Dal patriota Oberdan ad Italo Svevo, Radix sbarca a Trieste

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Di Plamen Agov • studiolemontree.com, CC BY-SA 3.0,

Nella settima puntata di Radix, in onda venerdì 13 febbraio in seconda serata su Rai 3, Edoardo Sylos Labini, sempre accompagnato dalle musiche di Sergio Colicchio, ci porta alla scoperta di Trieste, città di confine che custodisce con fierezza un’identità complessa e affascinante, forgiata nel corso dei secoli da incontri, scambi e contaminazioni. L’influenza mitteleuropea, l’eredità asburgica, la vivacità letteraria e scientifica si intrecciano con la presenza di comunità diverse, rendendo Trieste un luogo unico per apertura e profondità storica.

Insieme all’inviato di guerra Fausto Biloslavo, Sylos Labini ricorderà il dramma delle foibe e andrà alla scoperta dei personaggi identitari della città, come Almerigo Grilz, decano e giovanissimo martire degli inviati di guerra, capofila di una vera e propria scuola triestina di reporter.

Come Guglielmo Oberdan, il patriota irredentista che nacque a Trieste nel 1858 quando era ancora dominio degli Asburgo. All’alba del 20 dicembre 1882 venne impiccato, le sue ultime parole furono: “Viva l’Italia, viva Trieste libera, fuori lo straniero!”.

E poi Italo Svevo, all’anagrafe Ettore Schmitz, uno dei giganti della letteratura italiana, lo scrittore che ha creato l’anti-eroe per eccellenza, concentrandosi sull’inettitudine e sull’incapacità di agire, raccontato dal direttore del Museo Sveviano, Riccardo Cepach.

Infine, Leonor Fini, artista di fama internazionale, pittrice nata a Buenos Aires ma cresciuta a Trieste. Nella città di inizio Novecento, con la sua atmosfera mitteleuropea, i suoi caffè letterari, i suoi scrittori e poeti, Leonor sviluppò il suo stile originalissimo.

Non solo cultura e letteratura, ma anche sport e imprenditoria: Edoardo incontra Giovanna Micòl, velista olimpionica e architetto, e alla fine della puntata Riccardo Illy, l’imprenditore che ha trasformato un’impresa locale in un brand internazionale e che è stato anche sindaco della città.

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