Francesca Parisella, un viaggio senza filtri nella società e nella cultura

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Anni 20, il nuovo format di Rai 2: storie per un futuro tutto da costruire

Forse i nostri anni non potranno essere definiti ruggenti ma il decennio appena iniziato sembra già preannunciarsi denso di trasformazioni. Il 2020 si è aperto con il dramma del Covid e si prospetta complesso nelle sue dinamiche globali, alle prese con problemi strutturali di natura sanitaria, ambientale, economica e sociale. Anni 20 è l’approfondimento settimanale di Rai2 del giovedì in prima serata, in onda a partire dall’11 marzo. Un magazine televisivo che si calerà nella vita reale. Un programma scritto da Matteo Catalano, Francesco Cirafici, Francesca Di Rocco, Giulia Foschini, Alessandro Giuli e Carlo Puca. Reportage, servizi, storie, interviste realizzate da: Simona Arrigoni, Filippo Barone, Paolo Chiariello, Salvatore Dama, Carmine Gazzanni, Marica Giannini, Maria Teresa Giarratano, Filomena Leone, Emanuela Pala, Francesco Palese, Marco Piccaluga, Roberta Piccardi, Carlo Puca, Alessandro Sansoni. Al timone della squadra dei validi e agguerriti inviati la giornalista Francesca Parisella. Giovane, brillante e con alle spalle un passato di inviata in celebri format di inchiesta (Quarta Repubblica, Matrix, Radio2 in un’Ora).

Una lunga esperienza da inviata e ora al timone di un nuovo programma giornalistico. Come si preannuncia questa nuova sfida?

La cifra stilistica che ci distingue è la squadra che abbiamo messo su. Siamo molto affiatati nonostante le restrizioni che ci impediscono di riunirci e confrontarci in riunioni di redazione come avremmo fatto in passato. Il mio ruolo sarà quello di accompagnare gli spettatori negli avvenimenti raccontati dai nostri servizi. Abbiamo già macinato tanti chilometri per indagare su questo decennio appena iniziato.

Quanto è stato difficile come donna farsi spazio nel mondo del giornalismo d’inchiesta?

Per noi è sempre più complicato riuscire ad affermarsi nel giornalismo cosiddetto investigativo. Ci sono vecchi preconcetti e stereotipi che ci relegano a trattare solo alcuni argomenti. Una presunta fragilità e debolezza che in realtà non abbiamo. Negli anni io e brave colleghe abbiamo dimostrato il contrario. Non esistono temi più adatti per le donne o per gli uomini, ma solo storie da raccontare al di là di qualsiasi pregiudizio professionale.

Difficile interpretare un decennio iniziato con uno sconvolgimento di scala mondiale. La pandemia sta dettando una nuova agenda, un radicale ripensamento del modo di affrontare i problemi legati al futuro prossimo del pianeta

Cercheremo di entrare nella realtà dei fatti, raccontando a trecentosessanta gradi un decennio iniziato nel modo più imprevedibile e drammatico che avremmo mai immaginato. Il nostro format, quindi, si distanzia dalle regole tradizionali del talk show. Un rotocalco, usando un termine caro al giornalismo televisivo italiano di un tempo, che racconterà la società dando voce alle testimonianze e alle storie raccolte dalla strada. Daremo vita a un processo osmotico tra ospiti in studio, collegamenti con gli inviati e il contrappunto di Alessandro Giuli che ci accompagnerà in ogni puntata. Un viaggio senza filtri anche nel costume, lasciando sempre libero lo spettatore di formarsi una sua personale opinione.

Poserete lo sguardo anche su ciò che continua a funzionare in Italia?

La cosiddetta buona notizia è un racconto necessario in un format di informazione. Ci offre la possibilità di individuare dei modelli positivi che possono essere seguiti e imitati. Storie che ci confortano e rassicurano su un futuro tutto ancora da costruire e da migliorare. Ci soffermeremo sui temi della cultura e dell’arte, un patrimonio che vogliamo illustrare in ogni puntata. Il nostro sarà anche un viaggio alla scoperta delle bellezze del Bel Paese. Anni 20 darà voce alla realtà che viviamo quotidianamente, nelle sue pieghe più profonde e in tutte le sue declinazioni. Senza troppe chiacchiere ma stando attenti solo ai fatti.

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