Con Rigillo-Petrillo la gabbia di Ezra Pound è un poema nazionale

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Foto Miriam Iuliucci

Nello scenario mitico dell’Hortus Conclusus di Benevento sovrastato dall’imponente cavallo mascherato di Mimmo Paladino, martedì scorso si è svolta l’attesa replica di Ezra in Gabbia, evento teatrale scritto e diretto da Leonardo Petrillo, con Mariano Rigillo e Anna Maria Rossini.

Una prova attoriale memorabile quella di Rigillo, che dà voce al Poeta invocando: “Adesso sta a voi giudicarmi!”.  Il grande autore entra in scena in gabbia, quella di Coltano, dove nel 1945, a 60 anni, fu rinchiuso dagli americani per oltre tre settimane. La Gabbia, esposta alle intemperie ed illuminata a giorno anche di notte, è luogo di negazione d’umanità. Punizione esemplare ed umiliante destinata agli alti traditori della Patria. Principale atto d’accusa sono le trasmissioni radiofoniche durante la guerra in cui Pound si staglia contro l’usurocrazia del sistema economico statunitense.

Pound-Rigillo sollecita il pubblico a valutare la sua vicenda umana ed intellettuale. La storia ha colpito l’uomo, la damnatio memoriae il Poeta. Gli elementi di vero giudizio, secondo Petrillo, stanno in quell’immensa opera chiamata Cantos, scritta per offrire al proprio Paese un poema nazionale, come fece Dante con La Divina Commedia. Quella stessa America che lo condanna alla gabbia, al manicomio ed infine all’esilio. Lo spettacolo è un monologo incalzante sostenuto da un Rigillo protagonista toccante e raffinato, rafforzato dalla somigliante eleganza con il Poeta. La potenza delle Idee e della Poesia è evocata da Anna Maria Rossini a cui dobbiamo momenti vibranti con la declamazione, tra gli altri, dei celebri versi “Strappa da te la vanità” e “Contro l’Usura”.

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