Alpac: una storia di innovazione lunga 40 anni, esempio virtuoso di fare impresa

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Parla l’AD: “Anche nel momento buio del lockdown non siamo rimasti fermi”

La finestra è uno degli elementi che più di altri incide sulla qualità della vita in casa. Valvola tra il dentro e il fuori, il suo valore si misura nella capacità di lasciar entrare quel che è bene per noi e fare da filtro a ciò che ci è di nocumento. L’Alpac ne progetta e sviluppa da circa mezzo secolo. Il lavoro dei suoi professionisti affina prodotto dopo prodotto l’esatto bilanciamento dei pesi di questa complicatissima equazione. L’Alpac è soprattutto un esempio virtuoso del fare impresa nel nostro Paese. Raccogliamo la testimonianza di quest’eccellenza italiana con Luciano Dalla Via, amministratore unico. Il gruppo Alpac è oggi una realtà solida e riconosciuta a livello nazionale. Ma facciamo un passo indietro, torniamo alle origini.

«La nostra è una storia di crescita e miglioramento continui lunga quarant’anni. La sede del gruppo è a Schio, nel cuore del Nord-Est: è lì che progettiamo e realizziamo le nostre soluzioni. Siamo nati come produttori di componenti per l’isolamento del foro finestra, da sempre uno dei nodi più critici in edilizia. Tappa fondamentale è stata, nel 2002, la creazione del primo monoblocco termoisolante realizzato interamente in polistirene: un prodotto che ha cambiato il mercato e anche il nostro destino. In vent’anni non abbiamo mai smesso di investire nel perfezionamento di prodotti e processi ma soprattutto nelle persone, passando da 12 a 203 risorse in organico. Sempre attenti all’evoluzione del mercato verso nuovi standard, in tempi recenti abbiamo inventato il primo sistema di ricambio aria integrato nel monoblocco finestra. Nel 2018, quindi, la creazione di Helty, azienda verticalmente specializzata nella produzione di sistemi di ventilazione meccanica controllata».

Per definizione, Alpac sviluppa soluzioni per l’efficientamento energetico, il comfort abitativo e la salubrità degli ambienti. Qual è la differenza tra gli obiettivi e come li persegue?
«Efficientamento energetico e salubrità degli ambienti indoor sono i due lati della stessa medaglia. Tutti i nostri sforzi sono volti ad assicurare spazi di vita e lavoro confortevoli per le persone e sostenibili sotto il profilo dell’impatto ambientale. L’edilizia, oggi alle prese con l’enorme sfida della riqualificazione, è chiamata a fare sintesi di questi importanti obiettivi. La riconversione del patrimonio esistente esige una progettazione che tenga conto delle performance energetiche senza trascurare la qualità dell’aria in ambienti chiusi. Per supportare questa sfida abbiamo messo a punto una gamma specifica di soluzioni pensate per dare nuova vita agli edifici ormai obsoleti. Un esempio è il cassonetto termoisolante per avvolgibile MyBox, un’innovazione brevettata in grado di evitare la formazione di ponti termici – un nodo dolente nella gestione del foro finestra. MyBox integra un sistema VMC (a ventilazione meccanica controllata, ndr) in grado di rinnovare e filtrare costantemente l’aria che circola in casa»

Il gruppo è articolato in tre brand: Alpac, Climapac, Helty. Cosa li distingue e di cosa si occupano?
«Alpac, la capogruppo, collabora principalmente con progettisti e imprese di costruzione offrendo soluzioni su misura per il comfort invisibile; grazie a un supporto tecnico altamente qualificato possiamo affiancare il cliente dalla prima formulazione del progetto sino alla posa in cantiere. Climapac è un brand di Alpac con una gamma di soluzioni altamente performanti e più standardizzate, ideali per serramentisti e rivendite di serramenti. Helty è la società che sviluppa i sistemi VMC e presidia direttamente il canale idrotermosanitario e termotecnico»

Per due anni di fila, nel 2019 e nel 2020, Deloitte ha premiato Alpac come “Best Managed Company Italia”: qual è stata la chiave del successo?
«Il risultato è sicuramente frutto dell’impegno di un grande team che lavora in sinergia e passione per creare ogni giorno innovazione. Vederci inseriti nel novero delle aziende che si sono distinte per strategie, competenze, corporate social responsibility, impegno e cultura aziendale ci riempie di orgoglio e ci dimostra che stiamo percorrendo la strada giusta, concentrandoci nello sviluppo dell’azienda su più fronti e dando vita ad un modello di business efficace sul lungo periodo»

Che impatto ha avuto sull’azienda l’emergenza sanitaria della pandemia?
«Il covid ci ha costretti a una brusca frenata e poi, come per molte aziende, ci ha imposto di spegnere del tutto i motori durante il lockdown. Eppure, anche in quello che ricorderemo come uno dei periodi più bui, non siamo rimasti fermi e non abbiamo smesso di innovare. Ci siamo attivati con prontezza per implementare i protocolli di sicurezza in tutti i reparti, favorire quanto più possibile lo smart-working, dotandoci anche di nuove infrastrutture tecnologiche, e riorganizzare le attività per ripartire con slancio non appena le condizioni lo hanno reso possibile. Inoltre, abbiamo lanciato sul mercato due nuovi prodotti: il primo sistema VMC a parete con lampada UV-C (Flow Easy UV) e una soluzione VMC ad alta portata d’aria (Flow 800) progettata per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole e asili»

Quali prospettive immagina per scenari post-pandemici?
«Credo che, al netto delle innumerevoli incognite e difficoltà, la fase post-covid offra l’opportunità di riorientare l’economia verso il comfort abitativo e la protezione della salute. Direttrici che Alpac percorre da tempo e che costituiranno un importante driver per il nostro futuro»

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