Il Vate a Fiume e la difesa dei popoli oppressi

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“Ardisco non ordisco” era uno dei motti di d’Annunzio. Un motto che il poeta gettava in faccia a quell’Europa della speculazione finanziaria, dell’irrisione dei diritti dei popoli, dei grassi vincitori di Versailles che applicavano trattati e promesse quando faceva loro comodo e li rinnegavano con faccia tosta, che ordivano – appunto – ai danni delle nazioni.

Lo racconta ai lettori di CulturaIdentità sul numero in edicola in questi giorni Alessandro Amorese, – deputato, editore, e responsabile di FdI per la Cultura – con un lungo articolo che ci riporta a Fiume. La città dove il Poeta-Soldato ha scritto le sue pagine più memorabili, ora riproposte anche da Rai Storia, con la replica della puntata di “Inimitabili” dedicata proprio a d’Annunzio, questa sera in prima serata, alle 21.10.

Il Vate a Fiume raccontato da Amorese è colui che tenta un esperimento inedito, quello della Lega dei Popoli Oppressi, da contrapporre alla Lega delle Nazioni (antenato dell’ONU e di tutte le altre elefantiache “organizzazioni internazionali”), l’Europa della prepotenza e degli imperi di sfruttamento coloniale. La scintilla è proprio la città di Fiume, estremo lembo d’Italia, per la quale l’Intesa invoca il Patto segreto di Londra (1915), che non prevedeva la sua annessione all’Italia. Patto che gli stessi anglo-francesi rinnegano per ciò che riguarda la Dalmazia. “La Dalmazia – diranno i cari “alleati” – è a maggioranza slava, quindi per lei si applica il diritto di autodeterminazione dei popoli“. E Fiume? Città a maggioranza italiana, che aveva votato per l’unione al Regno d’Italia, per lei, invece, l’autodeterminazione dei popoli non valeva.

Di fronte a questa tracotante prepotenza dei “Tre Grandi” – Parigi, Londra, Washington – che volevano mortificare l’Italia durante le trattative di Versailles del 1919, il Poeta-Soldato decide di stendere al vento “la bandiera più alta”. Quella di “tutti coloro che oggi patiscono la mutilazione e l’oppressione”.

Fiume, liberata dai legionari di d’Annunzio diventa quindi una nave pirata, un’Arcadia che batte la bandiera “che vuol dire libertà” e che si propone d’essere lo spiedo che minaccia di far scoppiare le grasse vesciche delle potenze imperialiste. Un esperimento non solo di costume, di arte, di cultura, Fiume. Un esperimento politico, i cui semi germineranno decenni dopo.

Appuntamento dunque stasera su Rai Storia per la puntata di “Inimitabili” su d’Annunzio e in edicola per il nuovo numero di CulturaIdentità. E ricorda, hai sempre l’opportunità di abbonarti per ricevere comodamente il giornale a casa e la versione in pdf nella tua casella email, cliccando sul link qui sotto.

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