Enrico Trantino: «Franco Battiato e Tuccio Musumeci incarnano Catania»

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Di andrea - Catania con sullo sfondo l'Etna in eruzione, CC BY-SA 2.0

Sotto l’ombra eterna dell’Etna, il sindaco di Catania ci racconta i suoi due personaggi identitari

«Catania è una città che ha sempre saputo esprimere, attraverso i suoi artisti, la complessità e la ricchezza del suo spirito: un intreccio di luce e ombra, di ironia e profondità, di passione e ricerca». Lo spiega a «CulturaIdentità» Enrico Trantino, sindaco della Città sotto l’Etna. Terra di infiniti personaggi, padri nobili. Fra questi Trantino ne sceglie due: «Franco Battiato e Tuccio Musumeci incarnano in modo esemplare queste dimensioni. Battiato, con la sua musica e il suo pensiero, ha saputo portare la Sicilia e Catania nel mondo, trasformando la tradizione in linguaggio universale e dimostrando come la spiritualità e la cultura possano fondersi in una sintesi di rara bellezza».

Enrico Trantino

Cresciuto tra il mare di Riposto e il vulcano Etna, Battiato (1945-2021) ha sempre cantato la sua terra: da «Stranizza d’amuri» (1979, in dialetto catanese) a «L’ombra della luce», fino al ritiro definitivo a Milo, sul versante orientale dell’Etna, dove viveva come un eremita tra ulivi e lava. Catania e la Sicilia orientale sono ovunque nella sua opera: nei testi, nei suoni, nei silenzi. L’Etna è metafora di fuoco interiore, il barocco catanese riecheggia nei suoi arabeschi melodici. «Musumeci – continua il sindaco – con la sua straordinaria capacità teatrale, ha dato voce all’anima popolare e ironica della nostra città, raccontandone vizi, virtù e umanità con affetto e intelligenza.

Entrambi, in modi diversi, ci ricordano che la cultura non è solo memoria, ma anche futuro, un patrimonio vivo che continua a dare forma al nostro essere comunità». Nato il 21 aprile 1934 a Catania Tuccio Musumeci è un vera leggenda vivente: comico e attore, ha fatto del dialetto catanese un marchio d’arte. Cresciuto tra le viuzze del centro storico esordì negli anni Sessanta nei cabaret locali e nell’avanspettacolo, per poi entrare trionfalmente nel Teatro Stabile di Catania, dove ha recitato in decine di spettacoli, da Martoglio a Pirandello a Sciascia, solo per elencarne alcuni. Ed è ancora sulla breccia al Teatro Vitaliano Brancati, a ben 91 anni.

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