Da Beethoven a Frank Zappa: Rome Chamber Music Festival

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Live _Rome Chamber Music Festival_Foto di Elena Mancini

Quello che un tempo era un piccolo festival da camera, nato nel 2003 a Villa Aurelia, è  diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica, di tutta la musica. Il Rome Chamber Music Festival compie 18 anni e lo fa in grande stile, con 40 musicisti da tre continenti per una staffetta che accosta generi musicali diversi: tra questi, come recita la locandina, Beethoven, Bernstein e Frank Zappa.  Un sogno che torna a realizzarsi a Roma, dopo l’interruzione del 2020, quest’anno all’Auditorium Conciliazione e per la prima volta anche a Firenze, nello storico Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Dal 21 al 25 novembre la sfida è grande: dopo le chiusure sappiamo immaginarci il perché e vorremmo finalmente non parlarne più, tacere, andare avanti e far parlare la musica . Un festival da camera così non si era mai visto e ci ha pensato un violinista americano ad inventarlo, Robert McDuffie, direttore artistico che negli anni ha  accostato il barocco al bluegrass e a Brahms, il tango a Mozart, i grandi capolavori all’ avanguardia contemporanea, non disdegnando il pop rock (si pensi alla collaborazione con Mike Mills dei R.E.M.). Il programma è una festa che combina una profonda operazione culturale al bisogno di svago della società di massa. Per questo anche l’omaggio al visionario Frank Zappa. “Noi siamo diversi”,  ha affermato con orgoglio McDuffie alla conferenza promossa  per celebrare la diciottesima edizione dall’ICAS in Senato.  La missione del Festival, che riesce ad abbinare maestri affermati e giovani talenti, compositori classici e geni contemporanei, ha una formula vincente, far camminare insieme tradizione e innovazione , senza che l’una vada a scapito dell’altra. Il Rome Chamber Music Festival offre al pubblico la sintesi tra cultura e svago, tra società di massa e genio soggettivo, anche unendosi alle altre arti. Per Jacopa Stinchelli, direttore generale della Fondazione che promuove il RCMF, “ogni musica ambisce ad essere classica, basta con l’idea che la classica sia sinonimo di musica vecchia”. 

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