Artisti 23, il “diorama artistico” dei talenti che nessuno vi racconta

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Un artista contemporaneo deve perseguire Creatività e Bellezza. E non deve aver paura del pubblico, né di chi guarda la sua opera né di chi la critica. Democratizzare l’arte contemporanea. Rendere pop, nel senso di popolare, la Cultura artistico-visiva del Paese. Questo il senso della quinta edizione dell’Annuario Internazionale di Arte Contemporanea, Artisti 23, edito da ArtNow, da martedì scorso disponibile nei Mondadori Store di Roma e Milano. Presentato in Sala Stampa della Camera dei Deputati con il Presidente della VII Commissione Cultura Federico Mollicone, l’editore Sandro Serradifalco, il direttore e editore di CulturaIdentità Edoardo Sylos Labini e il critico d’arte Angelo Crespi, questo “diorama artistico”, come lo ha definito Mollicone, è una iniziativa editoriale in cui gli artisti trovano quel perimetro di esposizione che altrimenti non avrebbero, un museo ideale che collaziona la scena artistica contemporanea segnandone evoluzioni e talenti nuovi insieme ai nomi affermati. Come ha detto Edoardo Sylos Labini, “questa quinta edizione dell’Annuario Artisti è un altro tassello della grande famiglia che abbiamo fondato cinque anni fa dal palco del Teatro Manzoni di Milano: oggi sappiamo di aver dato una direzione culturale a tutto il Paese, perché la battaglia per la Cultura non ha colore politico. Dobbiamo ripartire dalla storia della nostra arte anche difendendola dagli eco-vandali che imbrattano i nostri monumenti e continueremo in queste nostre battaglie anche grazie a mecenati come Sandro Serradifalco, con cui saremo sulle piazza d’Italia con i Festival di CulturaIdentità”. Alla base di tutto è la cultura del fare, la stessa che contraddistingue l’editore di Artisti 23, preso in un impegno difficile come quello di stampare un libro d’arte: un’avventura editoriale iniziata 20 anni fa, prima iniziativa in assoluto a concepire un annuario d’arte con firme importanti che fossero una testimonianza critica dell’opera di ogni artista. Un impegno che viene portato avanti parallelamente con l’attività della Fondazione Effetto Arte, incubatrice di eventi culturali e mostre importanti perseguendo la Creatività e la Bellezza: valori ai quali, come dice Angelo Crespi, ogni artista dovrebbe aspirare. Sapendo che la Bellezza non è qualcosa di riposante, anzi: lontano da estetiche confortevoli, essa è  protesa a quella perfezione intesa come compimento della forma. Una cosa che “è difficile”, diceva Ezra Pound. Ma proprio grazie a imprese editoriali coraggiose, in questi tempi anch’essi difficili, come l’Annuario Artisti 23, ogni artista ha una platea critica di prestigio che in un certo senso lo sprona a tradurre in Bellezza la Creatività. Almeno provarci: se bisogna aspirare alla felicità , perché negare a un artista quella tensione che viene dalla sua stessa creatività?

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