Orbetello, il borgo che corre verso il futuro

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Foto CC 3.0 Gianni Careddu

Nella capitale lagunare la natura selvaggia incontra la rinascita tecnologica

Orbetello sorge in una posizione unica, in equilibrio su una sottile lingua di terra al centro della omonima laguna, di fronte al promontorio dell’Argentario. Orbetello è un nome che deriva dal latino “urbis tellus”, terra dell’Urbe, cioè di Roma, che subentrò agli etruschi nel controllo della città. Una storia, quella di Orbetello, fatta di conquiste di mare e di terra, simile al destino di tanti borghi italiani; ma Orbetello è stata una capitale: nel 1557 infatti fu fatta capitale del nuovo stato spagnolo dei Presidi; ed è a questa fase storica che risale gran parte delle fortificazioni che, insieme a quelle dell’Argentario, la trasformarono in una cittadella militare. Dopo lo stato dei Presidi vi si insediarono gli austriaci nel 1707 e i Borboni di Napoli nel 1736; tornò toscana con Napoleone, nel 1801, e quindi italiana nel 1861.

L’identità di Orbetello è dunque straordinaria, per storia e per natura; identità che, riconoscibile tanto dal fenicottero rosa quanto dall’idrovolante, comprende, in un’immagine, ecologia e innovazione. La sua identità si ritrova nella sovrastante natura: soprattutto la laguna, ma anche il mare, le spiagge della Giannella e della Feniglia, i fiumi Albenga e Osa, Ansedonia e Talamone, il parco della Maremma. L’identità di Orbetello è nella storia: la colonia romana di Cosa, ad Ansedonia, il tempio etrusco di Talamonaccio, il mulino spagnolo. E’ nel lavoro: il turismo, la pesca, l’acquacoltura, l’agricoltura, le vigne e gli olivi. L’identità di Orbetello è nello spirito di impresa e nell’innovazione: dall’idroscalo sono partite le grandi crociere atlantiche di Italo Balbo, ancor prima, da qui avevano spiccato il volo le due crociere del Mediterraneo. E sempre su questo idroscalo aveva sede la Scuola di navigazione d’alto mare e una Scuola di volo senza visibilità. Certo, camminando per i resti dell’idroscalo, si può solo immaginare che Orbetello è stata, meno di un secolo fa, forse il più importante polo aeronautico italiano e internazionale, teatro di eventi storici di importanza mondiale. L’idroscalo, realizzato su progetto dell’architetto Pier Luigi Nervi, in pochi anni fu trasformato in uno dei più attrezzati aeroporti della Nazione. Centro di attrazione per architetti, ingegneri, coraggiosi piloti, che si incontravano lungo la laguna per tracciare nuove e mai esplorate rotte.

E ad Orbetello, forse per memoria storica e per vocazione naturale, si mantiene un deciso orientamento all’innovazione; un futuro certamente concentrato sulle attività tradizionali – il turismo, ed oggi il turismo sostenibile, l’acquacoltura e le produzioni dell’agrifood – ma anche proiettato in una serie di progetti che la potranno caratterizzare come esempio mediterraneo di smart city: la nuova illuminazione pubblica, le tante piste ciclabili e la ciclovia tirrenica, le colonnine per la ricarica elettrica, il nuovo porto di Talamone, la piazza Smart di Fonteblanda, l’innovativo sistema di raccolta rifiuti, il progetto europeo Retralgas con il contratto di laguna.

Con il progetto Retralgas , che si colloca all’interno del programma interregionale “Marittimo” Italia Francia 2014-2020, Orbetello vuole migliorare la protezione dell’ambiente lagunare, con la predisposizione di un drone-battello a controllo remoto che ottimizzi il monitoraggio dei parametri principali di qualità delle acque. L’azione pilota del Cirspe (Centro italiano di ricerca e studi sulla pesca), inoltre, è diretta alla promozione del patrimonio naturale della laguna di Orbetello, sostenendo il turismo connesso alla pesca, attività della quale si andrà a migliorare la sostenibilità con l’acquisto e l’allestimento di una chiatta per ospitare gruppi organizzati di pesca sportiva. Una grande e innovativa opportunità per la promozione socioeconomica del patrimonio lagunare.

Orbetello è inoltre partner fondamentale di un grande progetto sistemico, il “Life for Silver Coast”, finanziato nell’ambito del Programma Europeo LIFE 2016. Le diverse attività del progetto mirano a risolvere i problemi ambientali legati al trasporto e alla mobilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti attraverso lo sviluppo di tecnologie, sistemi e modelli di business innovativi, per avviare un’economia verde e competitiva a basse emissioni di carbonio. Il Life for Silver Coast e’ un rivoluzionario sistema di mobilità sostenibile, basato sullo sharing e sui veicoli elettrici, che interessa anche l’Isola del Giglio e il Monte Argentario; un progetto innovativo che punta a creare un sistema di spostamenti multimodali grazie a veicoli esclusivamente elettrici. Nuovi battelli elettrici per il trasporto via mare e all’interno della laguna: due collegheranno Orbetello con le spiagge della Giannella e della Feniglia, altri due le coste dell’Argentario e del Giglio; un servizio shuttle, poi, farà spola tra la stazione e i centri cittadini. Saranno inoltre a disposizione in punti strategici del territorio city car, scooter elettrici e e-Bikes. L’intero parco mezzi sarà servito da sistemi di ricarica elettrica, con soluzioni di alimentazione rapida sia terrestre che acquatica. Le componenti del sistema comunicheranno tra loro attraverso una piattaforma di infomobilità, un luogo virtuale che fornirà informazioni ai gestori e agli utenti , permetterà di acquistare i biglietti per usufruire dei servizi e consentirà ai fruitori di partecipare attivamente alla riuscita del progetto. L’intero sistema di mobilità intermodale, inoltre, sarà dotato di una rete di sensori fissi e mobili per la raccolta di dati ambientali.

Orbetello sembra dunque rappresentare la propria identità nella sintesi tra ambiente e innovazione; i progetti e le azioni realizzate ne fanno un esempio di sostenibilità locale, capace di attrarre le innovazioni globali e adattarle al contesto territoriale. All’orizzonte di Orbetello appaiono alcune grandi sfide – la bonifica e la riconversione della Sitoco e della Sipe Nobel, la nascita del Museo delle Trasvolate – per le quali occorrono coraggio e spirito di avventura, le stesse doti che, meno di un secolo fa, ne fecero una Polis dell’Innovazione.

Gian Piero Joime

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