Concorso​,​ ma per le ex concorrenti che in Rai tuttora lavorano​ e per l’universo femminile in generale. L’identità italiana è molto legata alla bellezza eppure, in Europa, s​​iamo l’unico Paese che non trasmetterà il Concorso nazionale sulla tv pubblica.

In realtà, si è sempre dovuta difendere dagli attacchi

Trovo sbagliato dare patenti di femminilità e se partecipi a Miss Italia​ non è vero che vali meno come donna. Lotterò sempre per affermare la libertà delle donne, è una battaglia di civiltà.

La bellezza è spesso umiliata, offesa, denigrata

La bellezza è una qualità della vita che si intreccia con la morale: non ci può essere un mondo migliore senza bellezza. È la risposta alle brutture, agli eccessi dei tempi moderni. Per questo, va tutelata e promossa.

Anche ​il cardinale Gianfranco ​Ravasi è intervenuto sui valori della bellezza

Sì, ho molto apprezzato un passaggio in particolare di una lettera che tempo fa ci indirizzò​: ​“Agli occhi di molti può sembrare paradossale parlare di bellezza, quando incombono urgenze apparentemente ben più radicali e la tutela dei diritti primari sembra essere un’esigenza insostituibile. Eppure c’è un monito di Dostoevskij divenuto quasi uno slogan: la bellezza salverà il mondo”.

E quale bellezza salverà il mondo?

Quella in grado di emozionarci e che racchiude tutti i valori che rappresentano il Concorso: solidarietà, inclusione, gentilezza, rispetto, etica e soprattutto libertà. L’unica che conta veramente.

Che cosa l’ha colpita delle parole di Ravasi?

Ha saputo esprimere un concetto forse banale ma che oggi viene trascurato: ciò che è bello anche buono. Se ci fate caso, le rappresentazioni dei personaggi religiosi femminili infatti, sono sempre gradevoli.

Si può davvero educare alla bellezza?

Magari potessimo farlo. L’educazione alla bellezza passa sempre per la cultura e per i temi sociali perché per riconoscere il bello devi avere gli strumenti, anche di comparazione. Strumenti che, dal punto di vista etico, dovrebbero fornire la scuola e la famiglia.

Cultura e bellezza, un binomio inossidabile?

Assolutamente sì. La cultura ci permette di riconoscere il bello con più facilità, ricercarlo e ricrearlo, dato che può avere infinite forme. Non a caso l’estetica racchiude in sé la parola etica.

Come si declina il legame della bellezza con i territori?

Attraverso il Concorso valorizziamo le regioni, i comuni, i borghi italiani e il nostro immenso patrimonio artistico. Miss Italia potrebbe davvero essere ​​il più grande tour operator del Paese, se solo lasciassimo da parte pregiudizi e stereotipi.

A proposito di pregiudizi. Una Miss Italia può infrangere il soffitto di cristallo?

Giorgia Meloni ha dimostrato, seppure tra mille sacrifici, che è un’impresa alla portata di tutte le donne che hanno capacità, preparazione e determinazione. Come molte concorrenti di ​Miss Italia.

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