Benny Manocchia, da Giulianova agli States. L’avventura di un uomo che amava le proprie radici

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Benny (Benito Cesar) Manocchia nasce a Giulianova Italia nel lontano 1934, da Francesco Manocchia e Filomena (Anna) Spadacci. È il più piccolo di quattro figli: Lino, Omero, Franco e lo stesso Benito. Alla tenera età di nove anni rimane ferito alle gambe nel corso di un attacco aereo ad opera degli americani; una bomba colpisce proprio la sua dimora e nel tragico accaduto perde la vita il padre, mentre una trentina di frammenti di schegge rimbalzano sulle gambe del giovanissimo Benny. Trascorre un lungo periodo in ospedale insieme alla sua famiglia e assistito dalle suore. Ormai cresciuto, a 21 anni, il 17 luglio 1955, parte per gli Stati Uniti salì a bordo dell’Andrea Doria e sbarca in America il 25 luglio 1955, un anno prima che affondasse. Vive, in un primo momento, nel Bronx su Hughes Ave, insieme al fratello Lino e qui inizia la sua grande carriera di giornalista. Si trasferisce a Derby Ct ed è qui che conosce la sua prima moglie Carolyn DeMarchi da cui ha una figlia: Sondra Beth.

L’Italia lo rivuole. Il richiamo della patria è forte e pochi anni dopo torna a Giulianova. Rientra negli Stati Uniti nel 1966 dove incontra Patricia Higgins e nel 1968 hanno una figlia, Cristina Vittoria. Agli inizi degli anni ’90 torna in Italia, a Montesilvano, dove, secondo le sue stesse parole “vive come un re”. Dopo essere tornato in America nel 1997, si riunisce con la sua prima figlia Sondra, che non vedeva dal 1969, stringendo con lei una relazione stretta e significativa fino ai suoi ultimi anni di vita. Muore a 86 anni, dopo una brevissima malattia, il martedì 4 maggio alle 15:30 a Old Saybrook, Ct.

In sintesi la sua carriera: In Italia, prima partire per gli Stati Uniti, scrisse per il Corriere dello Sport, Momento e Momento Sera. Negli USA iniziò con il settimanale ABC e come corrispondente per il Corriere e la Tribuna Illustrata. Firmò il contratto come corrispondente per Rusconi in America; i suoi pezzi finirono sulle pagine di Gioia, Gente, Gente Motori, Scienza e Vita Nuova e il quotidiano La Notte. Nel 1971 pubblico un libro che fece scandalo, Il prete di cosa nostra, seguirono: Indagine su 10 squillo di lusso, Voodoo (andò ad Haiti). Scrisse la biografia di Lana Turner.
La vita di Benny era complessa e varia. Era un uomo che sentiva molto profondamente la vita, la vita, il dolore e la rabbia. Ha usato questa passione ardente nei suoi scritti e nei suoi rapporti - con Rusconi, la casa editrice per cui ha tenuto un giornale negli anni '80, con le sue figlie in lettere ed e-mail, e nei suoi molti amori e delusioni con la sua famiglia. Benny era un giramondo come giornalista, coprendo il mondo dello spettacolo e la politica delle celebrità. Ha avuto la fortuna di intervistare modelli e attori, presidenti e despoti. Era un uomo timido e raffinato, che parlava sette lingue ed esprimeva eloquentemente i suoi sentimenti in modo autentico, spesso si sentiva dire che non importava. Ma per coloro che lo hanno incontrato e sentito parlare di lui, lo ha fatto. Era molto importante” – dichiara Patricia Higgins.
Perdo un caro amico e collaboratore – dichiara il giornalista giuliese Walter De Berardinisavevo ritrovato recentemente documenti sul bombardamento del 29 febbraio 1944 degli alleati su Giulianova, quando il papà morì e lui si salvò nonostante 32 schegge conficcate sul corpo”.

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