Al Salone del Libro torna la censura, altro che democrazia..

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: la cultura è uno spazio di libertà e confronto di idee e tutte le opinioni devono trovare posto: è un peccato che ne si scambi il board per un comitato di salute pubblica in cui decidere chi sia degno di partecipare e chi no. E’ vero: è accaduto un fatto di inaudita gravità. Mettere i sigilli allo stand del Salone del Libro di Torino dell’editore AltaForte (stand regolarmente acquistato, come tutti gli altri editori) perché pubblica libri “fascisti” assomiglia pericolosamente alla pratica dell’indice dei libri proibiti. Infatti ai sigilli (poi tolti, come vi diremo fra poco) ha fatto seguito (o sono stati preceduti da) un esposto alla Procura della Repubblica di Torino da parte del sindaco Chiara Appendino e del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Forse siamo ancora lontani dall’aver raggiunto la vera e piena libertà di opinione, se ancora l’hybris censoria vuol mettere la mordacchia al libero pensiero.

Come dice Edoardo Sylos Labini, Presidente di CulturaIdentità, “[…]Ieri è stata una pagina molto triste della democrazia italiana: il pensiero unico del politicamente corretto che sotto la maschera dell’antifascismo è più fascista, anzi più comunista e squadrista dei fascisti, è una piaga che vogliamo combattere. Lo facciamo ogni giorno con CulturaIdentità e con ilGiornale OFF“.

 



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