Bisognerebbe riprendere l’abitudine marinettiana e futurista di stendere la lista degli “abbasso!”.Ce ne sarebbe un gran bisogno, anche se occorrerebbero almeno due requisiti, carattere e idee chiare, oggi piuttosto scarseggianti. Ma mi ci voglio egualmente cimentare e comincio con gridare “abbasso l’auto elettrica!”
Ma come, mi direte, ti appelli al futurismo, che cantava la macchina e l’elettricità, e poi ti opponi all’auto elettrica. Ma proprio da un punto di vista futurista l’auto elettrica è da rigettare. Essa è progressista, non futurista. E il futurista è il nemico naturale, da sempre, dell’illuso che crede nel progresso. Tra la idea di progresso e il futuro dei futuristi c’è lo stesso rapporto che intercorre tra il vino senza alcol della Ue e una bottiglia di Valpollicella.
1) Il futurismo è anti conformista per definizione, mentre l’auto elettrica è conformista. E’ propria del NCG, acronimo di Nuovo Cretino Green (il nuovo cretino parla in inglese), che si beve tutte le panzane, dal riscaldamento globale in giù, che la finanza, questa si globale, i e suoi apparati ideologici, i mass media, trasmettono. Davos è ora green, ed è pure antifascista e antirazzista. E loro si che inquinano veramente, non le auto a benzina e diesel: l’inquinamento più feroce, quello delle menti
2) Il futurista è macchinista e rumorista, mentre l’auto elettrica è silenziosa, non sembra una macchina. Ma noi amiamo le macchine, l’artificio, il “sex Appeal dell’inorganico” (Perniola), i rumori del motore che poi non sono rumori ma sinfonie: andate a dire a un proprietario di una Ferrari che la sua auto rumoreggia. Vi prenderà a schiaffi (futuristi)
3) Il futurista ama gli odori, anche e soprattutto quello della pompa di benzina, mentre l’auto elettrica non solo è silenziosa – ed è un difetto – è anche asetticamente inodore.
4) Il futurista è veloce mentre l’auto elettrica è lenta. Buona per andare in città ma alle grandi velocità non può che essere un pallido succedaneo del motore. E, ancora per indulgere con i paragoni, tra il rettilineo percorso da un motore elettrico e quello calcato da un motore vero, intercorre la stessa distanza tra il porno e il sesso.
5) Il futurista è individualista mentre l‘auto elettrica è collettivista. Sul “Figaro” del 14 dicembre, il povero giornalista esce stremato dopo una prova di 500 km con un modello Mercedes da 127 mila euro, quindi il meglio sul mercato (figuriamoci gli altri) e scrive che, dovendo prevedere rigidamente il percorso per trovare le centraline elettriche e per di più quelle adeguate, “l’auto smette di essere un emblema della libertà”: bando alla causalità, all’ultimo momento, alla follia individuale, tutto deve esser pianificato e programmato.
6) Il futurista è contro lo Stato pianificatore, soprattutto se è uno Stato posticcio e pure kitsch come la Ue. Essendo un po’ sovietica, l’auto elettrica è invece molto amata da Bruxelles, che ha imposto la fine dei motori veri dopo il 2035. E il governo italiano, invece di rispondere con una pernacchia (futurista ovviamente) si è adeguato. E i produttori francesi e tedeschi ringraziano.
7) Il futurista è a favore della individualità eccezionale, non ama il gregge, ma chi è speciale e chi è pecora non lo decide il conto in banca. Mentre l’auto elettrica è eminentemente classista: non a caso i gilet gialli iniziarono la protesta contro le misure del Re dei Bobo, Macron, a svantaggio del proletario diesel. Non solo perché. per avere un modello decente, occorre investire risorse che gli operai non hanno, ma perché tutta la gestione risulta essere assai più costosa del relativo risparmio della benzina.
Abbasso quindi l’auto elettrica, quella per i bobo, i radical chic e il “ceto medio riflessivo”. Viva l’auto vera, a benzina e diesel, proletaria e aristocratica assieme.
















le masse ignoranti e silenziose, non riescono a capire che l’ auto elettrica ha necessità di energia, batterie speciali, e l’ energia deve essere prodotta sempre davarie fonti, usila benzina odisel o latro carburanteper produrre energia per le autoelttriche mentre progettare e impegnarsi per auto a gas/idrogeno, non va bene ,porterebbe pochi introiti a certe aziene di potere, questa è la cruda realtà, poi le migliaiia di batterie usate dove vanno,cosa farene ??
L’auto elettrica, come dicono a Oxford, è na’ sola.
Il problema dell’auto elettrica non sta in strane definizioni ma nella sostanza. Chi pensa che l’auto elettrica si muova in virtù di una elettricità che viene dal nulla, è in errore ed in peccato capitale: a muoverla ci vuole un’elettricità che deriva dallo sperpero di combustibili estremamente dannosi. Ma la parte più dannosa dell’auto elettrica è quella relativa alle batterie che le consentono di muoversi, batterie molto, ma molto, inquinanti visto i materiali di cui sono fatte. In pratica l’auto elettrica è estremamente più dannosa di una vecchia auto a benzina!!!
condivido su tutto quanto avete scritto , purtroppo sono convinto che a noi che la pensiamo diversamente dal mainstream , non ci fila più nessuno , specialmente partendo dalle nuove generarazioni di polli allevati a social network , dove c’è una omologazione mentale da fare spavento. quindi , finchè non me lo vieteranno (democraticamente) , mi tengo il mio diesel euro 6 che mi fa i 20 km. con un litro e inquina pochissimo.
Bla bla blA