I libri del Ministro da Papini a Scruton e il caso Gentile

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Recentemente il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha detto che la cultura italiana è, al di là delle ideologie, Gramsci-Croce-Gentile.

E, quasi anticipandosi, questa settimana nella sua “rubrica” su Twitter ha postato la foto di un libro trascelto dalla sua biblioteca personale, La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile di Luciano Mecacci, con una bellissima copertina che riprende un’immagine tratta dalla prima pagina del Brancaleone. Voce d’Italia del 30 gennaio 1947: l’assassinio di Giovanni Gentile è un “cold case” che Luciano Mecacci ha studiato in maniera meticolosa vincendo il Premio Viareggio-Rèpaci – saggistica del 2014 e il Premio Acqui Storia – sezione storico-scientifica del 2014, riaprendo il caso Gentile in modo clamoroso.

E nel pantheon di autori e scrittori pensatori italiani dalla biblioteca ministeriale non può non uscire un “Gianfalco” Papini, di cui Sangiuliano propone al pubblico/cittadino la sobria edizione Mondadori L’uomo Carducci. Impossibile non citarne un estratto dalla Prefazione scritta dall’autore sé medesimo: “Mani avanti. Non s’aspetti, il signor lettore, un libro sulla poesia, sull’arte, sulla letteratura di Giosue Carducci. Qui si parla di lui non separato dall’opera ma come appare traverso l’opera. Niente critica, dunque, e niente biografia. Gli scritti sulle poesie passano ormai di numero le poesie medesime che dovrebbero illuminare e nonostante, su di esse, non s’è ancor detto l’essenziale del vero. Le razzolature nella vita intima ed esterna, accademica e giovanile, sono, a mio giudizio, anche troppe e non finiranno tanto presto ché c’è sempre, in questa Italia comare eterna ciacciona, qualcuno che si fa bello del suo pescar minuto nello sciacquabruglio dell’inedito e dell’aneddotico. A me codeste onorate professioni del cicerone metrico grammatico storico estetico nelle pinacoteche della poesia o di raccattafrùscoli nelle retrocucine della storia non convengono”.

E siccome stiamo andando contromano non vogliamo non menzionare l’ottimo Roger Scruton, con un (per noi) inaspettato Comprendere la musica. Filosofia e interpretazione, dove il filosofo inglese prende in esame tutti gli aspetti relativi alla funzione che la musica svolge nella cultura fin dai tempi remoti in cui essa ha fatto la sua comparsa anche approfondendo il discorso sulle altre arti del suono come la poesia (l’arte del suono fonetico) e l’arte del paesaggio sonoro (parte della progettazione di giardini e fontane).

Ma non finisce qui, perché con un balzo temporale tra gli scaffali della biblioteca ministeriale passiamo all’immancabile Hobbit (Lo Hobbit o la Riconquista del tesoro, il libro con cui Tolkien ha presentato per la prima volta, nel 1937, il mondo mitologico del Signore degli Anelli) e a uno straordinario Rudyard Kipling: Racconti, collana I Grandi Maestri delle Edizioni Casini del 1963. Bellissimo, con quella copertina colorata che sembra fare da contraltare alla copertina minimale Einaudi di L’arte del ventesimo secolo di Denys Riout.

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