Dronero, meraviglia alpina piemontese

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Dal grande Medioevo a Giolitti, la cittadina brilla di storia e di bellezza

Un cittadina medievale e dalle influenze occitane, alle pendici delle Alpi Cozie e della Val Maira, capace di essere un piccolo tesoro da scoprire tra giri nelle vallate ed escursioni montane. Le origini di Dronero si attestano intorno al XII secolo quando le preesistenti comunità rurali locali di Ripoli e Surzana si accorparono ritirandosi nella zona compresa fra il torrente Maira e il Rio Rigamberto. Fu così fondata la nuova città di Dragonerium. Un’antica ipotesi collega la fondazione di Dronero a “Draconarius”, comandante bizantino che sarebbe riuscito a convincere gli abitanti a fondare un unico borgo, la Dronero medievale. Una leggenda descrive l’ufficiale come un giovane avvenente e coraggioso. Tutte le ragazze ne erano affascinate, ma una sola fece breccia nel suo cuore, la bella Etta, una fanciulla del popolo originaria del borgo Ripoli. Alla cerimonia delle nozze parteciparono il corteo della Badia, l’abate di Villar San Costanzo, i nobili di Montemale, Roccabruna, Cartignano, San Damiano e tutti i droneresi. Nella straordinaria festa tutti mangiarono a sazietà, cantarono, ballarono e si divertirono. A ricordo di quel grande evento, ecco dunque che a condurre il carnevale di Dronero sono ancora oggi Dragon e Dragonetta, due maschere che rievocano le origini della città e i giorni felici di festa in onore del suo leggendario fondatore. L’insediamento fortificato dominato dal castello e cintato da alte mura si sviluppò rapidamente costituendosi in cinque borghi: Soprano, Mezzano e Sottano all’interno delle mura, Macra e Surzana all’esterno. Dalla metà del XIII al XVI secolo Dronero divenne possedimento dei Marchesi di Saluzzo. Fu un periodo in cui guerre e scorrerie coinvolsero la cittadina, stretta tra il potere reale di Francia e quello ducale dei Savoia, ma anche di autonomia amministrativa che portò ad un fervente sviluppo economico, artistico e culturale. Furono edificati palazzi e chiese, rafforzate le vie di comunicazione e potenziati i commerci. Seguì tra il XVI e la metà del XVII secolo un periodo di decadenza segnato da epidemie di peste e dal diffondersi delle eresie. Mentre i Frati Cappuccini sconfiggevano il Calvinismo, Dronero divenne nel 1601 possedimento dei Savoia. Dal 1798 al 1816 la città fu ceduta alla Francia Napoleonica, ma tornò in seguito possedimento della Casa Sabauda, che la dominò fino all’Unità d’Italia nel 1861. Dronero fu però anche il vero “cuore” del collegio elettorale di Giovanni Giolitti, che portò in città importanti infrastrutture, contribuendone allo sviluppo. Oggi è una cittadina dinamica e dalla forte vocazione turistica, con decine di attività ed escursioni in Val Maira, capace di conservare scorci che paiono riportare ai tempi delle antiche leggende del passato. Quasi a dimostrare come pur con il passare dei secoli, le radici di Dronero siano ben radicate e continuino a nutrire con nuova linfa l’identità profonda della città.

Edoardo Cigolini

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