Pierluigi Biondi: “L’Aquila capitale della cultura 2022, rinascita culturale per l’Italia”

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Per il sindaco dell’Aquila è necessario un piano infrastrutturale per le città medie

Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, una delle “capitali” dell’Appennino italiano. Il tema delle aree interne, piano piano, si sta imponendo nel dibattito pubblico. Quale è la situazione, a quali problemi devono far fronte le potenzialità dell’entroterra?

Troppo a lungo l’agenda politica ha trascurato, sbagliando, vaste aree della penisola perché ritenute marginali. Per rilanciare “l’Italia in salita” esistono funzioni imprescindibili su cui costruire un percorso di riscossa: sanità, istruzione, mobilità e formazione. Solamente valorizzando questi elementi è possibile contrastare lo spopolamento di territori, che invece, possono offrire molto a famiglie e imprese.

Da una sua idea è nata la Carta dell’Aquila che si propone di affrontare la grande sfida delle aree interne nell’epoca in cui il centro schiaccia, sempre di più, le periferie. Quale è la via che intendete seguire per rimettere in moto i territori?

Un’iniziativa condivisa da subito con i sindaci di Ascoli Piceno, Avellino e Carpi e sottoscritta importanti esponenti del mondo politico-istituzionale italiano, della cultura, della scienza, dello spettacolo, del giornalismo e dello sport. Donne e uomini che hanno aderito a un manifesto appello in cui suggeriamo di scommettere sulle eccellenze e le peculiarità delle aree interne attraverso cultura, formazione, innovazione e turismo. Obiettivo della Carta dell’Aquila è sollecitare le istituzioni a realizzare un importante piano infrastrutturale per le città medie della dorsale appenninica, per consentire loro di uscire dall’isolamento ed essere cerniera tra zone montane quelle metropolitane.

A undici anni dal terremoto, la sua città è diventata un simbolo. Di tenacia e di dignità, in Italia e all’estero. A che punto siamo con la ricostruzione?

La ricostruzione privata è intorno all’80% ed entro il 2022 tutte le pratiche, se i tecnici rispetteranno i tempi di consegna, saranno espletate. Le percentuale di quella pubblica, invece, si aggira attorno al 50% a causa di una farraginosità di procedure e norme che sovrintendono all’assegnazione di appalti per scuole, edifici pubblici e monumenti. In tre anni abbiamo fatto del nostro meglio, avviando e concludendo i lavori di due scuole, la Mariele Ventre nel quartiere Pettino e la primaria nella frazione di Arischia. Grazie alla possibilità di ricorrere ai poteri commissariali, concessa ai sindaci con il decreto scuola, però abbiamo già affidato la progettazione di altri quattro istituti scolastici.

Quest’anno la città dell’Aquila non ha rinunciato alla vita pubblica. L’estate è stata piena di eventi, il grande appuntamento della Perdonanza non ha “saltato un giro” in ossequio alla paura del Covid. Perché è stato così importante celebrarlo e quali risorse, morali in primo luogo, per andare oltre la grande paura del virus? 

Il cartellone estivo di appuntamenti è iniziato con Uto Ughi e si è concluso con l’orchestra Sinfonietta di Roma diretta da Andrea Morricone in un commovente omaggio al papà Ennio, cittadino onorario dell’Aquila: si sono esibiti nomi importanti del panorama musicale, della danza e della cultura come Antonello Venditti, Vittorio Sgarbi, Enrico Ruggeri o Daniele Silvestri, solo per citarne alcuni. È stato importante affermare un principio: la paura della pandemia non può fermare la vitalità e l’effervescenza di una città peraltro candidata a Capitale Italiana della cultura 2022. Abbiamo dimostrato che con responsabile consapevolezza del rischio e rispetto delle regole si possono svolgere importanti eventi pubblici all’aperto, anche in deroga alle vigenti normative in tema di spettacolo dal vivo.

È ufficiale: L’Aquila è entrata nel ristretto novero delle dieci città italiane in lizza per diventare “capitale della cultura” 2022

Una buona notizia in un momento complesso per la nostra comunità. Il contrasto al coronavirus era e rimane la priorità su cui l’amministrazione è impegnata quotidianamente ma il cammino di rinascita di questa terra, che vede nella cultura uno degli elementi fondanti, non può e non deve essere interrotto. Si tratta di un primo, importante, riconoscimento del percorso intrapreso, che ha coinvolto un intero territorio e le sue migliori espressioni, e della validità del dossier di candidatura, per il quale ringrazio il gruppo di lavoro che lo ha predisposto, le associazioni e le istituzioni che hanno contribuito alla sua stesura. In più di un’occasione ho ribadito che il nostro documento rappresenta un vero e proprio strumento di pianificazione territoriale attraverso la cultura. Per questa ragione accolgo e rilancio con favore l’idea lanciata dall’associazione Cultura Italiae con cui si propone, al netto di quella che sarà la vincitrice, di creare una rete tra le città finaliste affinché ognuna metta in campo il meglio di quanto contenuto nel proprio dossier per costituire un cammino di rinascita culturale che nel 2022 coinvolga l’intera penisola con l’auspicio che la pandemia da covid-19 sia stata arginata”.

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