Pierluigi Biondi: «L’Aquila é una comunità culturale ed identitaria»

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Parla il primo cittadino del capoluogo abruzzese che ha aderito alla rete delle Città Identitarie

Pierluigi Biondi è il sindaco della rinascita dell’Aquila, della rigenerazione urbanistico/architettonica e comunitaria; il sindaco delle grandi sfide nei confronti del governo centrale per la mancanza dei fondi necessari a completare la ricostruzione post terremoto come per le lungaggini burocratiche. Biondi è il sindaco che ha fatto della cultura, “quella bella – come dice lui stesso – quella che dà alla mente gli strumenti per vedere oltre i pregiudizi, che ti guida verso altri mondi, che dà un senso alle idee, che stupisce, che incuriosisce, che sprigiona genialità”, il motore dell’Aquila rinnovata, anche in tempo di pandemia».

Sindaco, dal momento del suo insediamento, ha interpretato la cultura come la pietra d’angolo della ricostruzione. Una scelta strategica la sua?

«Soprattutto una scelta sentimentale, di valorizzazione delle radici identitarie di una città dove Margherita d’Austria, la “Madama”, nel suo palazzo, creò una corte vivace e cosmopolita, formata da intellettuali, artisti e nobili non solo aquilani. La scelta di volgere lo sguardo al futuro partendo dalla propria identità, contenente il germe della cultura, rappresenta per me un atto di fede nei confronti di una comunità che, nel corso dei secoli, ha saputo mostrarsi forte e tenace, mai vinta dalle avversità, dai terremoti, dalle pandemie, trasformando il dolore in energia per una rifioritura fisica e comunitaria» .

Pietrangelo Buttafuoco e Giorgio Pasotti sono, rispettivamente, Presidente e direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, che proprio lei, Sindaco, ha sostenuto con grade convinzione.

«Il TSA, a distanza di 58 anni, gode ancora di ottima salute rispetto ad altre istituzioni coeve, sorte in territori ben più importanti per numero di abitanti e stimoli culturali, ma che ben presto sono implose. È avvincente la storia del TSA, distintosi da subito per capacità di visione, determinazione, originalità, coraggio nelle scelte artistiche. Piera Degli Esposti, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Carmelo Bene e, più recentemente, Alessandro Gassmann, Alessandro Preziosi, Simone Cristicchi: sono alcuni tra i grandi interpreti del teatro italiano che hanno contribuito al prestigio del nostro Ente. Nel solco di questo percorso di grande impatto artistico, personalità di alto profilo culturale come Buttafuoco e di considerevole notorietà e capacità di progettazione nella contemporaneità come Pasotti, vanno comprese al di là del dato effettuale, per essere inquadrate in questo tempo della complessità. L’Aquila, infatti, va vista come un laboratorio in continua evoluzione, al centro di una rete culturale nazionale» .

Nonostante l’emergenza sanitaria la cultura all’Aquila non si è fermata.

«La scorsa estate, L’Aquila ha ospitato nel centro storico diverse manifestazioni, nella massima sicurezza. Pensi che, con i braccialetti “qr code”, abbiamo tracciato, contingentato e tenuto distanziato il pubblico anche durante la Perdonanza celestiniana, patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, l’evento maggiormente sentito e partecipato dalla popolazione, non solo abruzzese»,

Secondo il recente sondaggio della Conferenza dei Rettori delle università italiane l’ateneo dell’Aquila è tra i primi mille al mondo.

«Il capoluogo d’Abruzzo fornisce molteplici opportunità. È la città della cultura e della conoscenza. Oltre alla prestigiosa università, conta un istituto come il Gran Sasso Science Institute che, con i Laboratori di fisica nucleare, costituisce un polo di studio e di ricerca di eccellenza» .

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