Scuola: arrivano supermulte ai violenti e voto in condotta

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«Con la sentenza di condanna per i reati commessi in danno di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola, a causa o nell’esercizio del suo ufficio o delle sue funzioni, è sempre ordinato, oltre all’eventuale risarcimento dei danni, il pagamento di una somma da euro 500 a euro 10.000 a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’istituzione scolastica di appartenenza della persona offesa». «La sospensione condizionale della pena – si specifica – è comunque subordinata al pagamento della somma determinata a titolo di riparazione pecuniaria, fermo restando il diritto della persona offesa all’eventuale risarcimento del danno».

È questo quanto emerge dal testo dell’emendamento depositato dal governo al Senato in commissione Cultura al Ddl sulla valutazione del comportamento degli studenti (relatrice Carmela Bucalo, Fdi), rispondendo alla più volta annunciata volontà del ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, di introdurre una misura risarcitoria specifica per “il danno reputazionale” che le scuole ricevono dall’aggressione dei propri dipendenti.

Tra le altre novità del governo per quanto concerne il settore scolastico, anche il ripristino dei giudizi sintetici alla primaria: i vecchi “ottimo, distinto, buono, sufficiente e insufficiente”. Se i giudizi saranno di nuovo quelli si saprà solo una volta che il Ddl diventerà legge, con ordinanza attuativa in capo al ministro dell’Istruzione e del merito. Per ora si sa soltanto che dovranno essere «sintetici». La modifica però non eliminerà la descrizione analitica dei livelli di apprendimento raggiunti in ogni disciplina dall’alunno, in quanto considerata un aspetto rilevante per il portfolio e la futura attività dei docenti tutor. L’obiettivo è infatti quello di eliminare i giudizi vaghi e incomprensibili, quali “avanzato” o “in via di prima acquisizione”, sostituendoli con giudizi lineari e quindi più comprensibili da tutti, soprattutto da famiglie e studenti.

Alle medie invece tornano i voti per la condotta (espressi in decimi) e faranno media; dovranno essere riferiti a tutto l’anno scolastico (non più al quadrimestre) e nella valutazione peseranno atti violenti o di aggressione nei confronti di docenti, alunni e personale scolastico. Il cinque in condotta invece porterà la bocciatura. Un voto che può derivare anche per comportamenti consistenti in mancanze disciplinari gravi e reiterate, specie se riferite a violazioni previste dal regolamento di istituto. Con il sei in condotta, alle medie, non si ha alcuna conseguenza. Tutt’altra storia invece avviene alle superiori, dove una simile valutazione in condotta comporterà un debito scolastico in educazione civica da recuperare a settembre. Il voto sul comportamento inciderà anche sui crediti per l’ammissione alla maturità. Per raggiungere il punteggio più alto del credito scolastico il voto di comportamento dovrà essere almeno nove.

Tra le altre novità da far presente anche il via libera definitivo del Senato al disegno di legge di iniziativa della Lega, primo firmatario Rossano Sasso, sulla sicurezza del personale scolastico. «Chi aggredisce docenti, dirigenti e in generale tutti i lavoratori della scuola aggredisce lo Stato – ha dichiarato Valditara -. Si tratta di un altro importante tassello di un’azione politica determinata e ad ampio raggio che stiamo portando avanti come governo e maggioranza per ripristinare la cultura del rispetto nelle nostre scuole, a tutela di tutta la comunità scolastica».

Ma c’è chi non ci sta. Di tutt’altro avviso è infatti una delle icone del buonismo, Fabio Fazio. Infatti, il conduttore televisivo, sia nella sua rubrica sul settimanale Oggi sia sui social della trasmissione che conduce “Che tempo che fa”, ha espresso un appello al Ministro: «Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sta valutando di introdurre dal prossimo anno scolastico il giudizio “gravemente insufficiente” nelle scuole elementari. Ecco, signor Ministro, non lo faccia. Lasci stare».

È lo stesso Fazio a spiegare il motivo della sua presa di posizione: a suo avviso, la valutazione citata, per un bambino di sei anni, rappresenta solamente «un trauma e una umiliazione». Ecco perché, secondo il conduttore, una simile posizione è «drammatica», dal momento che «mostra il dramma di chi evidentemente non si rende conto di che cosa sono oggi i giovani, da quale fragilità siano afflitti e di quanto sarebbe necessario invece costruire una scuola inclusiva che abbia il compito innanzitutto di rispettare i tempi di crescita di ciascun alunno e di aiutarlo a scoprire le proprie passioni».

Ma è davvero così? Davvero si tratta di una modifica “drammatica” per gli studenti o è invece necessaria perché questi hanno perso completamente la bussola? La parola ai fatti.

Pochi giorni fa a Taranto, uno studente di appena 15 anni, ha aggredito un professore al punto da mandarlo in ospedale. Il docente, un cinquantacinquenne, è stato picchiato davanti all’istituto alberghiero «Elsa Morante» di Crispiano. Una colluttazione che ha causato la rottura dell’omero e una prognosi di 30 giorni per il professore, che si dovrà sottoporre a un intervento chirurgico per la riduzione della frattura. Sempre a febbraio, una professoressa di una scuola secondaria di primo grado di Parma è stata aggredita, prima a parole e poi con il lancio di un sasso, da alcuni suoi studenti di seconda media. A raccontare l’accaduto è stata la stessa insegnante di Lettere che ha presentato denuncia alla Questura di Parma.

Fatti di violenza sul personale scolastico commessi non solo per mano degli studenti ma anche dei genitori di quest’ultimi. Basti pensare a quanto successo a Reggio Calabria, sempre a febbraio, dove l’insegnante di una scuola primaria e di secondo grado è stato aggredito fisicamente dal padre di uno studente, dopo una discussione inerente alla condotta scolastica tenuta dal figlio. Dinamiche spregevoli che ricordano amaramente quanto detto dallo psichiatra Paolo Crepet in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, parlando proprio della violenza e dell’aggressività che emergono nella società: “Chi è aggressivo è un impotente: di pensiero, intelligenza, fantasia”. “La scuola non è un posto in cui fai quello che vuoi. Ci sono delle regole,” ha dichiarato l’‘esperto nel programma “I Lunatici” su Rai Radio2.

Sempre secondo Crepet, il ministero dovrebbe porre un limite all’ingresso dei genitori a scuola: “La scuola è il luogo dei ragazzi e dei loro insegnanti. Punto”. A detta dello psichiatra, sarebbe una vera e propria “rivoluzione” limitare l’accesso dei genitori a una visita annuale nell’ambito scolastico. Crepet si è scagliato anche contro l’idea di eliminare voti o materie: “Se eliminiamo tutto, perché non lasciamo entrare anche i genitori a scuola?”, ha ironizzato. “La formazione crea disequilibri perché c’è uno che studia di meno e uno che studia di più,” ha sostenuto. Per questo motivo, secondo l’esperto, l’egualitarismo mal interpretato rischia di creare generazioni di studenti impreparati.

Crepet ha altresì sfatato un altro mito, ossia che il disagio tra i giovani sia una conseguenza della pandemia. “Sono trenta o quarant’anni che abbiamo invertito la rotta, e il risultato è disastroso”. In un’intervista rilasciata a La Stampa, dopo l’ennesima aggressione subita da un’insegnante, lo psichiatra ha sostenuto che: “La scuola è fallita, i genitori hanno rinunciato a educare i figli. Gli fanno tutto, dallo zainetto in poi”. Si parla infatti di un aumento del 111% delle aggressioni da parte dei genitori, a fronte di una leggera diminuzione di quelle da parte degli alunni: +111% aggressioni da parte di familiari, -11% degli studenti. Lo scorso anno le aggressioni al personale scolastico sono state in tutto 36, quest’anno, con l’episodio di Varese, sono già 27, più di un caso a settimana. A crescere sono gli episodi che vedono responsabile un familiare, più che raddoppiati rispetto allo scorso anno.

Stando così le cose, sembra proprio che si debba rivedere il perbenismo di un certo buonismo da salotto anziché un Ddl che invece restituisce dignità al corpo docente e un senso di responsabilità e rispetto a chi sarà la società di domani.

Foto: Adam91 – GNU Free Documentation License, Version 1.2

2 Commenti

  1. Mi aspettavo una maggiore intelligenza da parte di Crepet,e che comprendesse un fatto: la scuola viene frequentata anche da persone con disagio mentale,che andrebbero inclise; condannarle all’ allontanamento dalla possibilità di studiare,é un atto sporco e controproducente.Ah!Non é affatto vero che chi é violento non possa provare amore nei confronti della cultura,specialmente se si comporta male per via di un malessere.Affrontare il problema dei giovanissimi con serie difficoltà comportamentali,significa affrontarlo,non eliminarlo con una selezione disumana.Non si risponde all’ “inciviltà” con la chiusura mentale.

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