Clearkit, ottimizzare i costi volendo bene all’ambiente

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Il caso dell’azienda milanese mostra come evitare gli aumenti indiscriminati di gas e energia

Basta con le posate di plastica! Vuoi mettere una serie di posate monouso in acciaio lavate e sanificate? Clearkit, nomen omen: estrema cura nell’igienizzazione del prodotto. Clearkit è un’azienda green ed eco sostenibile votata alla riduzione dei consumi e al risparmio (non solo di soldi, ma anche energetico). Ora che dopo la pandemia siamo tutti un po’ più attenti di prima quando tocchiamo gli oggetti, fa sempre piacere sapere che esistono imprese che usano nei nostri confronti quell’attenzione (anzi, molto di più) che riserviamo a noi stessi. Clearkit è un’azienda di Cesano Maderno avviata da professionisti del settore della ristorazione collettiva e commerciale e specializzata nella realizzazione e noleggio di kit di posate in acciaio lavate e sanificate in apposite confezioni in polipropilene o materiale biodegradabile e compostabile, successivamente lavate, lucidate, sanificate attraverso un processo estremamente rigoroso per mezzo di un apposito macchinario e infine ri-confezionate per il successivo impiego. I kit sono composti da una o più posate abbinate a seconda delle esigenze del cliente. In un contesto socio economico che ha visto (fra le altre categorie) i ristoratori in ginocchio, Clearkit rappresenta un’àncora di salvezza anche per quelle tipologie professionali che devono assolutamente risparmiare pena la chiusura definitiva. Marco Martinelli è amministratore delegato di Clearkit e gli abbiamo rivolto alcune domande su etica, business e…futuro ipotetico.

Clearkit è un’azienda e in quanto tale deve generare profitto, ma ha anche una fortissima valenza etica perché supporta gli ideali di eco sostenibilità: come si conciliano etica e profitto?

Etica e profitto si possono conciliare unicamente tramite la ricerca, sia di prodotti che di  modalità operative di lavoro. Prodotti completamente riciclabili o compostabili permettono alle nostre confezioni di essere smaltite nel rifiuto organico o di dare vita a nuovi prodotti in plastica riciclata. L’attenzione agli sprechi ed un ciclo di lavaggio a basso consumo di acqua ci permettono di ottimizzare i costi volendo bene all’ambiente.

Il processo di sanificazione dei vostri kit è incredibilmente rigoroso: non sapevo che per la lucidatura si usasse il mais riscaldato! Ora che siamo tutti un po’ più attenti all’igiene, vuole descriverci in dettaglio il processo di pulizia dei kit?
Il nostro processo di sanificazione, che abbiamo brevettato, consiste nella sanificazione  mediante vibratura abbinata a detergenti (ecolabel), acqua calda, vapore e tutolo di mais per l’asciugatura e lucidatura. I pezzi vengono inseriti nella “bocca” del buratto vibrante con pellet di porcellana,  detersivo ed acqua calda. Il movimento rotatorio che viene generato dal macchinario permette di pulire l’acciaio per sfregamento con la porcellana carica di detersivo ed acqua calda. Successivamente, il vapore effettua un lavoro di finitura affiancato a detergente e disinfettante. Il risciacquo ad acqua è l’ultimo passaggio prima di giungere all’asciugatura e lucidatura mediante tutolo di mais riscaldato dalla quale era incuriosito. A questo punto le nostre posate sono pronte per essere confezionate nuovamente.

L’80% dell’energia usata da Clearkit è auto prodotta: in che modo?

Un anno e mezzo fa abbiamo deciso di ricoprire interamente il tetto del nostro capannone di pannelli fotovoltaici, installando un impianto da circa 50 kw. Questo ci permette di produrre in autonomia (tempo permettendo) la maggior parte dell’energia che serve al nostro impianto. Inoltre ci evita di subire, in gran parte, gli aumenti indiscriminati di gas e corrente che ci hanno travolto nell’ultimo periodo.

Clearkit declina il rispetto per l’ambiente anche nel trasporto stesso del prodotto: come avviene nello specifico questo passaggio della Vostra attività?

Lavorando su quasi tutto il territorio nazionale, abbiamo deciso di ridurre i mezzi in movimento creando degli hub lungo la Penisola.
Ne abbiamo uno a Bologna ed uno a Roma ai quali facciamo pervenire i kit confezionati tramite un unico grande camion e con dei furgoni ci occupiamo della distribuzione sul territorio con percorrenze brevi.

Ristorazione: cosa vi chiedono i ristoratori? Quali sono le richieste più pressanti che avete riscontrato?

La richiesta che più spesso ci viene fatta, soprattutto in questo periodo, è di essere il più elastici possibile sui volumi di prodotto ordinato e sulla frequenza delle consegne. La ripartenza economica post covid sta continuando e le aziende necessitano di fornitori reattivi.

Qual è il galateo 3.0 a tavola?

Per quanto riguarda la ristorazione collettiva sicuramente l’utilizzo di kit di posate sanificate ed imbustate. Se pensiamo all’attenzione che abbiamo acquisito durante la pandemia nei confronti della trasmissibilità di virus e batteri mediante il contatto con le superfici, non possiamo certo pensare di mettere in bocca posate che sono state maneggiate infinite volte da più operatori, o addirittura, nel caso di mense e self service in generale, hanno stazionato in vaschette prive di coperchio dove ogni utente mette le mani per “pescare” la sua posata.

Tavolo di pace Putin-Biden: che servizio offrirebbe Clearkit per   l’occasione?

Un servizio mensa standard direi, in modo che possano ricordarsi di essere uomini ed esseri umani, prima di potenti Capi di Stato, le cui gesta hanno enormi ripercussioni sulla vita degli altri abitanti del pianeta.

Come fa un’azienda come la Vostra a contrastare le multinazionali?

Il mercato del noleggio di posate ha un volume d’affari troppo piccolo con delle competenze troppo specifiche ed una componente di personale troppo elevata per fare gola alle multinazionali.

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