Biodiversità e identità: tutelare il Ginepro Fenicio per uno sviluppo culturale e sostenibile

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Vogliamo conservare ciò che esiste in tutte le sue forme, perché è sulla sopravvivenza della biodiversità che s’innesta l’identità di un territorio. Tutelare le diversità ambientali non significa salvaguardare esclusivamente dei patrimoni genetici evoluti in un territorio specifico, nel corso dei millenni. Dietro ogni pianta, animale, piatto o prodotto agricolo si cela un patrimonio culturale di straordinario valore, fatto di eredità contadine e artigiane ricche e complesse. La biodiversità è prima di tutto cultura; costituisce il vero e proprio capitale di ogni comunità locale. È fonte di cibo, materie prime, risorse economiche che, oggi più che mai, hanno un valore inestimabile nella valorizzazione dei nostri patrimoni identitari. Le aree ricche di biodiversità aumentano inoltre l’efficienza di assorbimento della CO2 del 50%, conservando l’umidità del suolo del 10-20% in più rispetto ai distretti urbanizzati e industrializzati. Sono aree ricche di varietà locali, antiche, perfettamente adattate al clima di quei territori; sono terre ambite dalle nuove frontiere del turismo sostenibile. Ma c’è di più, la biodiversità è ad oggi l’unico vero strumento per combattere il fenomeno della desertificazione che sta interessando anche il Bel Paese. La desertificazione non può più essere considerata una problematica legata esclusivamente all’Africa o alle grandi steppe dell’Asia. Sono molto più vaste le aree che, tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila, hanno assistito ad un vistoso calo della produttività della vegetazione; tra queste anche alcuni distretti territoriali della Penisola Italiana, in particolare della Calabria meridionale, dove gli incendi incontrollati, le riforestazioni arbitrarie, il pascolo intensivo stanno progressivamente depauperando il patrimonio di biodiversità dell’Aspromonte Jonico e con esso tutto il bagaglio di tradizioni identitarie, forgiato nei secoli dalle comunità grecofone che ancora perpetuano la lingua parlata nell’antica Magna Grecia.

Ed è proprio per mitigare i processi di desertificazione che stanno minacciando questo prezioso angolo di Calabria che l’Aiab aps, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica della Calabria, ha lanciato la campagna di crowdfunding “Pianta un Ginepro Fenicio – Salva la Calabria Greca dalla desertificazione”. Questa specie arbustiva, della famiglia delle Cupressaceae, costituisce un “tassello” fondamentale nel mosaico della biodiversità mediterranea, in quanto rappresenta una delle poche specie in grado di colonizzare ambienti sfavorevoli. Il Ginepro Fenicio (Juniperus turbinata Guss) è, infatti, una pianta pioniera, fra le prime a comparire negli ecosistemi degradati grazie ad una serie di caratteristiche che la rendono adatta alla sopravvivenza in condizioni particolarmente estreme. La struttura squamiforme delle sue foglie assicura alla pianta una efficace riduzione idrica, mentre il suo appartato radicale, fondamentale arginare l’erosione del suolo, garantisce una eccezionale capacità di assorbimento dell’acqua in ambienti soleggiati e privi di copertura vegetazionale. Tutte queste caratteristiche fanno del Ginepro Fenicio una specie fondamentale per la ricolonizzazione di ambienti sottoposti a continue pressioni destabilizzanti, sia antropiche che naturali. La pianta infatti favorisce l’instaurarsi di una graduale evoluzione da condizioni difficili, verso una maggiore stabilità dell’ecosistema, grazie all’accumulo di materia organica nel suolo impoverito. Questo singolare arbusto costituisce una rilevante risorsa di cibo per alcuni animali, in particolare il colombaccio, la volpe e il tasso, con i quali il Ginepro Fenicio ha innescato un processo simbiotico per facilitare la germinazione dei suoi semi. La varietà di habitat che questa singolare conifera riesce a generare, in aggregazione con altre specie vegetali, rappresenta inoltre una risorsa vitale anche per tutti quegli esseri viventi che usufruiscono di corridoi di transito tra le aree costiere e l’entroterra pedemontano. Infine il Ginepro Fenicio, parallelamente alla gran parte della flora mediterranea, ha trovato diversi impieghi nella cultura popolare greco-calabra, segnando addirittura il territorio attraverso una specifica toponomastica, derivante dal nome in grecanico della pianta, detto appunto clethro. Il paesaggio mediterraneo, così come lo vediamo, non è altro che il risultato della costante interazione dell’uomo con l’ambiente, interazione che, se da un lato ha modificato gli aspetti originari della macchia vegetativa, dall’altro ha contribuito ad arricchirlo di un vasto patrimonio materiale e immateriale, risultato del millenario impiego delle piante da parte delle civiltà fiorite lungo le coste del Mediterraneo. Perdere questi habitat significherebbe quindi perdere un paesaggio unico al mondo. A svanire non sarebbe soltanto una risorsa naturalistica e culturale ma anche una risorsa economica, dal momento che il paesaggio del Ginepro Fenicio rappresenta sempre più un’attrazione turistica di una certa rilevanza. Crescente è infatti oggigiorno l’interesse da parte del pubblico nazionale e internazionale verso le mete naturalistiche, dove al godimento dell’ambiente e all’osservazione delle specie vegetali e animali, è possibile associare l’escursionismo sportivo, la cucina e le tradizioni locali. Inoltre è fondamentale tenere in considerazione i benefici economici che potrebbero derivare dall’utilizzo di questa rara pianta sia in campo alimentare e farmaceutico, sia nel settore vivaistico, circostanza quest’ultima che consentirebbe di arricchire il verde pubblico e privato con una specie botanica divenuta nel tempo simbolo dell’identità territoriale greco-calabra. Queste le motivazioni di un crowdfunding per all’AIAB Calabria APS di potenziare il programma di tutela del Ginepro Fenicio, già avviato nel 2019. Grazie infatti alla sperimentazione della germinazione dei semi, coadiuvato dal Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’AIAB Calabria è già riuscita, con il contribuito di PUR Projet, ad impiantare, presso le aziende biologiche del territorio, 600 esemplari di Ginepro Fenicio. Ma ciò non basta. Proprio per questo si punta a conservare la specie attraverso la mappatura degli esemplari esistenti, la raccolta dei semi (galbuli) e la loro germinazione presso vivai specializzati al fine di ottenere ulteriori ginepri da impiantare nel fragile territorio grecanico. Per ulteriori informazioni consulta il sito https://www.eppela.com/it/projects/31184-pianta-un-ginepro-fenicio

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