Ecco come la Natura può cambiarci (in meglio) la vita

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E' scientificamente dimostrato che passare parte del tempo a contatto con la natura apporta benefici a livello fisiologico umano
Foto di Jill Wellington da Pixabay

E’ scientificamente dimostrato che passare parte del tempo a contatto con la natura apporta benefici a livello fisiologico umano e quindi di salute complessiva e di migliore qualità della vita. Esempi ne sono l’abbassamento del livello di cortisolo, la riduzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna; l’aumento dell’attività simpatica complessiva e l’abbassamento del livello di glucosio nel sangue. E’ noto che l’uomo ha un innato desiderio/richiamo spontaneo nei confronti della natura. Lo diceva già l’etologo Konrad Lorenz, Premio Nobel per la medicina nel 1973. Lo hanno ribadito le ipotesi del sociobiologo britannico Edward Wilson nel 1984 e lo confermano anche molte recenti ricerche. Si tratta della biofilia, ovverosia della predisposizione biologica umana a ricercare il contatto con le forme naturali. Stare in un ambiente naturale ci procura benessere e ci fa sentire a nostro agio. Progettare in chiave green, quando case, uffici ed infrastrutture imitano la natura, significa apportare benefici sia in termini di salute che economici per tutta la popolazione: vivere o lavorare in un ambiente naturale, dalle forme organiche, realizzato con materiali naturali e che comprenda spazi verdi, riduce i livelli di stress, causa di malattie cardiovascolari e di disturbi psichici. I benefici non si limitano solo alla nostra salute ma interessano anche il portafoglio: chi possiede una casa con vista su panorami naturali particolarmente belli, ha un guadagno maggiore nella vendita dell’immobile che va dal 50 al 120%; i quartieri costruiti secondo i principi della bioedilizia sono soggetti a una minore incidenza della criminalità, come effetto dell’influenza positiva dell’ambiente naturale; nelle scuole in cui le aule sono ben illuminate, da luce naturale, durante tutta la giornata scolastica, c’è un più veloce indice di apprendimento da parte dei bambini; sul luogo di lavoro, il contatto anche solo visivo con la natura rende i dipendenti più produttivi; i pazienti ospedalizzati che possono vedere dalla finestra della loro stanza un panorama naturale hanno una degenza inferiore di circa il 10 % rispetto ad altri degenti che non hanno la stessa visuale; gli esercizi commerciali che si trovano in una zona circondata da verde ben curato beneficiano di una maggiore considerazione da parte degli acquirenti, che percepiscono eventuali prezzi più elevati giustificati. L’aver voglia di tornare a vivere in campagna perché non se ne può più della città, da questi dati, sembra proprio essere un desiderio che ha un fondamento scientifico. E per chi già ci vive, dall’Oriente arriva il “Forest-Bathing”, pratica diffusa in Giappone e in larga parte dell’estremo Oriente, inserita a pieno titolo tra i pilastri della medicina preventiva. Secondo questa disciplina ci sarebbe una relazione elettromagnetica che si può verificare per risonanza tra la biosfera locale, l’uomo e le piante e che attribuisce a ogni specie vegetale caratteristiche energetiche in grado di influire in maniera diversa sul nostro organismo. Ogni albero, in poche parole, influenzerebbe l’organismo umano riducendone i livelli di stress, depressione e pressione alta, grazie ad alcune sostanze aromatiche vegetali (i monoterpeni) liberate dal fogliame e capaci di apportare benefici all’organismo e di stimolare positivamente anche le nostre difese immunitarie.