Open Arms, Socrate e Salvini: due processi a confronto

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ilgiornale.it

Il processo a Socrate fu un processo politico, forse uno dei più autorevoli della storia o almeno tra i più celebri. Ma questa peculiarità, nell’antica Atene, non destava alcun tipo di scandalo. Come racconta Platone nel dialogo del Critone, Socrate, pur sapendo di essere stato condannato ingiustamente, non sfuggirà alla sua pena poiché «è meglio subire ingiustizia piuttosto che commetterla».

Fortunatamente, tornando ai giorni nostri, almeno Salvini sarà risparmiato dall’assumere velenosissima cicuta; resta il fatto, che procedere penalmente nei confronti di un ministro cui l’unico crimine al quale dover rispondere è quello d’aver difeso la nostra nazione proteggendone i confini territoriali, rappresenta qualcosa di totalmente antidemocratico: una mistificazione della verità ed uno schiaffo alla giustizia altamente offensivo nei confronti della Patria stessa, nel pieno rispetto dell’articolo 52 della Costituzione.

La sua terribile macchia? Aver contrastato una nave pirata avente diritto ad ospitare a bordo 19 immigrati a fronte dei più di 150 realmente caricati. Probabilmente, davanti a questi numeri imbarazzanti, l’unica persona responsabile d’aver messo in serio pericolo la vita di questi uomini è il capitano della Open Arms: sarebbe giusto e necessario che anch’egli rispondesse degli accadimenti caratterizzanti questa triste vicenda. Resta il fatto che questo processo avrà luogo. Autorizzato dal Senato, il leader del Carroccio è accusato di sequestro di persona. Che non si tratti invece di una bassissima manovra attuata come finalità unica quella di eliminare uno scomodissimo avversario politico? Chi può dirlo!

Malgrado ciò, ancora una volta, l’inneggiare con fervore ai valori patriottici e d’esaltazione della nostra bella Italia, non premia. Al contrario, tutto ciò che sublima con incontenibile entusiasmo la cultura, la tradizione e la tutela dello Stivale, risulta sovente, come qualcosa di fastidiosamente e politicamente scorretto.

10 Commenti

  1. Brillante idea il rimando all’Atene del 399 a.C.
    Il bello che per alcuni si trattava di una delle più grandi menti dell’umanità mentre per altri rappresentava un pericolosissimo nemico dello stato.
    Ai giorni nostri invece questa contrapposizione è delineata da una sinistra sempre più combattiva e vergognosamente e citando l’articolo fintamente “politicamente corretta”

  2. Argomentazione arguta che mi trova in perfetta linea … concordo con la dissertazione e trovo il paragone molto calzante

  3. Massa di ipocrisia a libro paga delle ONG…
    Col prossimo governo si cambierà aria perché non è possibile avere due pesi e due misure. Perché lo scandalo delle mascherine di Zingaretti non ha fatto così tanto scalpore?

  4. In merito al processo a Socrate esiste un Saggio di Mauro Bonazzi del 2015 di 172 pagine, La Terza Edizioni.
    Presentato in una nota testata giornalistica nazionale.

    Orbene, il processo a Socrate temo non sia sufficientemente sovrapponibile a quello di Salvini, se non per la base di partenza di un processo politico, pur trovando dei punti di contatto.

    Socrate non volle in aiuto l’oratore Lisia ed ebbe preparato da solo le sue due o tre orazioni per difendersi. Salvini ha un ottimo Avvocato Giulia Bongiorno.

    Il processo a Socrate si concluse con una sconfitta per la democrazia, perché è stato condannato un innocente nonostante non si sia macchiato di delitti politici, e la legge dell’oblio in merito per i simpatizzanti dei Trenta Tiranni e Oligarchi responsabili del periodo del terrore , per lui non valse.
    Ma è fallita anche la Filosofia non avendo trovato egli le parole per farsi capire.

    Egli fu molto intransigente e rigido, poteva avere una condanna minore, tipo multa o esilio ma per lui sarebbe stato un processo ad una vita intera, e sbeffeggiò la Corte se non poteva essere innocente tanto valeva la sua morte.

    In questo processo a Salvini la sconfitta sarebbe solo della democrazia, tenuto presente poi che egli sarà rigido nelle sue posizioni, ma avrà un Avvocato che avrà le parole giuste per rappresentarlo, Salvini non intende morire politicamente né umanamente. Egli intende vivere con gli italiani, per gli italiani, e rappresentarli in futuro per governare. Forse non intende neanche entrare nella Storia, ma intende in fede si suoi principi interpretare quanto il popolo gli ha fornito come mandato .
    Basta con immigrazione incontrollabile e problemi di sicurezza. Cosa che i suoi elettori e del Centro Destra esigono ancora oggi con maggiore forza.

    L’atteggiamento di Socrate allora fu irritante, come può essere di Salvini per le sinistre oggi, le sinistre di oggi però e i magistrati stessi non hanno rispetto né per filosofia né per cultura che non siano di quella parte politica, non riconoscendo alcuna dignità intellettuale a Salvini, che comunque filosofo non è. Socrate forse per entrare nella Storia preferi’ morire, ma insieme ad Atene la sconfitta fu anche sua.
    Salvini non vuole la sua sconfitta.

    Le sinistre oggi non intendono riservare pene minori al proprio avversario come nel caso di Socrate, ma il massimo della pena.

    Salvini è obbligato a lottare fino in fondo non avendo alternative, come invece Socrate ne ebbe ma le rifiutò.

    il popolo è con Salvini Meloni e il CDx.

    Salvini come Socrate allora forse teme il rumoreggiare delle folle irritate, di cui poi nel sostenere le due ragioni forse alla fine non considerò, ma assunse il filosofo greco quasi un comportamento egoistico, col suo massimo sacrificio. Qui il sacrificio di Salvini non serve come allora al popolo in questo momento storico, perché cade la democrazia,
    e non rimane da difendere alcuna filosofia, se non un popolo affamato, tradito da decenni di malgoverno, e il futuro stesso di una nazione, con uno squalo Ue pronto a divorarla.

    Problemi pratici che certamente Socrate non essendo un leader politico ma solo simpatizzante non ebbe, per quanto gli autori del Terrore ateniese e moralizzatori, li aveva pure sostenuti, e ne aveva contribuito pur non avendo colpe politiche, pur avendone attribuite dalla accusa.
    “Colpe politiche presunte”, che Salvini per chi ha montato questo processo farsa, avrebbe perché lui è stato Ministro dell’interno, Socrate no, e quindi è più facilmente attaccabile, per quanto innocente perché lui ha difeso la sua amata patria e gli italiani tutti.

  5. E’ un articolo davvero imbarazzante. Il colpevole sarebbe il capitano della nave perchè era in sovraccarico. Pensate un po voi se foste in mare, con la barca che affonda, e vi passa accanto una nave che vi dice: spiacente ma non posso salvarvi, sapete, finiremmo in sovraccarico. Le sciocchezze che dite le dite in buona fede o lo fate apposta?

    • eccolo il politicamente corretto! di imbarazzante c’è solo la tua considerazione…calcolando i 19 a bordo secondo te 132 perché i migranti sovraccarichi sulla nave erano ben 151 sono stati salvati in mare?? Più di un centinaio in pericolo ma per favore! e la prossima volta firmati ghirgiribizzo…

      • Caro Teo, se vuoi faccio come fai tu: mi firmo Mike, o Mario, o Peppe, come preferisci. Tanto tu mica hai pubblicato la carta di identità, no? Se vuoi una risposta nel merito, si, 151 sono stati salvati in mare. Voi non avete neanche idea dei mezzi di controllo marittimi di cui dispone l’Italia, altrimenti non scrivereste queste cose.

  6. ah e invece tu hai una vaga idea che l’Italia è ormai diventata l’approdo principale per tutti quelli che vi sbarcano quotidianamente??
    accogliere è giusto ma fronte di numeri sostenibili che consentano di poter assicurare condizioni più umane ai migranti .. non si può accogliere tutti!!!! il caso di cui si parla qui e che ha schifosamente condannato salvini è tutta altra storia.. visto che sei così generoso e umano potresti fornire l’indirizzo di casa tua e magari impegnarti ad accoglierne qualcuno …no??

    • Caro Teo, confermo che hai detto una cosa giusta: l’Italia è l’approdo principale per chi ci sbarca (e vorrei vedere…rileggi quello che hai scritto….è tautologico). I numeri sono insostenibili? D’accordissimo con te, infatti dovremmo da un lato farci aiutare dall’Europa (con alcuni stati a voi simpatici, tipo l’Ungheria dell’amico Orban che non se ne prende manco uno), dall’altro bloccare con decisione gli arrivi agendo lato partenze. Ma è una cosa lunga, difficile, complicata: cioè esattamente il contrario di quello che pensava di fare Salvini. La risposta all’immigrazione non è semplice ed immediata: quella è la risposta sbagliata. Serve un lavoro serio, duro, invisibile che dura anni. Ed è proprio quello che i governi che il problema lo vogliono risolvere davvero fanno. Le sparate di Salvini non servono a nulla. E lui lo sa benissimo: è l’ultima persona infatti che vorrebbe risolvere il problema immigrazione. Perchè se lo risolvesse, due secondi dopo nessuno lo voterebbe più, dato che quello è il 99% della sua propaganda. Di che parlerebbe dopo? E’ stato un piacere discutere con te, a presto!

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