Concorezzo

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Concorezzo, città brianzola, nel suo passato articolato riflette la complessità della storia italiana. I Romani abitarono queste terre, e abbiamo notizia di Concorezzo in testi longobardi, ma è l’epoca medievale a conferire alla città l’assetto che ancora oggi in parte conserva, con le sue strade strette e tortuose, funzionali alla difesa. Attorno al ‘200 divenne sede di un importante gruppo eretico: i “poveri di Concorezzo”, catari che sostenevano una dottrina dualistica basata sull’opposizione materia-spirito, oltre a propugnare il rinnovamento della Chiesa.
Importanti ville signorili ne hanno poi segnato nei secoli la storia, come Palazzo De Capitani (oggi sede del Municipio) dimora secentesca del feudatario di Concorezzo, Pirro De Capitani, e Palazzo Villa-Pernice, dove soggiornò nel 1859 Re Vittorio Emanuele II diretto a Solferino e San Martino, la cui battaglia vittoriosa pose fine alla II Guerra d’Indipendenza.
In un passato tanto vasto, il personaggio più illustre legato alla città è un importante prelato dell’Italia dantesca: il beato Rainaldo da Concorezzo, il cui cognome tradisce l’origine. Assai apprezzato negli ambienti ecclesiastici, svolse importanti incarichi diplomatici, come quello di mediatore per conto del Papa fra i re di Francia e Inghilterra per un’aspra contesa territoriale. Nel 1303 divenne arcivescovo di Ravenna e partecipò poi al processo intentato all’Ordine Templare da papa Clemente V, che era stato spinto a ciò dagli interessi del re di Francia, desideroso di incamerare gli ingenti beni templari. Il mite Rainaldo condusse la sua inchiesta con giustizia: non si servì di torture e dichiarò innocenti i Templari nonostante le pressioni papali. E’ possibile che abbia avuto contatti con Dante, poiché il poeta trovò asilo a Ravenna in quegli anni e in più passi della Commedia si schierò a favore dei Templari, proprio come Rainaldo, accusando invece il Papa e lo spregiudicato re di Francia. Morì, come Dante, nel 1321.
Una storia così ricca ha però bisogno di essere valorizzata, e in questa direzione si è mossa certamente la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Mauro Capitanio, che, fra i tanti progetti promossi, già dallo scorso anno si è attivata per costituire un Comitato al fine di ottenere contributi utili all’organizzazione di iniziative culturali nell’importante ricorrenza del settecentenario della morte di Dante e Rainaldo. Conoscere le proprie radici significa affrontare il futuro senza paura, e Concorezzo sembra entrare a passo sicuro nel nuovo anno.

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