Fabrizio Imperadore, ceo di Eicom: “Sostenibilità: la parola chiave del futuro”

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Per il presidente di Eicom i piccoli Comuni beneficeranno della tecnologia

La sfida del futuro passa dalla scommessa di immaginare le città di domani. È un dovere ineludibile se si vuole, davvero, pensare a quale saranno gli scenari futuribili su temi di altissima attualità, come – ad esempio – sostenibilità, ambiente e futuro. CulturaIdentità ne ha parlato con Fabrizio Imperadore, ceo di Eicom. Una vita nelle istituzioni, con indosso la divisa della Guardia di Finanza. Poi l’impegno imprenditoriale.

Come nasce Eicom?

Un modo per raccontarlo è dire che Eicom nasce dall’intuizione di una coppia di imprenditori del nord Italia che hanno creduto nel progetto di un gruppo di manager conoscitori del mercato elettrico, ma mi piace anche pensare alla nascita di Eicom come all’inizio di un’avventura al fianco di colleghi/amici con cui per anni ho condiviso esperienze, strategie di business e sogni, proprio come quello che insieme ci apprestavamo a costruire.

In uno scenario altamente competitivo Eicom è stata una scommessa che però ero sicuro di vincere, non tanto per presunzione quanto più perché conoscevo il mio Team e la sua energia, la stessa che ci caratterizza anche oggi e che ci fa avanzare nel nostro progetto con coraggio, curiosità e intraprendenza, desiderosi di continuare a crescere per noi e per i nostri clienti.

Quale è la mission aziendale del gruppo?

Seppur rimanendo ben radicata a solide fondamenta etiche e professionali, Eicom è una

realtà fortemente dinamica che come tale si riscrive giorno dopo giorno. Con il tempo

l’energia che distribuiamo ai nostri clienti è maturata, andando oltre il semplice concetto di

fornitura per abbracciare messaggi di grande valore sociale come l’impegno per l’ambiente, per i giovani, per la cultura. Lavorare nel settore dell’energia significa essere testimoni e promotori attivi di questi valori, che cerchiamo di trasmettere ai nostri collaboratori e ai nostri clienti con progetti, iniziative ma anche prodotti e servizi che guardano all’efficienza energetica, come soluzioni di ricarica per l’eMobility e prodotti di micro mobilità elettrica.

Tutto questo senza mai dimenticare ovviamente quelli che oggi sono i nostri principali

obiettivi: fornire al cliente Eicom una customer experience di qualità e accompagnare la

nostra “rete” di agenti nella loro crescita professionale, garantendo formazione, strumenti e

un ambiente di lavoro positivi e incentivante.

Sostenibilità e futuro sono parole d’ordine importanti. Quale sarà il rapporto, domani, tra cittadino ed energia?

Lo stesso che oggi lega le parole sostenibilità e futuro: imprescindibile. Ormai non si può più parlare di futuro senza pensare alla sostenibilità, così come è impensabile immaginare che la sostenibilità possa rimanere estranea o marginale nella vita dei grandi e piccoli centri urbani.

Partendo dal presupposto che si può sempre migliorare, ad oggi amministrazioni, istituzioni e industrie lanciano moltissimi segnali positivi alla comunità: da progetti architettonici e di riqualificazione urbana a prodotti per l’uso e il consumo di tutti i giorni. Segnali che tracciano una direzione sempre più marcata verso la sostenibilità e un approccio Green a tutte le dinamiche della vita, non soltanto nei grandi progetti.

Noi di Eicom siamo positivi e abbiamo fiducia nella collettività, ed è proprio per questo che

non manchiamo l’occasione di muovere personalmente attività e iniziative che diffondono la cultura della sostenibilità.

L’individuo si compie dentro una comunità. Quali sono gli scenari che prevedete per queste? Come saranno le città dei prossimi decenni? Perché avete scelto di aderire alla Rete dei Comuni identitari?

La comunità si crea quando si muove la cultura. È fondamentale quindi disporre le condizioni e gli strumenti affinché la cultura possa essere divulgata, condivisa e arricchita dal contributo di ogni individuo. Proprio come si propone di fare La Rete delle Città Identitarie.

Oggigiorno grazie alla tecnologia la cultura si muove veloce, velocissima, in certi casi anche troppo. La società dei media ci ha abituati a un flusso di informazioni immediato, e in molti casi succedere che l’informazione sostituisce l’esperienza vera e propria. Vedere

un’immagine de La Creazione di Adamo di Michelangelo sullo schermo del proprio smartphone non è equiparabile alla vista della stessa sui muri della Cappella Sistina. Non tutte le esperienze possono essere trasferite con la tecnologia, che in questi casi deve rimanere soltanto un canale di informazione. E proprio di questi casi tratta La Rete delle Città Identitarie: culture locali ricche di storia, arte, tradizioni che vanno conosciute, vissute e valorizzate, perché rappresentano le sfaccettature di un’Italia che vivrà nei secoli come uno dei territori più affascinanti del nostro pianeta.

È proprio così che voglio immaginare le città del prossimo futuro, anzi, la città: un porto di

culture e connessioni che costruisce la sua nuova storia tra tradizione e innovazione.

Un disegno di cui Eicom non poteva non fare parte.

Quali saranno le opportunità per gli enti che decideranno di aderire alla Rete?

L’opportunità di crescere. Di mettersi in discussione, di reinventarsi, anche di confermarsi.

Ma più di tutto si avrà l’opportunità di raccontare la propria storia e scoprire quelle degli

altri. Le connessioni sono alla base della nostra evoluzione da sempre, e oggi, giorno dopo giorno, impariamo sempre più a muoverci in sincronia alla velocità del 5G.

Questo è il futuro che guarda avanti e indietro. Questa è energia!

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