Storia di un’eccellenza italiana: le sartorie storiche

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Foto di Lara Gonzalo da Pixabay

C’è un’eccellenza italiana sconosciuta a molti che allo stesso tempo è ogni giorno, o quasi, sotto gli occhi di tutti gli spettatori. E’ nelle  sartorie storiche che i personaggi di film, serie tv, spettacoli teatrali e televisivi prendono forma e le idee di registi e costumisti diventano realtà

Si parla di loro quasi solo se un film o un costumista vince un premio prestigioso, perciò è difficile comprendere la quantità di studio, lavoro e dedizione, e a volte ingegnosità, necessari a realizzare costumi e accessori. A ciò si aggiunge la cura con cui tutto viene catalogato e conservato.

Le sartorie storiche sono un orgoglio nazionale, e di loro si parla troppo poco.

Oggi in attività ne sono rimaste poche, ma in un paese come l’Italia, dove in passato andare a teatro era uno svago più popolare e accessibile rispetto a ora, ne sono nate tante. Nei secoli passati attori e cantanti d’opera avevano i propri costumi di repertorio, che modificavano in base alle esigenze. Sono stati proprio alcuni di loro a fondare o rilevare sartorie, per passione e necessità. È il caso di Arturo Cerratelli, baritono che rilevò una sartoria dando vita alla Casa d’Arte Cerratelli, oggi diventata una fondazione che conserva abiti antichi, costumi, bozzetti e preziosa documentazione utile a studiosi e appassionati.

La Casa d’Arte Fiore è invece nata nel dopoguerra dalle ceneri degli allestimenti di una compagnia teatrale che fino allo scoppio del conflitto mondiale rappresentava spettacoli su tutto il territorio nazionale e il cui socio fondatore e direttore musicale era il Maestro Giuseppe Fiore.

Con Annamode convivono fin dalla data di fondazione, il 1946, moda e spettacolo. La fondatrice Anna Allegri ha vestito le signore dell’alta società e le stelle di cinema e televisione. Oggi Annamode è anche una fondazione che conserva centinaia di migliaia tra abiti e accessori, e allo stesso sostiene l’artigianalità italiana, affinché continui nel tempo.

Gli anni del boom economico , con le sue numerose produzioni cinematografiche e televisive, hanno favorito la nascita di quelle che oggi sono considerate sartorie storiche e che allora erano fucine di creatività, talento, ottimismo.

Sono nate in quegli anni la sartoria Farani e Tirelli Costumi. Nella prima, fondata da Piero Farani nel 1962, era di casa Danilo Donati, costumista da Oscar (vinto per “Romeo e Giulietta” e “Il Casanova di Federico Fellini”) a cui Fellini, Pasolini e Zeffirelli affidarono i costumi di molti dei loro film.

Farani ha vestito protagoniste del varietà televisivo come Mina e Delia Scala, e dive del grande schermo. Come non citare Jane Fonda, di cui per “Barbarella” si ricordano sempre gli abiti di Paco Rabanne e quasi mai quelli di Jacques Fonteray, realizzati da Farani?

Fondata nel 1964 da Umberto Tirelli, grande appassionato di abiti e tessuti che si mise in proprio dopo aver fatto esperienza alla Sartoria d’Arte Finzi e alla S.A.F.A.S. (celebre per i costumi del capolavoro viscontiano “Il Gattopardo”), Tirelli Costumi è considerata da molti la più prestigiosa tra le sartorie storiche. Lì era di casa Piero Tosi, il costumista per eccellenza. Stretto collaboratore di Luchino Visconti, ha vestito dive e divine come Callas, Magnani, Valli, Schneider, Mangano, Cardinale, ed è stato il punto di riferimento di talenti come Gabriella Pescucci, Milena Canonero, Massimo Cantini Parrini.

Da molti anni l’eredità di Umberto Tirelli, morto prematuramente, è portata avanti da Dino Trappetti e la sua famiglia. L’approccio imprenditoriale di Trappetti si è fuso con il fascino della dolce vita. Quella che si viveva a Il Canile, la villa acquistata da Tirelli e considerate tra le più belle di Capri.

La sua terrazza sul mare, affacciata sui Faraglioni, è stata immortalata nel 1980 da Slim Aarons, il celebre fotografo che amava ritrarre il jet set. Nelle foto di Aarons si vedono Umberto Tirelli e alcuni dei suoi ospiti illustri. Il Canile ha ospitato il fior fiore del mondo dello spettacolo, e non solo.

E’ nel 1970 che Arrigo Basso Bondini, esperto tagliatore storico, fonda a Milano la sartoria Arrigo Costumi.

Tra teatro e tv, l’attività della sartoria è oggi gestita da tre generazioni, che non è insolito per questo tipo di attività.

A Napoli la sartoria cine-teatrale e televisiva più nota è Canzanella Costumi Teatrali, fondata nel 1975 da Vincenzo Canzanella.

diventata invece The One la storica sartoria G.P.11 che negli anni di attività, più di cento, ha cambiato nome alcune volte. Questa sigla (cercando su un motore di ricerca il primo risultato è una cartuccia militare) corrisponde alle iniziali del fondatore, Gabriele Pacchia, in arte Mayer, e del numero civico della sede di allora.

Hanno indossato i costumi confezionati da G.P.11 la regina del varietà televisivo, Raffaella Carrà, e la regina Maria Antonietta che nella finzione cinematografica di Sofia Coppola ha il volto di Kirsten Dunst.

Risale addirittura al 1815 la storia della sartoria Costumi d’Arte Peruzzi, nata come attività d’antiquariato e diventata nel corso del tempo una delle sartorie storiche più prolifiche. Negli anni in cui Roma era considerata la Hollywood sul Tevere, Peruzzi ha vestito, solo per citare due divi di quegli anni, Charlton Heston in “Ben-Hur” ed Elizabeth Taylor in “Cleopatra”.

A Torino dal 1920 confeziona e noleggia abiti e costumi Devalle, che ha sede – come non citarla? – in via degli Artisti. Va detto che le produzioni in costume necessitano di centinaia, se non migliaia, di costumi e accessori. Quindi i costumisti si rivolgono a più sartorie, sia per far confezionare i costumi sia per noleggiarli. Facile che quelle citate forniscano tutte, o quasi tutte, gli abiti necessari allo stesso film o alla stessa serie.

Oggi il rinnovato interesse del pubblico, anche quello più giovane, per storie ambientate in epoche passate contribuisce a tenere in vita un settore che, dopo i fasti del passato, non vive momenti facili. Le produzioni hanno sempre meno soldi e sono finiti i tempi in cui per un film o uno spettacolo si faceva tutto nuovo, dalle calze alle camicie.

Quello delle sartorie storiche è un mondo affascinante. Grazie a internet è possibile ammirare parte dei loro archivi, fatti anche di preziosi abiti antichi, vestiti firmati dai più grandi stilisti, e costumi che hanno consacrato nell’immaginario collettivo gli attori più celebri.

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