Mentre l’Occidente decide a distanza (in “smart working” come si usa dire adesso) cosa fare in Afghanistan con i “Talebuoni” che adesso infatti ci sparano addosso, a sinistra si stracciano le vesti per il fascismo ritornante (è un evergreen, è il “rieccolo” di montanelliana memoria) e i 24mila testoni trovati nella cuccia del cane di Cirinnà e consorte a Capalbio, la Saint Tropez della sinistra italiana chic, quella che gli immigrati a Capalbio no perché fanno andar via i turisti. Diciamocelo, Durigon con quella sua uscita di voler rinominare una piazza dedicata a Falcone e Borsellino titolandola al fratello sfigato di Mussolini ha tirato una bomba in un parco giochi e la sinistra ci si è buttata a pesce, anzi a pesce palla, come la Sardina-“pesce palla” Mattia Santori che s’indigna perché alla Festa dell’Unità invitano quel parlamentare che 16 anni fa alla sua, di festa (addio al celibato), si era fatto fotografare con la camicia nera e la svastica tra i frizzi e i lazzi degli amici. E di palla in palla dai compañeros si arriva alla palla dei soldi del pusher, per cui i 25mila euro in bigliettoni da 500 trovati nella cuccia del cane di Monica Cirinnà e Esterino Montino da un operaio durante i lavori di ristrutturazione sarebbero stati lasciati lì da un pusher, appunto. Ma è come per l’emergenza sanitaria ed economica, un’aberrazione della realtà e delle urgenze, l’Italia è nell’occhio del ciclone ma in zona cesarini cioè a sinistra le priorità sono omofobia e voto ai sedicenni.
Come scrive Marco Gervasoni su nicolaporro.it, “Tutto questo, quando non è strumentale è solo triste e deprimente perché rivela tutta la debolezza anzi la inconsistenza di una classe politica di governo, disoccupata perché delle cose serie si occupano Draghi e i suoi tecnici, e a lei non restano che le gazzarre di cortile. Ovviamente sempre con il solito doppio standard”. Uno standard che è la doppiezza comunista (Togliatti docet), vedi il caso Montanari, per cui se sei accusato di essere un fassssista te ne devi andare, mentre invece se sei un rettore come Tomaso Montanari e dici che le foibe sono una montatura…Prosegue infatti Gervasoni: “Io credo che il docente debba potersi esprimere liberamente al di fuori delle aule e rispondendo per sé: ma un rettore è una carica istituzionale altissima, non le è consentito ciò che è a un semplice docente. O la carica istituzionale vale solo per Durigon e non per Montanari?”.















