È legge il testo che istituisce a Roma il Museo del Ricordo. Dopo l’ok lo scorso luglio da parte del Senato, ieri è arrivato il via libera definitivo da parte della Camera. La commissione Cultura di Montecitorio ha infatti approvato all’unanimità, in sede legislativa, il provvedimento voluto dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha lo scopo “di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, di ricostruire e narrare la storia degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e della più complessa vicenda del confine orientale italiano“.
A ospitare il Museo, secondo quanto aveva riferito Sangiuliano, sarà un edificio già individuato nella zona di Piazza del Popolo. Lo scorso 8 ottobre, nel corso dell’audizione alle commissioni Cultura di Camera e Senato sulle linee programmatiche del MiC, il ministro Alessandro Giuli aveva dichiarato: “Le prossime settimane, proprio qui alla Camera, verrà votata, e spero approvata, l’istituzione del Museo del Ricordo. Nel frattempo si lavorerà anche a una grande mostra da fare al Vittoriano in collaborazione con la Federesuli. E anche qui mi piace pensare che si esca dallo schema una mostra mia, una mostra tua”.
“Ricordare significa “riportare al cuore”. Oggi, con l’approvazione definitiva della legge che istituisce il Museo del Ricordo nella Capitale, riportiamo nel cuore della nostra Nazione una storia troppo a lungo nascosta” ha dichiarato il ministro della Cultura Giuli. “È un’iniziativa molto importante che stiamo seguendo da molto tempo; riteniamo giusto che venga dedicato un Museo al ricordo di una pagina importantissima e tragica della nostra storia, ovvero la pagina delle foibe” gli ha fatto eco Gianmarco Mazzi, sottosegretario del MiC.
“Finalmente, in Italia e con una iniziativa votata all’unanimità, sorgerà un luogo-simbolo in grado di ricostruire non solo la storia del dramma vissuto dai nostri connazionali del confine orientale nel corso di tutto il ‘900, ma di far emergere dall’oblio tutti i ‘ricordi’ cancellati dalla storia. È un dovere morale cui la Regione ha sempre creduto fermamente” ha affermato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Soddisfazione viene espressa anche dal sottosegretario all’Istruzione, Paola Frassinetti, che auspica un afflusso continuo di scolaresche al museo, e da Fabio Rampelli, che ha dichiarato “le pagine strappate alla Storia possono tornare al loro posto”. “L’approvazione unanime del disegno di legge che istituisce il Museo del Ricordo mi rende particolarmente orgoglioso perché segna una pagina storica nel percorso di riconciliazione di una memoria storica condivisa”, ha affermato Roberto Menia, figlio di un’esule istriana, che ha rimarcato la significativa coincidenza con la celebrazione del ventennale della legge che istituisce il 10 febbraio come Giorno del Ricordo. Di “una pagina storica” hanno parlato Alessandro Amorese e Federico Mollicone, rispettivamente rievocando il “percorso di riconciliazione di una memoria storica condivisa” e “la restituzione agli italiani di pagine strappate della storia nazionale”.
Il testo di legge prevede una dotazione iniziale di 8 milioni di euro in tre anni e 50 mila euro annui a decorrere dal 2026 per il museo. Verrà costituita una “Fondazione Museo del Ricordo”, ente di diritto privato del Ministero della Cultura a cui possono partecipare, oltre al MiC, la Regione Lazio, la Regione Friuli Venezia Giulia, Roma Capitale e altri soggetti pubblici e privati.
Sarà il ministro della Cultura con un decreto ad approvare gli schemi di atto costitutivo e di statuto della Fondazione.

















