I cipressi che componevano la “corona” a guardia e tutela del mausoleo di Augusto valevano oltre 2 milioni e mezzo di euro secondo una relazione tecnica agroforestale pervenuta all’Associazione CURAA, la relazione è stata allegata all’esposto per danno erariale presentato alla Corte dei Conti di Roma, insieme ad altri documenti a suffragio.
L’Associazione, scrive in un comunicato del 2 gennaio, è impegnata nella difesa del patrimonio storico e botanico di Roma, in vista del tavolo istituzionale tra Ministero della Cultura e Comune di Roma il prossimo 13 gennaio. La CURAA, dopo numerose consultazioni con esperti e professionisti, e attraverso lo studio degli atti reperiti, ha deciso di esporre i fatti non solo alla Corte dei Conti, ma anche alla Procura di Roma.
“Ci sono ancora 10 cipressi in piedi, a guardia e tutela dell’Augusteo (testimoniato dallo storico e geografo Strabone), occorre che restino ad attendere il ritorno degli altri 68 (della stessa specie), improvvidamente abbattuti. Sic et simpliciter. In questo senso, la posizione espressa dall’On. Fabio Rampelli in un recente comunicato ci trova pienamente d’accordo. Oltre al valore ornamentale e paesaggistico, il tavolo istituzionale con il Ministro Alessandro Giuli e la Sottosegretario Lucia Borgonzoni ha l’occasione di ripristinare il rispetto del Codice dei Beni Culturali”, così Jacopa Stinchelli e Lorenzo di Paola, firmatari degli esposti.
I 60 cipressi abbattuti nel giro di pochissimi giorni lo scorso autunno – continua il comunicato della CURAA – sono l’emblema di una deriva che mira a denigrare gli alberi di pregio, vivi e vegeti, riducendoli a meri rifiuti ingombranti da smaltire, a seconda del costoso progetto di “restyling” di turno, spacciandoli per “malati”. Restyling è una parola molto fuorviante nei confronti di beni archeologici, paesaggistici e architettonici vincolati dalle leggi di tutela dei beni culturali.
“Il rudere del millenario Mausoleo di Augusto, uno dei tumuli funebri più significativi al mondo, non può semplicemente “cambiare look”, come si legge in alcune infelici espressioni giornalistiche. Privare del suo valore un patrimonio pubblico da curare e conservare, piegandolo a ristrutturazioni invasive e interessi privati, è un sistema che va contrastato” scrive la CURAA
Il tavolo tecnico interistituzionale si propone anche di risolvere il “giallo” della devastazione della corona dei cipressi. L’Associazione CURAA si augura e confida che la Procura di Roma possa individuare i responsabili di un ennesimo abbattimento di massa nel Comune di Roma e fare luce su molti elementi ancora oscuri, restando a disposizione per chi vorrà approfondire.
I cipressi, come già scritto da CulturaIdentità, erano stati voluti dal grande architetto Antonio Muñoz (1884-1960), autore del restauro e della risistemazione della piazza dell’Augusteo. Nelle intenzioni di Muñoz avrebbe dovuto diventare “la meta di pellegrinaggio di quanti si vantano di appartenere alla razza latina”. Tuttavia, essendo stato mutilato da oltre 15 secoli di incuria, degrado o utilizzi impropri, il Mausoleo risulta molto ridotto in altezza rispetto a come doveva presentarsi in origine. Da qui la scelta di coronarlo con maestosi cipressi, in linea con quanto raccontato da Strabone, i quali svettando avrebbero restituito al monumento un profilo imponente, tale da riempire il centro della nuova piazza che l’avrebbe coronato.
L’attuale situazione invece lo vede ridotto a un rudere calvo e irriconoscibile, mentre la promessa nuova piantumazione con cipressi “nani”, di una qualità destinata a non superare i 10 metri d’altezza, snatura l’originaria intenzione di Muñoz lasciando il Mausoleo in uno stato grottesco, parodia del luogo sacro e imponente che avrebbe dovuto tornare ad essere.

















