#PILLOLE DI #BRIANZA: Accade oggi (422 anni fa)

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È il 3 Marzo 1599 e uno fra i più eminenti cittadini di Lissone, Galeazzo Bovisio, marito di Francesca Aliprandi, proprietario di terre e case coloniche, scrive il suo testamento, rogato a Milano. Fra le sue volontà vi è quella che alla sua morte ogni anno parte del suo patrimonio venga destinato alla creazione della dote matrimoniale di due giovani ragazze di Lissone, scelte dalla moglie (o dopo la sua morte dalla Scuola del SS. Sacramento a Milano presso la chiesa di San Simpliciano). Queste le sue parole: “(…)ai detti miei eredi impongo l’obbligo di maritare ogni anno in perpetuo due fanciulle nubili del paese di Lissone Pieve di Desio Ducato di Milano, e voglio che a ciascuna di essa si dona per loro dai sottoscritti miei eredi, cinquanta lire imperiali: la scelta delle nubende è assegnata alla moglie Francesca, dopo la morte della quale la scelta delle fanciulle passerà ai suoi eredi cioè la Scola di S. Simpliciano”.

Alla sua morte i beni confluiranno fino al XVIII secolo nelle proprietà della Scuola, e verranno successivamente vendute e messe all’asta al suo scioglimento.

Non mancano però altri casi in cui le volontà testamentarie di eminenti cittadini brianzoli sono identiche a quelle di Galeazzo Bovisio. Ad esempio, il testamento di Pirro de Capitani, feudatario di Concorezzo nel XVII secolo (conservato ancora oggi su lapidi nere con incisioni dorate nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano presso l’altare di San Giuseppe). Il de Capitani dispose infatti che parte della sua eredità fosse destinata allo svolgimento delle funzioni religiose e parte, invece, proprio per la dote di giovani fanciulle, da aumentare nel caso in cui queste si fossero sposate in paese.

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