Un museo a cielo aperto a Vibo Valentia

La città di Vibo Valentia, come tanti altri centri storici italiani, è cresciuta in sovrapposizione nel tempo senza soluzione di continuità celando nel sottosuolo la memoria di tutte le epoche storiche. Il museo diffuso all’aperto che si propone, e che in questi ultimi giorni ha visto anche l’interesse della candidata a sindaco della città di Vibo Valentia, Maria Limardo, ha l’obiettivo di valorizzare e far fruire tutti i contesti storico-archeologici presenti sul territorio per riscoprire l’identità culturale di questa terra.

Il percorso vede come punto di partenza il castello di origine Federiciana che dal 1969 ospita il Museo Archeologico Statale, intitolato al conte Vito Capialbi. Al suo interno sono esposti i materiali provenienti dalla città, compresa un’importante sezione numismatica ed in particolare troviamo la laminetta aurea, rinvenuta in una sepoltura databile tra il V e il IV secolo a.C, attestante il culto orfico. Il percorso prosegue con la visita alla collina del Cofino, poco distante dal museo, dove già nel 1921 il famoso studioso Paolo Orsi aveva individuato i resti di un grande tempio greco dedicato a Persefone, oggi completamente messi in luce e restaurati. L’area di culto sorgeva al centro di un fitto bosco sacro ed era difeso da una profonda vallata che si estendeva ai piedi del colle. È in questo luogo, che secondo Strabone, Persefone venne rapita da Ade.

Continuando la passeggiata si giunge in località Trappeto Vecchio dove maestose si ergono le mura difensive della città di Hipponion, il tratto di mura visitabile è lungo circa 500 metri, ed è stato oggetto di ben cinque fasi edilizie nel corso di oltre duecento anni. Da qui si giunge nella zona del Belvedere Telegrafo dove è visibile il basa mento di un tempio dorico che, per la sua posizione strategica, segnalava la città ai naviganti. Conclusa l’esperienza greca, facendo pochi passi giungiamo all’epoca romana con il quartiere di S. Aloe dove è possibile visitare le ricche domus impreziosite da pavimenti mosaicati di notevole pregio artistico tra cui i mosaici policromi della Nereide e delle quattro stagioni; da questo sito proviene un’importante testimonianza della vicinanza di questa colonia romana all’Imperatore Augusto, infatti, qui è stato rinvenuto il busto marmoreo del suo fedele generale Agrippa esposto nel museo archeologico. La nostra passeggiata si conclude in piazza San Leoluca che, oltre ad ospitare il Duomo della città, il convento Domenicano sede del museo di arte sacra, conserva i resti di un battistero Paleocristiano ben visibili al centro della piazza.



yoast seo premium free