Artena, l’oasi che resiste alla post-modernità

Ne hanno parlato riviste, blog e tv americane, svedesi, slovene, francesi e russe. C’è un piccolo paese a neppure 50 chilometri da Roma che desta l’interesse dei media di tutto il mondo. Non solo perché nel suo centro storico, interdetto alle macchine, la raccolta differenziata la fanno i muli, ma anche perché il borgo è diventato il cuore della resilienza all’impazzimento urbano. Questo luogo magico a sud della Capitale è Artena. Un’oasi di bellezza arcaica che si ribella all’iper-inquinamento del fiume Sacco e si sente minacciata nella sua integrità dal colosso dell’e-commerce Amazon, col suo centro di stoccaggio più grande d’Italia in via di costruzione a pochi km di distanza. “Artena galleggia come una nave sopra le contraddizioni della postmodernità”. A parlarne è il filosofo Stefano Serafini, che proprio qui ha creato la scuola internazionale di Biourbanistica (www.biourbanism.org). Alla quarta edizione, insieme a un gruppo di studiosi, l’epistemologo organizza una settimana di studi, eventi e feste chiamando a raccolta da tutto il mondo, dal 13 al 20 luglio, architetti, urbanisti, attivisti, studenti e politici per parlare delle città del futuro: auto-sussistenti, civiche, a misura di comunità, ossatura “incompatibile al sistema” di un’Italia generatrice millenaria di linguaggi architettonici, politici, culturali. “Quest’anno abbiamo avuto una maggiore attenzione da parte dei media” dice Serafini raccontando dell’interesse della National Review, mensile conservatore tra i più autorevoli degli Stati Uniti. “I nostri centri minori hanno radici che ispirano soluzioni ai problemi urbani di questo scorcio di secolo drammatico, inquinato, spesso triste, abitato da inurbati di megalopoli avvelenate ed energivore”. Ma l’aria sta cambiando. Non a caso, città storiche come Atene, Parigi e Vienna hanno scritto all’Ue per bloccare Airbnb che ‘costringe’ i residenti a lasciare i centri storici. Nessun pericolo ad Artena. “Qui non siamo un hashtag” ironizza Serafini “il turismo ci interessa poco, cerchiamo cittadini”. “Visiteremo città omeriche, Sperlonga e Segni, e città di fondazione come Sabaudia”. E poi la sera: musica e teatro in piazza con la collaborazione di Artena Live Festival e infine passeggiate sui famosi muli. Gli unici attraverso cui il paese è riuscito a raggiungere l’86% di raccolta differenziata. E se qualcuno soffre d’amore, non c’è problema. La farmacia di Platone, dell’artista turca Melek Aksoy, somministrerà la cura: una poesia, un canto, un brano di filosofia. Come cura dell’anima.



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